Louis-Ferdinand Celine, Il dottor Semmelweis, Adelphi, 1993

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copertina"Questo è quello che avrebbe potuto scrivere Sofocle, con un coro di madri morenti: un grande eroe, una grande verità, una grande missione, e infine un folle volo di appassionata arroganza, che si conclude nella distruzione".
(Sherwin B. Nuland, Il morbo dei dottori)

Ancora nella civile Vienna dell'Ottocento, molte donne incinte morivano a causa di una febbre di origine infettiva. I medici di allora, quando visitavano le donne, magari dopo aver sezionato cadaveri, non ritenevano necessario lavarsi le mani. L'inosservanza di questa elementare norme igienica costituiva la causa, allora ancora ignota, dell'infezione, che causava poi il decesso delle partorienti.

Dopo attente osservazioni, la causa venne identificata dal dottor Ignatz Semmelweis, passato in virtù di ciò alla storia della medicina come lo scienziato che, scoprendo l'origine della febbre puerperale, mise a punto la tecnica dell'asepsi, così importante per lo sviluppo della medicina e soprattutto della chirurgia contemporanee.

A differenza di quello che è logico pensare, questo benefattore dell'umanità fu fatto segno in vita di ostracismi, derisioni, diffidenze, persecuzioni, che lo portarono dapprima all'emarginazione dal mondo della medicina viennese, infine alla follia e alla morte precoce.

La sua storia è narrata, in questo bel libro appassionato, che costituisce la tesi di laurea in medicina di quello scrittore irregolare e ricco di talento che fu Celine. Un bel libro, una narrazione circostanziata, avvincente e amara, una dimostrazione di come spesso il gregge prenda a cornate l'uomo di genio.

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Valentino Sossella