Andrea Canobbio, Presentimento, Nottetempo, 2007

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copertinaUn malessere psicologico personale, degli attacchi di panico collegati alla paura e alla necessitÓ di prendere l'aereo, estesi poi ad altri mezzi di trasporto, si incrociano, nel racconto di Canobbio, con un panico generalizzato, quello prodotto dall'attacco terroristico al World Trade Center del settembre 2001.

Il risultato Ŕ che la dimensione privata prevale su quella pubblica. Il disastro delle Twin Towers, vissuto a poche centinaia di metri di distanza, Ŕ percepito in modo attutito e quasi irreale ("sentimento ovattato di quiete e di silenzio"), mentre il panico del protagonista si mimetizza perfettamente con quello della gente intorno, anzi, paradossalmente, si trasforma in un'apparenza di superiore autocontrollo. 
Scrive l'autore: "La drammatizzazione delle proprie paure, uno spettacolo affascinante per chi sta male; e trovarsi in mezzo a mille persone in stato di panico mimetizza il tuo, rischi di sembrare quello meno spaventato (dicono che in tempo di guerra i nevrotici non si notano)".

Il libro di Canobbio, sommesso ed ellittico, ironico e distaccato, raffinato e minimalista, Ŕ la cronaca di una nevrosi personale, della fenomenologia delle sue manifestazioni e dell'indagine ipotetica e circospetta delle sue cause.

Un libro breve e denso, che testimonia dell'angoscia del nostro tempo.

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Pagina aggiornata il 04.04.08
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