copertina libroMartin Eden salva il giovane Arthur Morse da un'aggressione e ne conosce la sorella, l'avvenente e raffinata Ruth. Martin Eden è un marinaio dall'aspetto rude e dai modi ancora rozzi. Per amore della ragazza, egli si impegna a dirozzarsi, frequentando la biblioteca e leggendo alacremente. L'aver conosciuto Ruth, della quale si è innamorato, costituisce per il giovane una forte motivazione a migliorarsi, a elevarsi spiritualmente e sperare di vedere così contraccambiato il proprio sentimento.

"Mi sembra che nella vita ci sia qualche cosa di più che il lavoro manuale, l'ubriachezza e il farla a pugni. Ora, come posso arrivarci? Da dove debbo incominciare? Voglio aprirmi la strada, sapete, e posso lavorare più di chiunque quando c'è il lavoro duro. Una volta avviato, lavorerò giorno e notte".
Ruth è una brava ragazza, dolce e gentile e tuttavia piena dei pregiudizi tipici della classe sociale di appartenenza:
"Ruth aveva quella comune e ristretta mentalità, la quale le faceva credere che le proprie idee, le proprie tendenze, le proprie abitudini erano le migliori e le più giuste, e che le altre creature umane sparse per il mondo erano in uno stato di inferiorità. [...]Questa mentalità faceva sì che Ruth desiderasse di plasmare quell'uomo, dalla vita ben diversa, sul modello di coloro che vivevano nella sua ristretta cerchia".
Martin, intanto, dimostra una grande facilità e velocità di apprendimento. Impara la grammatica, legge disordinatamente poeti, scrittori e filosofi: Shakespeare, Swinburne, Tennyson, Kant e  Spencer:
"oltre ad aver imparato a parlare correttamente e con pensieri elevati, Martin Eden aveva molto imparato a proposito di se stesso. Insieme alla sua umiltà, poiché si rendeva conto di sapere ben poco, sorse in lui la coscienza della propria forza".

"Egli era ebbro di comprensione".

"Tutte le cose erano in relazione l'una con l'altra, dalla stella più distante nell'immensità dello spazio alle miriadi di atomi del granello di sabbia che sta sotto i piedi. Questo nuovo concetto era per Martin una continua meraviglia, e si trovava spinto a ideare incessantemente nuove relazioni fra tutte le cose che esistevano sotto il sole e al di là del sole" .

Matura presto in Martin la decisione di scrivere, il fermo proposito di diventare scrittore, attività che gli permetterà di guadagnare più denaro che non facendo il marinaio.
Scrive opere di ogni tipo: scritti poetici, satirici, comici, giornalistici, narrativi. Purtroppo gli editori continuano a respingere i suoi testi.
Sorprendente è comunque l'energia di Martin, la sua voglia infinita di conoscere, la sua volontà ferma e caparbia, la sua virile ambizione di riuscire, di diventare celebre, di eccellere soltanto per poter raggiungere la bellezza di Ruth, per poter esserne degno.

"Martin era un gran lottatore, sano ed ostinato".

"Martin aveva fede in se stesso, ma era il solo ad averla".

"[...] si accorse del presente, dei libri che aveva letto e dell'universo che si era conquistato per mezzo delle loro pagine".

"Non puoi fermarti qui, devi andare avanti. E fino all'ultimo".

L'ex marinaio ed ora aspirante scrittore desidera che le giornate durino più a lungo, odia il sonno che gli ruba preziose ore di vita.
Rimasto senza denaro, trova lavoro in una lavanderia, dove conosce Jim, che gli dà la sua amicizia e gli insegna i segreti del mestiere. Il lavoro è durissimo e l'assorbe completamente. La sera non riesce a studiare e si addormenta sui libri.

Ruth, che è molto sensibile al fascino virile di Martin, cerca di negare il proprio sentimento persino a se stessa. Dice alla madre:

"Egli bestemmia, fuma, beve, lotta a pugni. [...] E' tutto quello che un uomo non dovrebbe essere... un uomo che io vorrei per... [...] marito".

E la madre non nasconde la sua disapprovazione per la condotta di vita di Martin e per un eventuale matrimonio della figlia con lui:

"[...] non ha posto nel mondo. Non ha né posizione né mezzi. E manca di praticità. Amandoti, dovrebbe, secondo il senso comune, fare qualcosa che gli desse il diritto di sposarti, invece di perdere tempo con i suoi racconti e i suoi sogni fanciulleschi. [...] non si eleverà mai. Non assume la responsabilità di un lavoro, [...] non guadagnerà mai denaro [...]".
Ruth e Martin, però, fortemente attratti l'una dall'altro, si scambiano dei baci appassionati e si fidanzano, sebbene la famiglia di lei continui a non vedere di buon occhio il giovane marinaio spiantato. Per poter scrivere, Eden, ormai a corto di denaro, vive poveramente, prende in subaffitto una stanza, si indebita, arriva a digiunare. Anche Ruth disapprova le ambizioni letterarie di Martin, gli propone un impiego nelle ferrovie o di lavorare nella ditta del padre. La sua ristrettezza mentale vorrebbe ricondurre Martin su sentieri già battuti e conformi alle convenzioni sociali, vorrebbe che Martin prendesse a modello suo padre, il signor Morse, o chiunque nella vita si è costruito una carriera e una posizione.

