copertina libroLa ragione per cui il libro è stato scritto è la constatazione che le donne impiegano molta parte del proprio tempo libero a parlare con le amiche delle loro relazioni romantiche e a cercare i motivi profondi perché spesso gli uomini frappongono degli ostacoli al proseguimento delle stesse. Le donne - fanno notare gli autori - cercano giustificazioni, non di rado astruse, al comportamento disimpegnato degli uomini, quando esiste quasi sempre una ragione semplice alla radice dell’atteggiamento maschile: la donna in questione non piace loro abbastanza.

Dopodiché il libro passa in rassegna l’inconsistenza di molte frasi fatte dietro cui gli uomini si trincerano per mascherare il loro sostanziale disinteresse per la relazione.

Fin qui, dunque, il libro svolge una funzione positiva, veritiera e in definitiva liberatoria.

Dove mostra, a mio avviso, un grande limite, che ne fa un testo di cui forse fare volentieri a meno è quando lascia trasparire l’ideologia che secondo gli autori - due sceneggiatori della seguitissima serie Sex and the City - sottende ogni relazione eterosessuale e cioè che l'uomo è cacciatore e la donna preda e che perciò nelle relazioni amorose l'iniziativa ricade sull'uomo. Se un uomo non prende questa iniziativa significa che la donna non gli piace abbastanza. Anche se può essere vero in molti casi, tali affermazioni si prestano a legittime contestazioni.
Si tratta, in definitiva, di una visione semplicistica, che non tiene conto della complessità della sfera odierna degli appuntamenti.

Il libro esprime stereotipi di genere e la visione binaria di uomo cacciatore e donna preda rafforza tali stereotipi obsoleti e limitanti. Manca la reciprocità: le tesi esposte nel libro implicano che l'uomo debba avere il controllo e la donna debba aspettare passivamente, ignorando l'importanza della comunicazione e del reciproco interesse. La visione delle relazioni uomo-donna risulta perciò superficiale. L'idea che il comportamento di un uomo sia l'unico indicatore del suo interesse è superficiale e non tiene conto di fattori come la personalità, la timidezza o le esperienze passate.

Infine il libro evidenzia una discutibile disuguaglianza di potere: l'enfasi sull'iniziativa maschile può sfociare in dinamiche di potere disequilibrate e disattente del consenso.

Sulle relazioni contemporanee esistono probabilmente testi più attendibili, che offrono una visione più completa e realistica, basata sulla comunicazione, l'ascolto e il rispetto reciproco.