copertina libroLa cultura classica, quella che fa capo alla civiltà greco-romana, è alla base della cultura occidentale e delle sue istituzioni. Lo stesso metodo scientifico trova le sue basi epistemologiche nella cultura greca. Gli studi di alcuni scienziati dell'antichità anticipano teorie spacciate per nuove nel corso dei secoli successivi, come per esempio la teoria copernicana, che ha antecedenti sovrapponibili nelle cognizioni dei Greci sull'astronomia. Ancora: esiste uno stretto legame tra gli Elementi di Euclide e lo sviluppo della scienza esatta. Il diritto affonda la sua tradizione e i suoi principi nella civiltà classica. La democrazia odierna trae ispirazione dall'Atene di Pericle. Le lingue che parliamo in Europa sono l'evoluzione del greco e del latino. Migliaia di parole che usiamo quotidianamente trovano il proprio etimo nel latino e nel greco antico, compresi i linguaggi tecnici e settoriali. Anche questo è bene ricordarlo, in un momento di crollo generalizzato delle competenze linguistiche.

Grazie all’influsso della cultura classica, l’Occidente è stato capace di esercitare la sua egemonia sul mondo per secoli.

“Nel mondo occidentale tutti i settori della cultura, dalla scienza alla letteratura, dalla musica alle arti figurative, dal pensiero politico alla filosofia, hanno attinto elementi essenziali dalla civiltà greca, nella quale la cultura era fondamentalmente unitaria”.

Recidere i nostri legami con il passato, come tutte le ultime riforme scolastiche hanno cercato di fare, costituisce un grave errore perché taglia il contatto vitale con le nostre radici più nobili e profonde. Persino i nuovi giganti asiatici dell'economia contemporanea, come la Cina e l'India, stanno cercando di inserire nei loro programmi educativi dei ricchi collegamenti con le loro antiche e gloriose civiltà.

La cultura generale, senza una base unitaria e condivisa, sta uniformandosi a livelli molto bassi, persino a livello di élite del sapere. Nel mentre, nessun sistema unificante concepito dal mondo contemporaneo, dallo strutturalismo alla teoria della complessità, si è rivelato in grado di sostituire, come riferimento culturale universale, la cultura classica. Ciò ha determinato, a partire dal Novecento, una crisi che ha coinvolto ogni ambito della conoscenza.

La specializzazione, privata di una base comune di conoscenze, ha portato allo sviluppo di campi del sapere che non riescono più a dialogare tra loro, che hanno perso ogni punto di contatto.

Secondo Russo vi è una stretta correlazione tra la crisi culturale e il declino politico ed economico dell’Occidente. Voler confinare lo studio della classicità a pochi specialisti debitamente formati, come si intende fare oggigiorno, esprime pertanto una visione miope della cultura e rischia di privarci di scienziati e professionisti dotati di spessore e di profondità e di consegnarci a un futuro di rozzi conformisti prigionieri di un eterno presente, incapaci di uscire dallo status quo, automi eterodiretti privi di quello spirito critico e di quella energia creativa necessari per sviluppare una civiltà degna di questo nome. Rinnegare la classicità ci prepara, in definitiva, alla realizzazione delle peggiori distopie.

Siamo “sulla via dell’omogeneizzazione planetaria, perseguita con forza dai protagonisti del mercato globale”. Non sorprende - sottolinea Russo - che i più violenti avversari del classicismo siano economisti di scuola statunitense che, se italiani di nascita, si battono per la chiusura tout court del liceo classico. Indirizzo di studi, quello del liceo classico, conclude Russo, che debitamente “aggiustato”, dovrebbe essere seguito proprio da quei “giovani che intendono proseguire gli studi scientifici, [...] per loro la migliore scuola oggi disponibile”.

Le tesi esposte da Lucio Russo in questo suo brillante saggio sono indubbiamente forti e polemiche. Un libro, scritto da un uomo di scienza - l'autore è fisico, filologo e storico della scienza -, insufficientemente propagandato e che, invece, per la forza delle argomentazioni addotte meriterebbe un ampio dibattito pubblico.

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