Mi piace la primavera, quando il sole esce dal suo letargo invernale e splende radioso e deciso nel cielo. Quando si può uscire di casa per fare lunghe escursioni in bicicletta, oppure andarsene a zonzo e ordinare e assaporare i primi gelati,  trovarsi nelle piazze con gli amici per interminabili conversazioni,  giocare all'aperto a calcio, a pallavolo o a basket
Correre, sudare, sporcarsi di erba e fango, bere acqua da una fontana, dare e prendere calci e spintoni, e poi sorridersi e fare pace, è una grande gioia. 
Nessuno sembra più aver voglia di starsene rintanato nel salotto di casa a guardare la televisione o a ubriacarsi di playstation. Anche il computer si accende di meno. Si ha poca voglia persino di starsene attaccati a Facebook.

A me, poi, dà una certa euforia camminare per le strade, dove gli alberi fioriti spandono intorno colori brillanti e fragranti profumi, mentre l'erba sui prati  infittisce e splende di un verde intenso.
Ogni tanto mi piace fermarmi ad osservare gli animali. I cani, per esempio, intenti più del solito ad inseguire piste olfattive per i loro padroni misteriose e incomprensibili, ma per le povere bestie più avvincenti di un thriller
Ma soprattutto mi affascinano i gatti, che si stendono nei giardini nelle loro pose indolenti e armoniose, mimetizzati con l'ambiente circostante per non essere disturbati, i corpi caldi per aver assorbito ogni raggio di luce. Tigri d'appartamento che possiamo ammirare e accarezzare e a cui dobbiamo essere grati perché ci insegnano gratuitamente, con geniale e istintiva semplicità, l'antica e nobile arte dell'ozio.

Le giornate primaverili più lunghe invogliano alla socievolezza, la luce più intensa rende più allegri, la voglia di vivere prevale sui doveri, sulle aspettative di genitori ed educatori. E le ragazze, nei loro abiti leggeri, sembrano ancora più belle.

Senza dubbio d'inverno è più facile starsene in casa a studiare e fare i compiti, nei lunghi pomeriggi di pioggia o di nebbia, mentre in primavera, dopo l'impegno e la fatica di un intero anno scolastico, è faticoso stare concentrati sui libri, prepararsi a interrogazioni e compiti in classe, essere studenti disciplinati e diligenti come quando fa freddo. La testa corre, quasi senza rendersene conto, altrove, fuori dalla finestra, ai giochi e alle fantasticherie. Anche in aula ci si distrae per inezie, per piccoli contrattempi. Si diventa, con più facilità, degli "scaldabanchi". 
Talvolta mi capita persino di pensare che forse gli insegnanti più severi odiano la primavera. E considerando la questione dal loro punto di vista, hanno persino ragione. Tuttavia la primavera, anche se non si concilia troppo con la scuola e lo studio è, secondo me, la stagione più bella dell'anno. 

Certo, la primavera, con la sua bellezza, magnificata da scrittori ed artisti, non cancella i problemi del mondo: la fame, la povertà, la disoccupazione, la guerra. Chissà però che l'ottimismo, cui induce questa stagione di rinnovamento della natura e degli uomini, non aiuti anche i potenti della Terra ad osservare i problemi con occhi nuovi e non dia loro l'energia per risolverli.

(tema svolto da n.l.)