copertina libroUn romanzo che ci porta dritti nel mondo della psicoanalisi, della psicoterapia e degli psicoterapeuti. Scritto con cognizione di causa, considerato che l’autore è uno psichiatra di vasta esperienza, che ha insegnato alla Stanford University.

Di origini ebraiche, Irvin D. Yalom (1931) si rivela un narratore di razza, ricco di humour e di saggezza. Il romanzo oltre che affrontare temi profondi dell'umana esistenza (l’abbandono, il lutto, l’inadeguatezza), è avvincente, vivace e pullula di personaggi interessanti. La trama è imprevedibile. Il libro, pur corposo, intrattiene senza annoiare e nello stesso tempo accontenta anche i palati più esigenti, che reclamano un contenuto sostanzioso, di qualità.

Il personaggio principale è lo psicoanalista Ernest Lash, un giovane terapeuta che nei suoi interventi psicoterapici oscilla tra l’ortodossia e la creatività, memore dell’insegnamento di due analisti più anziani: l’ultrasettantenne Seymour Trotter, che non crede nelle terapie codificate, ma solo in quelle personalizzate (“La mia tecnica consiste nell’abbandonare qualsiasi tecnica”) e Marshal Streider, l’analista didatta molto formale, che invece incarna il dogmatismo freudiano, il trattamento prolungato e la rigida etica professionale.

Numerosi sono anche i personaggi femminili: la vendicativa Carol, la ninfomane e autodistruttiva Belle, Shirley, la moglie di Streider, che trascurata dall'integerrimo e ambizioso marito, finisce per consegnarsi all’ikebana, alla meditazione e alle attenzioni non solo spirituali di un monaco buddhista.

Gli psicoterapeuti sono rappresentati in modo realistico, come esseri umani non privi di debolezze e vizi, ambizioni e vanità, esitazioni e imbarazzi, la cui vita può andare incontro, come quella di tutti, ad errori, fallimenti, disperazioni, stress e panico. In fondo, pazienti e terapeuti sono alla ricerca, comune alla stragrande maggioranza delle persone, di relazioni autentiche che riempiano di gratificazioni e di significato la proprie esistenze. “Un contatto di anime”, “Due anime che si toccano”.

Percorre tutto il romanzo il tema dei possibili conflitti di interesse in terapia, ma soprattutto delle complicazioni del sempre incombente transfert erotico. Quali sono i confini posti dal setting analitico? Come intrattenere un rapporto terapeutico con le pazienti senza scivolare nel coinvolgimento erotico, spesso distruttivo per entrambi? Eppure la "seduzione sul lettino" sembra una realtà abbastanza diffusa. Con una casistica che affonda le proprie radici nella storia stessa della psicoanalisi. Come difendere allora il cliente e come difendersi? È giusto, in nome di una maggiore autenticità, il coinvolgimento emotivo del terapeuta nella relazione col paziente, fino a mescolare la propria vita privata con quella professionale?
Yalom non sembra proporci soluzioni definitive, ma attraverso l’azione e le vicissitudini dei personaggi ci rende partecipi dei pericoli (e talvolta delle opportunità) che allontanarsi dalle pratiche standard comporta.

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I libri di Irvin D. Yalom