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Nando dalla Chiesa, La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3, Rizzoli, 2001

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copertina libroIl Sessantotto e la sua cultura, le sue ribellioni, i sogni e i desideri di un’intera generazione di italiani fanno da cornice a questo libro, in cui il protagonista è uno studente della Bocconi che si trova a vivere un tempo di grandi cambiamenti. Quindi le vicende calcistiche narrate con dovizia di particolari vengono arricchite dall’evocazione di un periodo della propria vita, quello magico dell'adolescenza e della gioventù, pieno di cambiamenti e metamorfosi e più in generale dalla descrizione, compiuta seguendo il filo della memoria, di un clima, un’atmosfera culturale, politica ed esistenziale tra le più interessanti della Storia. Il libro è una narrazione gradevole, un autentico romanzo di formazione, più che un saggio. E questo lo rende più vivo perché permette al lettore di vivere (o rivivere) un’autentica esperienza.

Il gol dell’astuto e combattivo Boninsegna  in principio di partita e la doccia fredda del pareggio, segnato del “mercenario” Schnellinger, allora terzino del Milan,  a tempo ormai scaduto. I 90 minuti regolamentari si concludono in parità. Si va ai supplementari contro una forte Germania, che annovera tra le proprie fila  campioni del calibro di Seeler, Overath e l’elegantissimo Kaiser Beckenbauer. D’obbligo i supplementari in cui segnano il temutissimo rapinatore d’area Müller, il roccioso Burgnich, “Rombo di tuono” Riva, ancora Müller e finalmente il gol decisivo e liberatorio del golden boy del calcio italiano, l’odiosamato Pallone d’oro Gianni Rivera. Un fuoco d’artificio di segnature che scandiscono una partita che rimarrà non soltanto nella storia del calcio mondiale, ma come forte elemento di identità collettiva di un’intera nazione. Una partita di calcio che assurge a metafora. Quella di un Paese, l’Italia che, risollevandosi dalle macerie di una guerra mondiale, si rende prima artefice sul finire degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta di un prodigioso boom economico, fondato sul duro lavoro e la frugalità, giocando simbolicamente in difesa, e poi negli anni Settanta, pur senza rinunciare alla saggia prudenza contadina, si spinge oltre la metà campo e sa vincere la propria partita in attacco, fuori da ogni schema costrittivo preordinato, con fantasia e determinazione.

Italia-Germania è il racconto epico di ventidue eroi, le cui biografie sono emblematiche dell’epoca in cui si trovano a vivere, che si contendono sul campo la vittoria in una partita tanto estenuante quanto ricca di significati e colpi di scena. E diventa la vittoria collettiva di un intero popolo che con coraggio getta il cuore oltre l’ostacolo e che riscopre in una lunga notte estiva di sofferenza e di festeggiamenti, l’orgoglio patriottico di essere una nazione unita.

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Pagina aggiornata il 22.08.15
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