copertina libroMichele Mezzanotte è un giovane psicoanalista di scuola junghiana, molto attivo su YouTube, dove si propone di divulgare la psicologia in modo efficace, a beneficio del numeroso pubblico che lo segue.
In tutto ciò fedele alle indicazioni di James Hillman (1926-2011), famoso analista junghiano della seconda metà del secolo scorso, forse uno degli psicologi più importanti del ventesimo secolo, che raccomandava di non limitare la terapia psicologica al set analitico, ma di estenderla ad altre situazioni di vita. La comprensione di sé, la consapevolezza possono svilupparsi anche al di fuori della stanza di un professionista certificato.
Afferma infatti Hillman in Intervista su amore, anima e psiche (ed. Laterza, 1983), uno dei libri che mi sono più cari e che costituisce una meravigliosa introduzione all’opera completa dello psicologo di Atlantic City:

“ D. - Allora anche uno sceneggiato televisivo o un film può essere terapia…
R. - Certamente. La terapia può avvenire in molti luoghi, oltre che nella stanza dell’analista; altrimenti la si concepisce soltanto nel vecchio stile ritualistico. [...] non è il caso di essere troppo coerenti, troppo monoteistici. La psicoterapia è un servizio alla psiche, e può avvenire ovunque. Anche durante una conferenza, in una stanza con molte altre persone, può compiersi un certo tipo di terapia. Guardare la televisione può sollecitare un’immagine, far comprendere un insieme di circostanze, coinvolgere la psiche e impostare dentro di noi una situazione terapeutica: siamo sempre in terapia, c’è sempre una parte di noi che è il paziente, e un'altra parte che cerca di curarla. E questo non si verifica soltanto nella stanza di un professionista della psiche [...]”.

Il libro di Michele Mezzanotte riprende un po’ i temi che tratta direttamente sul suo canale Youtube, che invito caldamente a seguire, circoscrivendo l'interesse al campo delle relazioni amorose.

"È logorandosi e smarrendosi che si impara a conoscere se stessi, Dio e il mondo. Come ogni percorso di salvezza anche la 'relazione’ è dura e faticosa”, scrive un altro importante analista junghiano, lo svizzero Guggenbühl-Craig (1923-2008).
Si tratta di un’affermazione che rappresenta un po’ il leitmotiv del libro di Mezzanotte: il fine dell’amore (e del matrimonio) non è il benessere, ovvero una generica felicità, ma la salvezza, l'individuazione, arrivare a conoscere l'altro e soprattutto, a conoscere se stessi, anche negli aspetti più fragili, vergognosi, miserabili, quelli che comunemente respingiamo e non vogliamo ammettere neppure con noi stessi.

Superata la fase dell’innamoramento, con tutti i prodigiosi fenomeni neurochimici che l'accompagnano, l’amore richiede impegno e un atteggiamento attivo da parte di entrambi i componenti della coppia, per durare nel tempo, evolversi e produrre i suoi effetti positivi. Per contribuire all’autorealizzazione di ciascuno.

Ne risulta un libro di self-help che, ancorato alla mitologia greca, usata come grimaldello per accedere alla conoscenza della vita psichica e dei suoi archetipi, è molto concreto e valido ai fini del cambiamento di molti dei nostri costrutti personali, atteggiamenti e comportamenti. Un libro terapeutico, da impiegare come strumento prezioso per la propria crescita personale, o meglio, sapendo che Hillman era allergico al concetto di “crescita”, utile ad acquisire una maggiore consapevolezza, da usare poi con profitto nella vita quotidiana.