Sebbene si sia diffuso soltanto a partire dal XIX secolo, il turismo è diventato nel breve volgere di un paio di secoli la più importante industria mondiale. Nei Paesi più avanzati rappresenta ormai il 10% del PIL ed altrettanto dell'occupazione totale. Ma se consideriamo tutte le attività che al turismo si affiancano (mezzi di trasporto, autostrade, edilizia, editoria ecc.) - l'indotto per dirla in breve - tali stime vanno ritoccate notevolmente al rialzo. Il turismo insomma ogni anno fattura, a livello globale, migliaia di miliardi di euro o di dollari, a seconda della valuta che si vuol prendere come riferimento.

L'industria turistica ha cominciato a svilupparsi nell'Ottocento grazie alla disponibilità di nuovi mezzi di trasporto e comunicazione: ferrovie, navigazione a vapore e telegrafo. Già nel Settecento, tuttavia, si era affermata la consuetudine, presso i giovani aristocratici dell'epoca, del Grand Tour. Si trattava di un viaggio che toccava le principali città europee e prevedeva un'incursione approfondita nella nostra Penisola. Era considerata dall'elite un'esperienza esclusiva e formativa, pur con qualche eccezione, per esempio quella del filosofo morale e fondatore del pensiero economico moderno, Adam Smith, che ravvisava nel Grand Tour un'occasione di corruzione dei costumi dei giovani. I quali, secondo la sua opinione, erano da tali viaggi distolti dallo studio e dalla pratica delle più austere e necessarie virtù.

La diffusione dell'automobile prima e successivamente dei voli aerei low cost (anni Novanta del secolo scorso) determinano un'esplosione del turismo internazionale, che conosce una crescita annua esponenziale. Il turismo internazionale può in qualche modo ritenersi un'evoluzione democratica del Grand Tour, del viaggio cioè inteso come accrescimento culturale e conoscitivo, esperienza di vita fondamentale per ciascuno. E anche imitazione del modo di vita aristocratico, in una perenne rincorsa storica delle classi inferiori ai modelli di vita delle classi superiori.

Ma cosa fa il turista odierno? Visita luoghi esotici, già visti in tv, nei depliant delle agenzie turistiche, segnalati da guide e riviste specializzate. Spesso si limita a guardare, escludendo dalla propria esperienza gli altri sensi. Fotografa edifici e monumenti, si scatta selfie che lo rassicurino circa la propria reale esistenza e circa la natura autentica della propria esperienza. Oggi, tramite internet, recensisce i luoghi visitati, esprime il proprio entusiasmo o, più spesso, la propria delusione. Discendente del flâneur descritto da Baudelaire, il turista passeggia, si aggira senza meta per le vie della città, osservando soprattutto gli altri turisti come lui.

Esistono vari tipi di turismo: quello invernale, estivo, delle città d'arte ecc. Oggi è in espansione il turismo senile, forse perché gli anziani sono coloro che hanno più risorse in termini di tempo e denaro per viaggiare. Esiste un turismo d'affari, che produce un elevato fatturato. Affiancato dal turismo dei congressi e delle convention e dal turismo dei saloni e delle fiere. Eticamente reprensibile è il turismo nei cosiddetti paradisi fiscali. In ascesa è il turismo legato ai festival culturali: in Italia ormai ogni disciplina universitaria ha il suo seguitissimo festival dedicato. Gli eventi sportivi sono in grado di richiamare un gran numero di persone, per esempio in occasione delle Olimpiadi, i Campionati del Mondo di calcio, le finali di Super Bowl negli Stati Uniti e di Champions League in Europa: denominiamolo turismo sportivo.

