copertina libroLa Trama

Un uomo sposa una donna ordinaria, che non lo attrae, ma che non gli dà grossi problemi. Poco esigente, gli consente di condurre la sua esistenza tranquilla e mediocre. Finché un giorno, alle quattro del mattino, la trova in camicia da notte vicino al frigorifero, intenta a liberarsi di tutta la carne della dispensa. In seguito a un sogno angoscioso, un incubo, ha preso la decisione di diventare vegetariana.

La donna elimina dalla dieta familiare anche uova e latte. Sottoposto a una dieta vegana, il marito e voce narrante si arrabbia, ma soprattutto interpreta il comportamento incomprensibile della moglie come un atto di egocentrismo e ribellione.

La donna dimagrisce, diventa insonne e rifiuta l’intimità fisica col marito, che nel frattempo si chiede se la moglie non sia impazzita. Durante una cena con i dirigenti dell’azienda in cui lavora il marito, la donna non tocca praticamente cibo e tiene un comportamento scostante nei confronti degli altri commensali, mettendo il coniuge in imbarazzo.

Nemmeno la violenza manesca del padre induce Yeong-hye, "la vegetariana", a mangiare carne. Resistendo alle pressioni di tutti i familiari, tenta il suicidio tagliandosi il polso sinistro con un coltello e viene ricoverata in ospedale, dove la sua ostinazione alimentare continua.

La seconda parte del romanzo è affidata alla voce del cognato di Yeong-hye. La sorella di Yeong-hye, con il suo negozio di cosmetici ben avviato, mantiene la propria famiglia, mentre il marito si dedica all’arte. Lei è buona, efficiente e coscienziosa. Considera il marito artista un po' una palla persa. Nonostante la solidità economica, il loro matrimonio è ormai privo di passione. L’artista invece nutre nei confronti di Yeong-hye una forte attrazione erotica. Pur assomigliando molto alla sorella, la cognata ha qualcosa di diverso, una sorta di androgina selvatichezza che attira e ispira l’artista, e una intrigante macchia mongolica sui glutei.

Il marito di Yeong-hye, Cheong, ha intanto presentato istanza di divorzio dalla moglie che, dopo aver subito un ricovero psichiatrico, vive sempre sotto l’effetto degli psicofarmaci. Il cognato incontra Yeong-hye nel monolocale in cui la donna vive da sola. La trova completamente nuda, le offre un lavoro nel negozio della sorella e soprattutto le chiede di posare svestita per i suoi allestimenti artistici, degli originali video dove i protagonisti si esibiscono con il corpo dipinto di fiori. I due finiscono per avere un rapporto completo e la moglie dell’artista li sorprende nudi nel letto, scatenando un dramma.

La vicenda è raccontata da tre punti di vista diversi: il marito della vegetariana, il cognato artista, e la sorella Kim In-hye. Nella terza parte, infatti, In-hye diventa la protagonista della vicenda. La sorella della vegetariana, maggiore di quattro anni, l'ha protetta nell'infanzia, per poi vederla man mano ritirarsi sempre più nel silenzio e assumere un atteggiamento chiuso. In questo assomigliava a suo marito, che In-hye, nonostante la lunga convivenza, non ha mai ben capito, così impenetrabile e incomprensibile come la sua arte. Sempre spossato e quasi assente dalla vita familiare.

La separazione dal marito rende In-hye insonne. Solo In-hye rimane accanto alla sorella, ricoverata in una struttura psichiatrica, abbandonata persino dai genitori. Il marito di In-hye viene portato in ospedale psichiatrico, poi riconosciuto sano di mente, successivamente imprigionato e infine rilasciato. Per In-hye quello che ha fatto alla sorella è tuttavia imperdonabile. A Yeong-hye, che ora rifiuta qualsiasi tipo di cibo, viene diagnosticata una forma di schizofrenia, ma la sorella, in cuor suo, sa che Yeong-hye si è in verità liberata di tutte quelle catene che invece lei, sempre ligia ai ruoli e alle aspettative, non è riuscita a spezzare:

“Sin da bambina, In-hye aveva posseduto quella innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come moglie e come madre, come proprietaria di un negozio, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio. Grazie alla pura inerzia di un'esistenza vissuta a quel modo, sarebbe stata capace di avere la meglio su qualsiasi cosa, perfino sul tempo”.

Comprende che non è stato per bontà che è sempre stata la figlia, la moglie, la lavoratrice perfetta, ma per paura e vigliaccheria. La sua vita è stata all'insegna di un'infelicità senza desideri e costellata da pensieri suicidari. Avverte la sua vita e persino la sua casa come contesti claustrofobici. Che forse se suo marito e Yeong-hye non avessero superato tutti i limiti, sarebbe stata lei a crollare, ad andare in frantumi:

“La verità, semplice e orribilmente chiara, è questa: se suo marito e Yeong-hye non avessero superato ogni limite, se non fosse andato tutto in frantumi, allora forse sarebbe crollata lei; e se avesse permesso che questo succedesse, se avesse lasciato cadere il filo, forse non lo avrebbe ritrovato mai più”.

Conclusione

La vegetariana è un romanzo sulla ribellione al conformismo, sul rifiuto di vivere nei binari delle aspettative create da altri, sulla malattia come ultimo rifugio dell'autenticità. Esplora la difficoltà di distinguere tra innocenti e colpevoli, tra buoni e cattivi, vittime e carnefici. I personaggi positivi avvertono un senso di colpa, coltivando il dubbio che le scelte, anche quelle apparentemente più futili, influenzino gli eventi, determinandone a volte la tragicità. O forse diventano semplicemente consapevoli che la vita è un enigma insolubile

Nota biografica sull'autrice

Han Kang è una scrittrice sudcoreana nata nel 1970 a Gwangju. È nota per la sua scrittura lirica e per l'esplorazione di temi complessi come la violenza, l'identità e il corpo. La vegetariana è il suo romanzo più conosciuto e ha vinto il Man Booker International Prize nel 2016. Altre opere importanti includono Atti umani e Convalescenza. Han Kang è apprezzata per la sua capacità di affrontare argomenti profondi e spesso dolorosi con sensibilità e profondità psicologica.