copertina libroAttraverso la ricostruzione della vita e delle opere di sette grandi pensatori, Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano già insignito del Nobel per la Letteratura, ci illustra le idee base del pensiero liberale. Un pensiero che contribuisce ad accrescere la nostra libertà, esteriore ed interiore, e a difenderci dalle sirene del totalitarismo, del collettivismo e dell’autoritarismo. La cultura liberale, secondo Vargas Llosa, costituisce “il simbolo della cultura democratica - quella della tolleranza, del pluralismo, dei diritti umani, della sovranità individuale e della legalità - , la nave ammiraglia della civiltà”.

Gli intellettuali liberali che Llosa riesce a rendere vivi sulla pagina, attraverso la scrittura fluida e chiara, tipica dello scrittore di qualità, sono Adam Smith (1723-1790), José Ortega y Gasset (1883-1955), Friedrich August von Hayek (1899-1992), Karl Popper (1902-1994), Raymond Aron (1905-1983), Jean-Francois Revel (1924-2006). Vargas Llosa tratta il pensiero liberale da una prospettiva filosofica e prende le distanze dalle semplificazioni economiciste che abbracciano il liberismo. Il liberismo, quale presunta espressione economica del pensiero liberale, ne rappresenta in realtà una degenerazione. Non a caso il liberismo - ci spiega Vargas Llosa - può essere adottato anche da regimi totalitari, come è avvenuto per esempio negli anni Settanta del secolo scorso, nel Cile governato dal generale Pinochet.

Il pensiero liberale non esclude che lo Stato possa intervenire nella vita economica di un Paese, per correggere quelle storture che il mercato non riesce a fronteggiare. Insomma un libro eccellente, da leggere, rileggere e meditare.