copertina libroOgni anno decine di migliaia di studenti, in Italia, si presentano ai test di ammissione ai corsi di laurea per le Professioni Sanitarie e per Medicina. Secondo i più accreditati analisti di mercato, il settore sanitario garantirà in futuro, in un panorama occupazionale sempre più avaro di prospettive, un numero considerevole di posti di lavoro. Il settore è in espansione ed inoltre si tratta di professioni qualificate che permettono una sorta di autorealizazione nel lavoro. Al di là delle gratificazioni economiche, infatti, le professioni sanitarie possono contribuire a conferire, a differenza di molte altre occupazioni, un significato alla propria vita, essendo principalmente fondate su una forte e nobile motivazione ad aiutare il prossimo. Nella realtà dei fatti - avverte l'autore - la motivazione filantropica all'inizio può anche essere tenue e svilupparsi successivamente.

Ancor oggi la scelta universitaria viene spesso fatta dai ragazzi un po' al buio, senza sapere qual è esattamente il contesto di studi e poi professionale con cui ci si andrà a misurare. Il libro di Paolo Nucci (Cosenza, 1960), Professore Ordinario di Oftalmologia presso l'Università Statale di Milano, si propone appunto come una risorsa che mira a fornire un orientamento consapevole di fronte a una scelta così delicata come quella dell'indirizzo universitario.

Quella del medico è una professione prestigiosa, che ancor oggi garantisce uno status elevato a chi la svolge. Il percorso universitario è duro. I primi anni sono dedicati a quelle discipline di base, come Chimica, Fisica e Biologia, il cui studio, per chi ne ha già appreso le basi nella scuola secondaria, può risultare noioso e ridondante. Si passa poi a materie più specifiche come Istologia (lo studio della cellula e dei tessuti) e Microbiologia (lo studio dei microrganismi), per approdare ad un autentico scoglio, che spesso fa la prima importante e dolorosa selezione fra gli studenti: lo studio dell'Anatomia Umana. Se si supera l'esame di Anatomia, col suo vasto programma e lo sterminato numero di nozioni da imparare a memoria, si prosegue nell'apprendimento della Fisiologia, della Farmacologia e della Patologia nelle sue più svariate declinazioni.

Per il professor Nucci, lo studio delle materie scientifiche dovrebbe accompagnarsi nel medico a un certo qual culto delle arti e della letteratura. I medici migliori e che lui ha maggiormente ammirato amavano rintanarsi nelle loro biblioteche, dove conducevano esistenze "intimiste", assidui nello studio, nel leggere e nello scrivere. Il professor Nucci confessa di aver ricavato una forte motivazione all'apprendimento della medicina, dalla lettura della narrativa e dai testi autobiografici prodotti da medici-scrittori. Cita, come esempi, i libri di Cronin, l'autobiografia di Axel Munthe (La storia di San Michele), i racconti di Cechov (in particolare La corsia n° 6), Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Per le antiche scale di Mario Tobino e Risvegli di Oliver Sacks. Il modello medico preferito in assoluto dall'autore è dunque quello rappresentato dal medico umanista.

Per l'autore, i test di ingresso alla Facoltà di Medicina non costituiscono la soluzione migliore per selezionare i futuri medici e rischiano di escludere individui magari dotati di talento clinico, che potrebbero rivelarsi eccellenti professionisti. D'altro canto, se lo studio teorico è importantissimo per esercitare con successo la Medicina - uno studio che prevede un aggiornamento continuo, per tutta la vita - lo è altrettanto la pratica al letto del malato e in laboratorio. Spesso il medico alle prime armi, forte della sua preparazione teorica, si trova poi spiazzato quando è al cospetto della persona malata, con cui deve stabilire una relazione positiva e interpretare i segni e i sintomi della malattia. Scopre che ogni individuo ha una sua specifica, personale malattia, che sovente non aderisce alle descrizioni dei libri di testo. È naturale che la stragrande maggioranza dei neofiti sviluppi un sentimento di inadeguatezza, che non abbandonerà mai del tutto il medico coscienzioso nel prosieguo della carriera. Col passare degli anni e dell'esperienza accumulata, si acquisisce finalmente una maggiore sicurezza che talvolta sconfina in un'ambivalente "onnipotenza". Il sentimento di onnipotenza, se può esporre a pericolosi sbagli dettati dalla soverchia sicurezza, non è del tutto negativo, in quanto aiuta il professionista ad accollarsi sfide, rischi e responsabilità, spesso necessari nella gestione del paziente.
Si può dire che la vita professionale del medico oscilli continamente tra l'inadeguatezza e l'onnipotenza.

