copertina libroDiscendiamo dai batteri. E non soltanto noi esseri umani, ma pure il nostro gatto, il nostro cane e tutti gli altri animali. E le piante. Dobbiamo smetterla di darci delle arie. Non soltanto il pianeta in cui viviamo, come ci aveva avvertiti Copernico, non è il centro dell'universo, ma nemmeno la specie umana è il centro della Terra. Dobbiamo farcene una ragione: qualora una catastrofe (nucleare o di altro tipo) distruggesse tutta la specie umana, la vita sulla Terra continuerebbe imperturbabile, trovando un nuovo proprio equilibrio. Nuove specie e nuovi organismi si affermerebbero, magari più evoluti di noi, nell'arco di milioni di anni.

“Il fatto è che non si riesce ad avere una visione equilibrata della storia evolutiva se la si guarda soltanto come fase preparatoria della comparsa degli esseri umani. L’80% della storia della vita è occupata dai microbi e noi siamo il frutto di varie ricombinazioni di processi metabolici che si svolgono nei batteri aerobi e in altre forme di batteri, comparsi circa due miliardi di anni or sono quando cominciò ad accumularsi l’ossigeno atmosferico.”

La vita sulla Terra si è generata secondo modalità ancora in gran parte misteriose. Partendo da alcuni elementi fondamentali (carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo), complice probabilmente l'elettricità prodotta dagli eventi atmosferici, sono nate le prime forme di vita. Che si sono via via evolute in forme sempre più complesse.

I microrganismi hanno giocato un ruolo fondamentale nella formazione della biosfera e nel realizzare le forme di vita che conosciamo. Hanno contribuito all'equilibrio dei gas, tramite efficaci meccanismi di retroazione. Hanno favorito la biodiversità attraverso uno scambio continuo e veloce di materiale genetico. I batteri hanno una capacità di reagire alle pressioni ambientali e di modificarsi di conseguenza, più efficace degli organismi più complessi. Il batterio, ad esempio, è infinitamente più flessibile e reattivo dell'uomo. Soltanto il cervello umano pare possedere nell'uso dell'intelligenza e nel passaggio delle informazioni la stessa flessibilità dei batteri, che sembra avere imitato.
La riproduzione sessuale dei batteri è infinitamente più funzionale, razionale ed efficiente di quella dei cosiddetti animali superiori.

Attualmente i batteri sono vissuti dalla scienza medica unicamente come una minaccia, ma la nostra esistenza, il nostro benessere dipendono largamente dalla loro azione. I batteri diventano pericolosi e patogeni quando una loro specie prevale sulle altre; quando cioè si crea uno squilibrio, in cui intervengono anche le (scarse) difese dell'ospite.
I batteri, dunque, non sono sempre e soltanto germi da distruggere, ma spesso alleati preziosi nel promuovere la salute.

Prima della comparsa dell'uomo, i batteri hanno inventato processi fisiologici e metabolici importanti come la fermentazione, la respirazione basata sullo zolfo, la fotosintesi e la fissazione dell'azoto.

Tornando alla storia della vita sulla Terra, annotiamo che circa 2 miliardi di anni fa compare nella composizione dell'atmosfera terrestre un'alta concentrazione di ossigeno. Contrariamente a quanto siamo portati a credere, si tratta di una possibile catastrofe. A determinate concentrazioni, infatti, l'ossigeno è un gas tossico, che provoca combustioni. E infatti fa subito strage dei batteri anaerobi.

Il dramma fu innescato dalla continua richiesta di idrogeno da parte dei batteri stessi, che liberò l'ossigeno dell'acqua nell'atmosfera. La presenza di notevoli quantità di ossigeno nell'atmosfera distrusse molte forme viventi e ingenerò un'autentica rivoluzione. Pressati dal radicale mutamento dell'ambiente, alcuni batteri elaborarono la respirazione aerobia, un processo che avviene in presenza di ossigeno e che porta alla formazione di ATP e di anidride carbonica, partendo da molecole organiche.

Con la stabilizzazione dell'ossigeno nell'atmosfera si aprì la strada allo sviluppo della cellula eucariota, dotata di nucleo, in grado di bruciare l'ossigeno. Le cellule eucariote sono quelle che compongono funghi, piante e animali. I microrganismi sono riusciti nel difficile compito di battere l'inquinamento da ossigeno, stabilizzando le condizioni di vita sulla Terra.

