La letteratura è un viaggio straordinario attraverso le profondità dell'esperienza umana, una chiave che ci apre le porte della conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda. In un'epoca in cui l'oblio dell'essere e la superficialità minacciano di soffocare la nostra essenza, i libri rappresentano un rifugio, una via per sfuggire alla chiacchiera inconsistente e per abbracciare la complessità della vita.

Tzvetan Todorov, nel suo libro La letteratura in pericolo, ci ricorda che la letteratura possiede una carica di verità e conoscenza che non deve essere soffocata dalle teorie accademiche. Todorov denuncia l'eccessivo sviluppo della teoria letteraria, che rischia di oscurare la voce autentica di scrittori, narratori e poeti. La vera letteratura, secondo lui, è una conoscenza viva che deve essere accessibile a tutti, non solo agli specialisti. Le grandi opere di Cervantes, Dostoevskij, Proust, Sofocle, Shakespeare e Dante ci offrono una comprensione profonda della condizione umana, una conoscenza psicologica e sociale che può arricchire la nostra vita quotidiana e professionale.

La letteratura, dunque, non è solo una disciplina accademica, ma un patrimonio culturale che dovrebbe essere parte integrante della formazione di tutti i professionisti, soprattutto di coloro che si occupano degli altri, come medici, avvocati, psicoterapeuti e operatori sociali. Le storie che leggiamo ci permettono di vivere esperienze attraverso i personaggi, coinvolgendo non solo la nostra parte razionale, ma anche le emozioni, i sentimenti e le intuizioni. Possiamo reinterpretare esperienze passate, magari dolorose, e dare loro un nuovo significato, contribuendo così alla nostra crescita personale.

Milan Kundera, nell'Arte del romanzo, descrive il romanzo come "la grande forma della prosa in cui l'autore, attraverso degli io sperimentali (i personaggi), esamina fino in fondo alcuni grandi temi dell'esistenza". Questa definizione evidenzia come la letteratura sia uno strumento per esplorare e comprendere le questioni fondamentali della vita. Giuseppe Montesano, in Come diventare vivi, esprime una visione della lettura come mezzo per attingere a quell'energia che rende la realtà diversa da una prigione. Leggere, secondo Montesano, ci permette di vivere più consapevolmente e intensamente, trasformando la nostra ignoranza in sete di conoscenza.

La scuola, come sottolinea Todorov, dovrebbe promuovere una concezione della letteratura intesa come studio dell'uomo e della condizione umana, come strumento per conoscere meglio se stessi e il mondo. Purtroppo, l'istruzione attuale spesso mortifica lo studio della letteratura in sterili esercizi di analisi dei testi, trascurando il significato profondo delle opere. Gli studi letterari universitari producono ormai soltanto insegnanti di lettere, mentre molti giovani disertano gli studi umanistici perché privi di attrattiva.

In conclusione, la letteratura ci aiuta a vivere perché ci offre una conoscenza profonda dell'esistenza, ci permette di esplorare e comprendere la condizione umana e ci fornisce gli strumenti per vivere in modo più consapevole e intenso. I libri sono un'occasione di comprensione e trasformazione, un rifugio in cui trovare libertà e autenticità. La loro valenza educativa è insostituibile, e la loro lettura dovrebbe essere incoraggiata a tutti i livelli dell'istruzione, per formare non solo specialisti, ma esseri umani completi e consapevoli.

Riferimenti bibliografici:

Todorov, Tzvetan. La letteratura in pericolo. Garzanti, 2008.

Kundera, Milan. L'arte del romanzo. Adelphi, 1986.

Montesano, Giuseppe. Come diventare vivi. Bompiani, 2017.