copertina libroRoy Hobbs è una promessa del baseball. Mentre si sta recando dalla provincia verso le grandi città per fare un provino con squadre professionistiche, incontra in treno una donna con la quale inizia una relazione. In un albergo la donna, Harriet Bird, psichicamente instabile, lo seduce e gli spara un colpo di pistola. La carriera di Hobbs è interrotta.

Lo ritroviamo anni dopo ormai trentaquattrenne, selezionato da un osservatore per rinforzare una squadra senza nerbo, i New York Knights, che staziona nelle parti basse della classifica. A guidarla è un allenatore sessantacinquenne, Pop Fisher, che in mezzo a tanta mediocrità rimpiange di non essersi dedicato all’agricoltura. Il tecnico accoglie Roy con scetticismo: troppo vecchio per esordire nel baseball professionistico.

L'unico giocatore di talento della squadra, Bump Baily, è un immaturo che vanifica gli spettacolari colpi messi a segno sul campo con un comportamento puerile dedito a “scherzi cretini” ai danni dell’allenatore stesso, dei compagni di squadra, degli arbitri e degli avversari. Tra Roy e Bump si sviluppa un’antipatia reciproca. Non si sopportano. In seguito a un incidente di gioco, Bump muore.

Nel frattempo Roy ha conquistato un posto da titolare in squadra. Si rivela un battitore invincibile, usando una mazza da baseball che si è costruito personalmente e a cui dedica una cura ossessiva e amorevole,  la mitica “Wonderboy”. Batte ogni record, fa impazzire le statistiche, “vincendo molte partite praticamente da solo”.

Roy si tiene un po’ in disparte, frequenta poco i compagni di squadra, ma con lui i Knights scalano la classifica. Le tribune dello stadio si riempiono di spettatori festanti. Si innamora di Memo, la ragazza del suo rivale Bump, una donna fragile che tiene molto alle apparenze. Si tratta di un amore contrastato, non pienamente ricambiato, frustrante.

Roy va inaspettatamente in crisi, non riesce più a mettere a segno una battuta valida. Non si capacita della sua defaillance. Poi recupera e con lui in forma i Knights riprendono a volare. Attorno a Roy Hobbs e al suo passato aleggia un'aura di mistero, che un vecchio giornalista, il cinico Max Mercy, cerca di svelare. I due si sono persino incontrati quando Roy era soltanto un ragazzo promettente, ma il giornalista, pur avvertendo la sensazione di conoscere Roy, non riesce a focalizzare il loro incontro.

Roy ha avuto un’infanzia difficile, la madre non lo amava, il padre l'ha perso giovanissimo. Dopo il colpo di pistola ha fatto fatica a riprendersi, ha fatto mille mestieri per sopravvivere, persino il pagliaccio in un circo. La vita l’ha preso a calci sui denti. E’ diventato un campione tardi quando ormai la sua carriera agonistica volge al tramonto. Gli rimangono soltanto una-due stagioni da campione, da protagonista, poi dovrà cercarsi un lavoro qualsiasi per vivere. La sua sete di gloria e di guadagno è insoddisfatta. E le donne a cui aspira reclamano una vita di agi lussuosi. Allibratori e dirigenti avidi di denaro cercano di corromperlo, di fargli vendere la partita finale che vale lo scudetto. Ma il campione ha un sussulto di orgoglio.Il finale è amaro.

Un romanzo sull’epica dello sport, ma anche sulle ambizioni e i sogni individuali che si infrangono sugli scogli di una caotica, contraddittoria, magmatica realtà.

Bernard Malamud nasce a Brooklyn, New York, il 26 aprile 1014. E’ figlio di una coppia di ebrei russi immigrati in America. Il padre ha una drogheria, ma in casa non ci sono libri. Malamud studia, si laurea in lettere nel 1936. Svolge diversi lavori: in fabbrica, poi come impiegato nell’ufficio censimenti, ma soprattutto fa l'insegnante. The Natural (Il migliore) è il suo primo romanzo e viene pubblicato nel 1952. Minato nel fisico da un ictus e da interventi al cuore, Malamud muore, a poco più di settant’anni, nel 1986. Del suo carattere e della sua lotta tenace contro la malattia ce ne parla l’amico Philip Roth in un "Ritratto di Malamud" che precede il romanzo.
Dal libro è stato tratto un bellissimo (per quanto infedele!) film interpretato da Robert Redford e Glenn Close.

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