copertina libroLibro ben scritto e ponderato sul mondo della scuola; argomenti ben articolati sulla base di una vasta e ragionata bibliografia.

L'autrice, che ho avuto modo di apprezzare leggendo altri suoi saggi, passa in rassegna in modo particolareggiato tutti gli aspetti della vita scolastica, soffermandosi a proporre delle buone pratiche, affinché gli studenti escano dalla scuola preparati non soltanto circa l’apprendimento di determinate nozioni, ma in grado di affrontare attrezzati il mondo del lavoro e la vita in generale.

Serafini riflette sugli stili educativi familiari e scolastici, individuando le qualità, non strettamente collegate ai voti conseguiti a scuola, ma umane e morali, che ragazzi, genitori e insegnanti devono sviluppare per ottenere buoni risultati e vivere e lavorare in armonia. Nel caso dei ragazzi, frequentare la scuola con profitto non significa soltanto raggiungere, nel prosieguo della vita, il successo esteriore, bensì, una volta diventati adulti, "realizzarsi come persone e come cittadini".

Serafini prende in considerazione, alla luce delle teorie psicologiche dello sviluppo evolutivo, i principali stili educativi familiari: la famiglia autoritaria, quella permissiva e l’autorevole (la migliore), ragionando su pro e contro di ogni stile educativo.

L'autrice ricorda la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, per cui il compito della scuola (degli insegnanti, ma anche dei genitori ) è di tener conto non soltanto dell’intelligenza logico-matematica e linguistica, ma anche degli altri tipi di intelligenza finora individuati: intelligenza spaziale, musicale, cinestetica-procedurale, interpersonale sociale, intrapersonale e naturalistica. Ne consegue che scuola e genitori dovrebbero tener conto della eterogeneità dei talenti dei ragazzi e dar loro modo di svilupparli.

Si sofferma inoltre su quei tratti del carattere da coltivare e rafforzare perché contano quanto e più dell’intelligenza, ai fini di una buona riuscita di una persona, le cosiddette Big Five: coscienziosità, apertura all’esperienza, estroversione, amicalità e stabilità emotiva.

Nondimeno ricorda l’importanza della scuola non soltanto per acquisire nuove informazioni e incrementare le proprie capacità cognitive, ma per sviluppare altresì una serie di abilità trasversali (dette soft skill o life skill), quali autonomia, fiducia in se stessi, flessibilità/adattabilità, resistenza allo stress, capacità di pianificare e organizzare, precisione/attenzione ai dettagli, apprendere in maniera continuativa, conseguire obiettivi, gestire le informazioni, essere intraprendente/avere spirito di iniziativa, capacità comunicativa, problem solving, team work, leadership.

Gli argomenti presi in considerazione dal libro riguardano molti altri ambiti: l'uso della tecnologia, le diverse tipologie di insegnanti (compagno, sperimentatore, guida), i compiti a casa, il metodo di studio, la valutazione, le proposte pedagogiche più innovative, gli studenti con bisogni speciali, gli studenti plusdotati, la gestione dei ragazzi problematici, la comunicazione scuola-famiglia, il colloquio genitori-insegnanti.

Riguardo a quest’ultimo argomento Serafini ci propone un'interessante classificazione, che rende conto delle asperità che possono emergere dall’incontro/scontro tra genitori e insegnanti. Al genitore sindacalista/aggressivo, negazionista, pedagogista, incerto e protagonista si possono contrapporre altrettante tipologie di insegnante: difensivo, psicologo, colpevolizzante, incerto e protagonista.
Per l'autrice, una buona riuscita del percorso scolastico necessita della collaborazione di studenti, genitori e insegnanti. A poco serve lo scontro, perché porta all'irrigidimento delle rispettive posizioni.

Nel finale del libro, Serafini riassume i motivi per cui sarebbe auspicabile dare ragione all'insegnante del proprio figlio:

Disamina della scuola davvero molto completa. Trovo tuttavia che il limite di questo saggio, come di molti altri, scritti di recente sulla scuola, sia un'eccessiva assertività, una serie di certezze che poi, quando si scontrano con la complessa e sfuggente realtà, rischiano fatalmente di sgretolarsi.

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