Non meno importante è il turismo religioso. Il turismo, in fondo - come aveva fatto già notare Mark Twain - è una sorta di pellegrinaggio. Storici sono i pellegrinaggi a Roma, a Santiago di Compostela, a Gerusalemme, degli hindu sul Gange e dei musulamani alla Mecca. Mete religiose sono inoltre Lourdes e San Giovanni Rotondo dove è stato costruito il santuario in memoria di Padre Pio. Il turismo ha assunto d’altronde la forma del rito. Molte persone sono solite recarsi in una sorta di pellegrinaggio sulle tombe di popstar scomparse (Elvis Presley, Lady Diana ecc.)
Molto diffuso, anche se con risvolti talora eticamente riprovevoli, è il turismo sessuale. C'è poi il turismo medico o della salute. Rientrano sicuramente nell'ambito del turismo le gite scolastiche, che rappresentano una sorta di rito di iniziazione al turismo adulto.
Infine è doveroso ricordare, ultimo ma non meno importante, il turismo gastronomico. Si visitano luoghi sconosciuti per apprezzare i piatti della cucina locale.

Il turismo si sta trasformando in un obbligo sociale. Ormai chi non va in vacanza nei mesi estivi deve giustificarsi con amici e conoscenti.
Nelle città in cui il turismo si espande, esso prende il posto di altre attività produttive. La deindustrializzazione ha trasformato in città turistiche località un tempo celebri per attività industriali o elevati traffici commerciali. Gli esempi più eclatanti sono Liverpool, Manchester, Londra, ma soprattutto Venezia, che è diventata l'emblema della città turistica col declinare del suo splendore commerciale. L'Occidente industrializzato sta conoscendo una riconversione turistica. Le città d'arte si stanno trasformando in tante Disneyland.

Il turismo muta l'aspetto delle città, in particolare i suoi centri storici. Che si svuotano dei residenti per far posto a locali di ristoro. Per aumentare il proprio appeal sul turista le città si mettono in scena, si inventano una tradizione, quasi si trasformano in perenni set cinematografici, moltiplicano le occasioni di far esperienza del "pittoresco". Le città turistiche si spettacolarizzano e nello stesso tempo si devitalizzano.

I turisti odierni vanno quasi sempre di fretta, cercano di vedere più cose nel minor tempo possibile, quasi si trattasse di realizzare un record sportivo. Piantano ipotetiche bandierine, quando invece l’arte, sia quella pittorica che quella architettonica, necessiterebbe di una contemplazione lenta, di una approfondita meditazione, di studio per essere goduta pienamente. Non è raro trovare turisti che ignorano la geografia e la storia dei luoghi visitati. Altri che quando si recano all’estero frequentano soltanto connazionali e non spingono la conoscenza, sempre superficiale, dello straniero oltre qualche fuggevole contatto con esercenti o camerieri.

Per questi e altri motivi il turista è stato e viene tuttora sbeffeggiato dall'intellettuale di turno. Che usa i termini “mercificazione”, "alienazione", "inautenticità" a proposito dell'esperienza del turista contemporaneo. Avendo il turismo di massa odierno degli impatti negativi sull’ecologia del pianeta e sulle stesse popolazioni locali si auspica oggi pertanto una forma di “turismo sostenibile”. Molte menti critiche, un po’ supponenti, propongono la distinzione fra viaggiatore, accezione più nobile e turista, più volgare. Eppure il turismo di massa rappresenta un modo tutto sommato positivo di impiegare il tempo libero, ed esprime qualità umane come curiosità, amore della novità, aspirazione alla conoscenza e al miglioramento di se stessi.

Riferimenti bibliografici:
T. Bernhard, Antichi maestri, Milano, Adelphi, 1992
M. Confalonieri, Il turismo sostenibile, Torino, Giappichelli, 2013
M. D'Eramo. Il selfie del mondo. Indagine sull'età del turismo, Milano, Feltrinelli, 2017
C. De Seta, L'Italia nello specchio del Grand Tour, Milano, Rizzoli, 2014

sitografia:
A. Fravolini, Turismo di massa — problemi e soluzioni a un fenomeno sempre più diffuso, 30 ottobre 2018