Un altro tema sensibile è quello dell'errore. Chi fa, inevitabilmente qualche volta sbaglia. L'errore, pur con l'angoscia che può generare, forse costituisce la più potente motivazione al perfezionamento del professionista, lo porta a riflettere e approfondire determinati argomenti e a migliorare le proprie performance. L'esperienza, diceva quel saggio, non è altro che la somma dei nostri errori. E l'esperienza, nel campo della medicina, è fondamentale.

Il malato deve diventare per il medico il libro di testo più prezioso. Tuttavia decisivo, nel processo formativo, è il confronto del giovane medico con un medico più anziano ed esperto. Il giovane medico, fresco di studi, ma digiuno di pratica, ha bisogno di un maestro e di un medico che lo supporti, lo aiuti e gli faccia da guida durante il suo tirocinio clinico. Il professor Nucci insiste molto nel suo libro su questo aspetto, sull'esigenza cioè di affidarsi a un maestro. La medicina si fonda sulla scienza, ma è (anche) una pratica artigianale, che si apprende, almeno in parte, allo stesso modo come avveniva nelle botteghe degli artisti rinascimentali.

Quasi sempre lo studente di medicina si prefigura un ambiente molto diverso da quello che poi incontrerà nella realtà professionale, un ambiente, quello reale, dominato dll'incertezza, dall'imprevedibilità e dalla fallibilità. Succede che, una volta diventati medici, un certo numero di laureati abbandoni la professione. Gli orari e i ritmi di lavoro sono pressanti, le responsabilità soverchianti e il rapporto col paziente è in alcuni casi tutt'altro che idilliaco. Oggi il paziente è più informato ed esigente rispetto al passato, più attento anche agli aspetti comunicativi e relazionali. Negli ultimi decenni sono aumentati in modo esponenziale, in ambito sanitario, i contenziosi medico-legali. Ciò ha finito per intimidire molti professionisti che finiscono col disertare settori importanti della Medicina, tipo Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia. L'aumento delle aspettative del pubblico, comprensibile d'altronde in un settore così delicato come quello della salute, toglie serenità al medico, il quale ha difficoltà a staccare completamente dal lavoro e una volta a casa finisce col rimuginare, talvolta patologicamente, sui casi affrontati nel corso della giornata.

Questa continua tensione, che è almeno in parte consustanziale, funzionale, al proprio delicato ruolo, finisce col minare l'equilibrio psicofisico di alcuni medici, sfociando nel cosiddetto burnout (esaurimento). Una patologia sempre più diffusa tra i camici bianchi, che si manifesta principalmente con ansia, depressione, apatia e scarsa tolleranza alle richiesta ambientali. Taluni cercano di difendersi da questo mutato quadro storico e professionale alimentando la cosiddetta "medicina difensiva", ossia scaricando i casi "difficili" ad altri specialisti o moltiplicando esami ed indagini diagnostiche, quasi sempre costosi e non necessari, volti tuttavia a scongiurare eventuali azioni legali da parti dei pazienti e dei loro familiari.

Insomma la vita del medico è tutt'altro che rose e fiori, automobili di grossa cilindrata, avventure erotiche e vacanze in posti esotici ed esclusivi, come la ritraggono i romanzetti sentimentali. Conosce asperità, ansie e proccupazioni, sebbene quella del medico rimanga - come rimarca il professor Nucci - "la professione più bella del mondo".
Mutatis mutandis, le riflessioni del professor Nucci sulla formazione e sul lavoro concreto del medico si possono estendere anche alle altre professioni sanitarie, per cui la lettura del libro sarà di giovamento a chiunque lavori nel difficile e complesso mondo della salute.

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