copertina libroLa gestione centralizzata delle ferrovie ha eliminato migliaia di lavoratori e cambiato l'aspetto delle stazioni. Meno ferrovieri però vuol dire anche meno manutenzione. Eppure nell'Italia post-risorgimentale la rete ferroviaria italiana aveva svolto un'importante funzione: aveva prodigiosamente messo in contatto un mondo di diversità.

Oggi un po’ dovunque si preferisce favorire il più lucroso trasporto su gomma al trasporto su ferro. Gli orari ferroviari, che un tempo occupavano voluminosi ammassi di carta, sono diventati elettronici. Molte stazioni sono letteralmente deserte: vengono definite, con linguaggio burocratico “impresenziate”. Sono quasi scomparsi i bar e sono apparsi i supermercati. L'alta velocità ha soppiantato quelle tratte ferroviarie lente che ben si accordavano tuttavia con il paesaggio circostante fatto di “abbazie, tratturi e faggeti”. Per farla breve, la rete ferroviaria, come molte altre realtà italiane, è stata smantellata in nome di una non meglio precisata esigenza di razionalizzazione. Una privatizzazione e una deregolamentazione sfrenate che hanno prodotto un impoverimento collettivo irreversibile.

Il libro racconta di un viaggio in Italia compiuto servendosi di questa nuova realtà ferroviaria impoverita, in vagoni di seconda classe, alla scoperta di un Paese minore, ma forse proprio per questo ancor più significativo. Un viaggio lungo quanto la Transiberiana.
Gli artefici di questo seducente viaggio-vagabondaggio sono lo scrittore e inviato speciale Paolo Rumiz e l’attore-regista Marco Paolini. Il quale, vantando un papà ferroviere e una competenza specifica in materia, adotta in quest’”avventura” lo pseudonimo di “740”, in memoria di un glorioso modello di locomotiva italiana. Impreziosiscono il volume le tavole disegnate da Tullio Altan.
Il viaggio è stato intrapreso nel 2002 e il reportage è stato una prima volta pubblicato a puntate su "Repubblica".

Accompagnato dalle due esperte guide, il lettore visita la selvaggia Sardegna, con binari che si inerpicano su salite mozzafiato simili a ottovolanti. La Sicilia dai colori accesi, infuocata e primordiale, dove le stazioni sembrano miraggi e domina il trasporto privato su pullman. La lunga Calabria con il mare color cobalto e un sole messicano. Scopre a sorpresa che la Campania è la regione italiana a più alta densità ferroviaria. Sale sull'Appennino, a Castel di Sangro, con la linea ferroviaria che tocca i 1260 metri. A Siena contempla uno dei paesaggi più suggestivi d'Italia, mentre adulti distratti e bambini obesi trafficano con i telefonini e fanno confusione senza mai lanciare un'occhiata fuori dal finestrino. Quindi sosta a Bologna, il cuore delle Ferrovie italiane. La stazione, trafficatissima, è quella del triste attentato del 2 agosto 1980, una strage da 85 morti, una ferita ancora aperta per tutta la nazione. 
A Parma gli anziani hanno occupato i campi ai lati della ferrovia e ci hanno costruito orti, in un tripudio produttivo di verdure. A La Spezia si prende il treno per le Cinque Terre, un treno che caracolla bucando i faraglioni in un susseguirsi di gallerie (è vero, su quel treno suggestivo ci sono salito anch'io!). Infine Cuneo, Torino, Pavia, Mortara con le sue risaie, Mantova, una puntata a Monaco in Germania dove tutto funziona alla perfezione, per concludere a Treviso, Mestre e Gorizia.

“Quanti incontri ravvicinati del terzo tipo! Artisti vagabondi con l’”Economist" sotto braccio, vandali smantellatori di treni, matematici profeti della Cabala, massaie capaci di gestire una linea e macchinisti capaci di rapporti erotici con locomotive. E ancora, violoncellisti e flautisti ferroviari, donne mediterranee con gli occhi da lupa, ladri e vucumprà persi nella rete, capitreno in grado di vedere un fungo porcino a settanta all’ora, tedeschi viaggianti in tenuta Africakorps”

Ne viene fuori uno spaccato veritiero del nostro Paese (“Per capire l'Italia, basta davvero un finestrino”), talvolta poetico, più spesso sconfortante, “un’ impietosa allegoria di questa Italia fatta di pubblica povertà e privata ricchezza”.

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