copertina libroJerome Kagan (1929), professore emerito di Psicologia alla Harvard University, scrive in genere libri importanti. La psiche è un concetto troppo complesso per lasciarlo indagare a una disciplina originata dal positivismo, come è in fondo la psicologia. Necessita di un linguaggio e conoscenze vaste e appropriate. E Kagan infatti spazia nei suoi scritti dalla biologia alla letteratura, dalla filosofia alla sociologia. Insomma il suo è un approccio culturale, olistico, che va oltre gli angusti steccati dello specialismo.

Anche il libro di cui trattiamo risponde a questi criteri. Un'indagine scientifica approfondita per scoprire quali elementi incidano sulla sviluppo della personalità individuale e nel contempo una critica della cultura dominante.

Kagan riafferma l'importanza in psicologia di quella che oggi viene chiamata biodiversità, ossia l'esistenza di diversi e talvolta confliggenti temperamenti che contraddistinguono ciascuno di noi. Senza scendere in valutazioni o giudizi morali. Alla base della personalità umana, dunque, lo psicologo americano pone la biologia, i geni, i mediatori chimici e gli ormoni che interagiscono e stimolano le nostre aree cerebrali. Il discorso di Kagan tuttavia non cede al determinismo, al meccanicismo. La personalità umana è qualcosa di molto complesso. La nostra dotazione biologica entra in contatto con l'ambiente. Le esperienze rivestono un ruolo fondamentale per determinare chi siamo. Gli esseri umani sono progetti sempre aperti, plastici, adattabili. Sulla base della semplice biologia non è possibile predire il futuro di un individuo.

Oltre al temperamento e alle esperienze , incidono e condizionano lo sviluppo del carattere la classe sociale di appartenenza, l'ordine di nascita, la dimensione della comunità di appartenenza, il genere, l'epoca storica, la regione geografica con il suo specifico clima, la cultura.

E anche se nasciamo con delle predisposizioni ben precise che incanalano il nostro sviluppo, niente ci impedisce di esercitare la nostra libertà.

Kagan sottolinea come una grande importanza riveste l'interpretazione che noi conferiamo alle nostre esperienze, interpretazione che cambia a seconda delle epoche storiche, delle consuetudini,  della cultura e delle ideologie dominanti. Spesso non sono di per sé le situazioni che viviamo a generare ansia, panico o depressione, quanto le spiegazioni che diamo a noi stessi.

In numerosi passi Kagan distrugge la pretesa scientifica del freudismo che ha dominato la psicologia nel Novecento, relativizzando le teorie psicoanalitiche.

"Né la repressione della sessualità né la mancanza di amici, se descritte oggettivamente, costituiscono l’origine dell’ansia o della depressione nel corso dei secoli e nelle varie culture. Le cause principali di queste emozioni spiacevoli risiedono, piuttosto, nell’apparato di risorse psicologiche e stati mentali che gli individui credono di avere a disposizione o nelle idee che violano la loro concezione di ciò che è moralmente giusto".

Disamina profonda della personalità e della cultura contemporanea, il libro di Kagan brulica di osservazioni originali e interessanti, che gettano una nuova luce su molti nostri comportamenti in apparenza imperscrutabili.

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I libri di Jerome Kagan