copertina libroTre adolescenti pieni di energia e animati da un'avventurosa voglia di vivere, di ritorno da una sessione mattutina di surf, a bordo di un pullmino variopinto, hanno un brutto incidente. Riportano numerosi traumi, ma uno di loro, Simon Limbres, è in coma irreversibile. È in rianimazione.

La mamma Marianne è sconvolta, terrorizzata, si muove come un automa. Inizia un percorso di dolore, di angoscia, di disperazione. La macchina sanitaria si mette in moto. Il dottor Revol comunica ai genitori che la coscienza, la sensibilità e la mobilità del ragazzo sono abolite, così come le funzioni vegetative. Simon ha l'elettroencefalogramma piatto, è in stato di morte cerebrale: la respirazione e la circolazione sanguigna sono sostenute artificialmente.

Si profila la possibilità di espiantare gli organi (cuore, reni, polmoni, fegato) di Simon per trapiantarli in un soggetto ricevente. Ai genitori del ragazzo, Marianne e Sean, si prospetta una decisione angosciosa e difficile. Il loro colloquio coi sanitari è burrascoso.

Intanto la vita della famiglia colpita dalla tragedia si intreccia con quelle, non meno complicate, degli operatori sanitari: il rianimatore Revol, l’infermiere che si occupa della procedura della donazione d’organo, Thomas Remige, l’infermiera che assiste il paziente, Cordélia Owl, il medico che coordina tutta la procedura, la sessantenne Marthe Carrare, responsabile dell’agenzia di biomedicina. Inoltre colui che eseguirà materialmente il trapianto, il chirurgo Emmanuel Harfang, un asso della cardiochirurgia, esponente di una delle dinastie di clinici più importanti del Paese.

Il dottor Virgilio Brava,  figlio di immigrati italiani, massiccio, abile e volitivo dopo un volo in aereo, raggiunge l'ospedale dove è il corpo di Simon e si incarica di prelevare il cuore. Espianto che avviene impeccabilmente eseguito grazie a un ben organizzato lavoro di equipe, un team composto da tredici persone che comprendono, tra gli altri, un chirurgo senior e uno interno, il medico anestesista, l’infermiera anestesista, l’infermiera del blocco, l'infermiera ausiliaria.

Infine c'è Claire, la paziente affetta da grave insufficienza cardiaca, che riceve il cuore di Simon.

Finito il prelievo di organi, il corpo di Simon viene richiuso, occorre ricomporre la salma del donatore, cucendo e riempiendo gli spazi cavi con garze e teli sterili. Al termine di tutta la procedura la sala operatoria assomiglia a un campo di battaglia.

Il romanzo, connotato da una scrittura dal ritmo incalzante descrive una nuova frontiera della scienza, quella dei trapianti d’organo. Lungi dall'essere soltanto una pratica che richiede una grande perizia tecnica, la donazione di organo coinvolge dalle fondamenta la psiche di tutti coloro che vi partecipano, obbligandoli a confrontarsi con le angosce e i significati che suscitano in tutti noi la grandezza e la tragicità della vita e della morte.

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