copertina libroL’opera è stata pubblicata postuma nel giugno del 1979. Il 24 gennaio 1973, mentre è al cinema con Linuccia Saba, figlia di Umberto Saba e sua compagna di vita, lo scrittore, pittore e medico Carlo Levi (1902 - 1975), autore di importanti opere letterarie come Cristo si è fermato a Eboli e L’orologio, avverte un improvviso disturbo della vista: si tratta di distacco di retina, causato dal diabete di cui lo scrittore torinese soffre.
Operato all’occhio destro e immobilizzato in un letto d’ospedale, Levi continua a scrivere e a disegnare.
Come sottolinea nell'introduzione Riccardo Gasperina Geroni, “Il Quaderno [...] nasce [...] da una prassi quotidiana volta a esorcizzare con la luce della scrittura il buio della malattia”.

Un testo intimistico, che origina dalla malattia dell’autore, capace di comunicare una miriade di sensazioni, sogni, immagini, simboli, ricordi, riflessioni, allusioni. Un libro tutt’altro che semplice, spesso oscuro, ma suggestivo, votato alla espressione della propria vita interiore, in tutta la sua articolata e insondabile complessità e mutevolezza.

Una prosa diaristica, opulenta, lirica, ipnotica, ermetica ma piacevolissima, densa di parole insolite, un tripudio di aggettivi e sostantivi, una galassia di vocaboli che ci mostrano quanto sia lucente e duttile la nostra lingua. Un Levi funambolo letterario e capace di esprimere nelle pagine raffinatissime intuizioni.
Il lettore respira un’aria pura e rarefatta, lontana dalla volgarità del quotidiano e dal “frastuono dei mass media”. Un libro pieno d’anima, che zampilla da una coltivata e genuina sensibilità.

La malattia, la cecità, come possibilità di raccoglimento, stimolo alla riflessione e alla ricerca di una verità più profonda.

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