copertina libroJasper Gwyn, scrittore di successo, decide un giorno di smettere di scrivere. Lo comunica al pubblico, firmando un articolo sul Guardian, in cui elenca le cinquantadue cose che non vuole più fare nella vita. Schivo di palcoscenici e chiacchiere, non ne può più del mondo dei libri, sopratutto di "quel che c'è attorno" al mestiere di scrittore.

Contrastato nella decisione dal suo esuberante agente letterario Tom Shepperd, Gwyn, liberatosi dalle costrizioni cui lo obbligava la vecchia professione, inizialmente si sente leggero e felice.
Ben presto però si accorge di provare nostalgia per il gesto dello scrivere, "per la quotidiana cura  con cui mettere in ordine pensieri nella forma rettilinea di una frase". Una nostalgia, quella per lo scrivere, che via via si aggrava, sfociando in autentiche crisi di panico. Dapprima si lascia allora sedurre dalla prospettiva di fare il copista, poi, complici le surreali conversazioni con una anziana insegnante in pensione e la visita a una galleria d'arte, perfeziona la sua idea e si mette in testa di scrivere ritratti. Con il proposito di riportare le persone a casa, togliere loro cioè quella maschera che nella vita quotidiana oscura la vera essenza di ciascuno di noi.

Per svolgere il suo nuovo lavoro, allestisce un set molto particolare: una stanza spoglia affacciata su un giardino, un letto, alcune sedie, una colonna sonora di sottofondo per foderare il silenzio, delle luci azzurrate infantili provenienti da lampadine confezionate appositamente da un vecchio artigiano.
I suoi clienti devono rispettare un patto, affinché il ritratto riesca: devono aggirarsi per la stanza per quattro ore tutti i pomeriggi, per un mese, senza vestiti.

Mr Gwyn procede con ansiosa attenzione e assorta concentrazione nel suo lavoro lento e incerto di ritrattista. I clienti dapprima imbarazzati, raggiungono poi una naturalezza che permette allo scrittore di far loro un ritratto convincente, gradito e ben retribuito. Le regole del contratto vengono rispettate.

Soltanto per il suo agente, costretto in una stanza d'ospedale da un improvviso attacco cardiaco, Gwyn fa un'eccezione. Il ritratto tuttavia riesce, anche se si rivela un lavoro di "esattezza frettolosa". Lo legge all'amico, sul letto di morte, suscitando la sua grata commozione. Tom muore, poche ore dopo.

La nuova carriera di ritrattista di Mr Gwyn procede senza intoppi finché un giorno incontra un ostacolo imprevisto: una ragazzina dal carattere difficile, cui deve fare il ritratto. Una serie di disavventure susseguenti a questo incontro porta Mr Gwyn a sparire nel nulla.
La sua segretaria, nonché sua prima modella, di nome Rebecca, una ragazza grassa dal bel volto, seguendo l'intuito che le detta l'amore per il suo ex principale e alcuni casuali indizi trovati su alcuni libri, scopre che in realtà Jasper Gwyn continua a scrivere, sotto vari pseudonimi.

Attraverso lo stralunato personaggio di Mr Gwyn, Baricco descrive  il travaglio della creatività artistica, i contrattempi, gli ostacoli, gli indugi, ma anche le gratificazioni cui conduce il mestiere della scrittura. Un'arte difficile, quella dello scrivere, che richiede raccoglimento, silenzio,  isolamento dai rumori del mondo. Un'arte che non è mero esercizio calligrafico, ma sensibilità per i dettagli, amore per l'esattezza, la precisione e la perfezione e, soprattutto, profonda conoscenza della vita e grande empatia per gli esseri umani.

La letteratura diventa, nel romanzo di Baricco, principio chiarificatore della nostra esistenza: tutti noi non siamo tanto personaggi, quanto storie. Storie che magari nessuno ha ancora mai scritto.

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