Complici alcuni menzogneri articoli di giornale, che individuano in Martin Eden "il più noto leader socialista di Oakland", "Il leader della minaccia organizzata contro la società", e che lo dipingono, usando le parole del cognato Bernard Higginbotham, marito della sorella Gertrude, "un pigro, un buono a nulla, che non voleva adattarsi a un mestiere e che sarebbe finito male", Ruth, vergognandosi del suo innamorato, rompe il fidanzamento, suscitando la profonda delusione di Martin:

"Il concetto più alto che essi si facevano della buona condotta era l'avere un mestiere. Era la loro prima ed ultima parola; costituiva tutto il loro dizionario".

Soltanto un poeta socialista, Russ Brissenden, dandy dallo spirito tagliente e amico fraterno, incoraggia Martin a non perdere la fiducia in se stesso e nella validità del proprio lavoro di scrittore e a diffidare delle apparenze e dei giudizi del mondo e della società circostanti.

A lungo atteso e quasi ormai insperato, un giorno, all'improvviso, arriva il successo per Martin. I suoi scritti vengono accettati, pubblicati e pagati. La critica, che un tempo lo ignorava e gli volgeva le spalle, ora lo acclama. Si ritrova ricco da un giorno all'altro.

Tuttavia egli è un altro uomo: ha perduto la primitiva semplicità ed innocenza; lo studio e l'attitudine a riflettere e filosofare lo portano adesso ad analizzare ogni moto del suo cuore. Non trova più piacere nell'alcol, nelle risse, nelle conquiste amorose. Si sente invecchiato, diverso, esiliato. Incompreso e distante da tutti, dalla banda degli amici di gioventù, dalle ragazze del popolo che pur lo amano, dalla propria famiglia e dalla borghesia altolocata, Martin diventa triste, amareggiato e indifferente ai nuovi successi e al denaro. Parte della montagna di dollari che ha guadagnato scrivendo, la regala ai familiari e a coloro che in passato lo avevano beneficato.

Grazie alla popolarità raggiunta, Martin gode ora dei favori di quella borghesia che un tempo lo aveva respinto. Riceve molti inviti a pranzo e proposte di entrare a far parte dei club più esclusivi. Un giorno Ruth lo va a trovare nell'albergo in cui risiede e gli si offre, ma Martin la respinge freddamente. Anzi, si accorge di non averla mai amata, Ruth, con i suoi pregiudizi borghesi, ma di avere amato un'immagine idealizzata che si era fatto di lei

Disgustato per non essere considerato secondo il suo valore di uomo e artista, bensì per il denaro e la fama guadagnati, Martin Eden si imbarca sul Mariposa, alla volta dei Mari del Sud, sperando di rinascere a nuova vita e di ritrovare le perdute energie. Salito sulla nave, però, Martin si sente sopraffatto dal torpore, non tollera la compagnia degli altri esseri umani, e si accorge che soldi, fama, comodità e agi non lo rendono felice come credeva. "Era nauseato dalla vita". In preda a un sentimento di autodistruzione si lascia scivolare nel mare e annega.

Lo scrittore nordamericano Jack (John Griffith) London pubblica Martin Eden nel 1909. Come nelle altre opere dello scrittore, splendida figura di irregolare nella storia letteraria del suo Paese, sono presenti numerosi passi autobiografici. Inoltre, nel suo racconto, London coniuga, in modo talvolta contraddittorio, ma sempre vitale, Marx e il socialismo con Darwin e Spencer, gli ideali del superuomo nietzschano e il mito americano del self-made man.

Il protagonista, Martin Eden, è un personaggio indimenticabile. Egli  è dotato non soltanto di forza fisica e di strenua volontà, ma anche di energia intellettuale, di voglia di capire, di sete di conoscenza. È una forza della natura e la sua energia contagia e affascina la donna, la delicata e istruita Ruth, dottoressa in lettere ma priva della scintilla di originalità e di forza vitale che animano Martin. Il romanzo è, in ultima analisi, un inno alla libertà, allo sforzo di realizzare i propri talenti, all'autonomia di giudizio dell'individuo rispetto all'opinione degli altri.

Martin Eden è un individualista che pensa con la propria testa e il suicidio, più che un fallimento personale, sembra il grido di protesta contro una società corrotta, alienata, dove tutto è merce, anche l'essere umano, una società che si sostiene su falsi valori, la "colossale mediocrità senza amore della borghesia", e che privilegia l'avidità alla dimensione spirituale.

La scrittura di London è nervosa e scabra, ma, come sottolinea un suo biografo, Andrew Sinclair, piena di "coraggio ed infuocata energia". Aliena dalla bella frase, dalle parole ricercate con cura, dalla raffinatezza letteraria, la scrittura di London procede a scatti, con frasi spezzate, impetuosa e torrentizia.
Lo stile di London, rozzo ma immediato, diseguale ma vigoroso è sempre splendidamente capace di esprimere e trasmettere al lettore emozioni forti.

ordina un'edizione più recente su IBS

ordina un'edizione più recente su laFeltrinelli.it

I libri di Jack London