La cellula eucariota origina dalla simbiosi di più cellule procariote. I mitocondri, che sono i corpuscoli contenuti nelle cellule nucleate adibiti alla respirazione, sono di chiara origine batterica. Così come i cloroplasti delle piante, deputati alla fotosintesi.

Una tesi assai suggestiva che esprime l'autrice in numerosi passi del suo libro, contraddice le teorie darwiniste (o darwiniane?). Lynn Margulis sostiene che la lotta per la sopravvivenza non e' fatta soltanto di competizione tra gli organismi per accaparrarsi le risorse, ma di cooperazione e i microrganismi ne sono la testimonianza. Cooperazione, coalizione, alleanza tra organismi diversi. Un esempio: la simbiosi tra microbi porta alla rivoluzionaria apparizione di cellule e forme di vita più complesse: gli eucarioti. Le piante stesse sembrano derivare dalla simbiosi di alghe e funghi..

I primi vertebrati risalgono verosimilmente a 510 milioni di anni or sono. Ricapitolando, prima della specie umana sono comparse forme di vita protocellulari o unicellulari e poi, via via, pesci, anfibi, rettili, uccelli. I dinosauri (appartenenti ai rettili), perturbanti protagonisti del nostro immaginario collettivo, attraverso storie, film e romanzi, sono comparsi 216 milioni di anni or sono. Per poi estinguersi e scomparire 66 milioni di anni fa circa, probabilmente in seguito alla collisione della Terra con una grossa meteorite.

I mammiferi si diffondono circa 20 milioni di anni or sono. Esemplari di primati compaiono 66 milioni di anni fa e sono arboricoli, vegetariani e hanno un comportamento sociale cooperante. Biologicamente parlando, l'uomo non è altro che una scimmia antropomorfa con uno sviluppo ritardato. Ciò comporta svantaggi, ma anche vantaggi: lo sviluppo ritardato ci consente di diventare più svelti e intelligenti.

Anche se costituisce un duro colpo sferrato al nostro amor proprio, oggettivamente assomigliamo di più noi a uno scimpanzé di quanto si assomiglino due generi diversi di coleotteri.

Via via compaiono l'homo erectus, l'homo habilis e l'homo sapiens fino a giungere all'homo sapiens sapiens (preceduto dall'uomo di Neanderthal), che siamo noi. Gli ominidi comparvero due milioni di anni or sono. Da almeno 35 mila anni gli uomini hanno le medesime sembianze, Sono indistinguibili da noi contemporanei.

Cosa ci riserva il futuro? Da tutta la storia della vita sulla Terra possiamo evincere, che spesso importanti cambiamenti evolutivi sono preceduti da catastrofi. Gli organismi viventi sembrano però in grado di rispondere alle sfide arretrando di un passo, ma facendone subito due avanti. Qualsiasi disastro futuro, anche nucleare, difficilmente porterà all'estinzione della vita. Dell'uomo, forse, ma ciò aprirebbe la strada all'evoluzione di nuove forme di vita, magari altrettanto o più complesse e meno egocentriche.

Il mestiere di futurologo e' un mestiere difficile, arrischiato se non impossibile: invece di delineare veramente il futuro, si finisce spesso col fare una caricatura del presente. C'è una cattiva notizia: il sole tra dieci miliardi di anni si spegnerà, ma prima provocherà una combustione di tutta la Terra. L'unica salvezza sembra costituita dal trasportare la vita in altre galassie. Nel frattempo, l'uomo se vuole sopravvivere a lungo, dovrà mutare atteggiamento e adottare comportamenti più in armonia con il resto della biosfera. Quasi sicuramente l’Homo Sapiens, così come lo conosciamo, evolverà in qualche altra forma di essere vivente. Probabilmente migliore di noi.

Scritto da da un'importante biologa, Lynn Margulis dell'università di Boston e da Dorion Sagan, divulgatrice scientifica, il saggio è un modello di divulgazione. Pur richiedendo un attento sforzo di comprensione al lettore comune, il testo è scritto in modo chiaro, ma problematico e non eccessivamente semplificatorio. E soprattutto sa comunicare al lettore la passione per la materia.