copertina libroEugenio Borgna (Borgomanero, 1930), già direttore della sezione femminile del manicomio di Novara, pratica una psichiatria "dolce", i cui concetti chiave egli ha esposto ormai in decine di magnifici libri ed articoli. Il suo metodo, per la verità molto flessibile e creativo, si ispira alla fenomenologia di Husserl, concezione filosofica che contempla l'osservazione delle "esperienze psichiche normali e patologiche così come si manifestano nella loro immediatezza e nella loro spontaneità, senza ricondurle alle loro cause, che nella vita psichica non sono mai dimostrabili".

Il libro nasce come resoconto di un seminario tenuto dallo psichiatra piemontese in un liceo di Novara, con l'intento di spiegare ai ragazzi cosa sia la psichiatria e di educarli ad una relazione con gli altri più umana e gratificante, ispirata all'ascolto autentico.

L'accento è posto da Borgna sulla vita interiore delle persone, sul mondo delle emozioni, spesso sacrificato nella contemporaneità ad un'arida razionalità e sull'importanza nella relazione con l'altro dell'intuizione, che nasce direttamente dall'intelligenza del cuore. Borgna evoca la famosa frase di Blaise Pascal, secondo la quale "il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce".

Un ascolto autentico e sintonico con l'altro presuppone di coltivare alcune importanti virtù quali l'attenzione, l'accoglienza, la gentilezza, la solidarietà, la generosità, l'apertura mentale, la tenerezza, l'introspezione, il rispetto delle proprie e altrui fragilità, la capacità di apprezzare il silenzio, la speranza.
Dovremmo per quanto possibile rifuggire dall'indifferenza, dalla freddezza, dalla noncuranza e dalla banalità.
"Noi siamo un colloquio" - scriveva Holderlin. E infatti il dialogo genuino e profondo con noi stessi e con l'altro è uno dei compiti più importanti che conferiscono senso alla nostra esistenza.

Borgna assegna un grande rilievo alle parole, parole che curano quanto se non maggiormente dei farmaci. Vanno dunque scelte con attenzione quando interagiamo con gli altri, non soltanto in ambito sanitario, bensì in tutte le occasioni della vita quotidiana. La sensibilità nei confronti degli altri, l'empatia, sono in gran parte doni naturali, indipendenti molte volte dal grado di istruzione formale. Tuttavia, tutti possiamo cercare di migliorare il nostro grado di comprensione e di rispetto per la vita interiore del prossimo.

Scrive Eugenio Borgna:

"Nella vita di ogni giorno non dovremmo mai dimenticare di essere in dialogo senza fine con gli altri, e con noi stessi; e ogni dialogo è nutrito di parole, ma non è facile trovare quelle che, di volta in volta, siano le più adatte ad essere portatrici di cura".
E ancora:
"Sì, le parole sbagliate e immotivate, sconsiderate e scostanti, aggressive e indifferenti, sono sorgenti di dolore e di angoscia, di ferite dell'anima".

I libri di Borgna sono belli, perchè alla conoscenza approfondita della medicina e della psichiatria, l'autore accompagna l'amore profondo per la letteratura, la filosofia e l'arte. Oltre ai maestri Enrico Morselli, Carlo Lorenzo Cazzullo e Franco Basaglia nell'ambito della psichiatria, Borgna rende omaggio a scrittori, poeti e filosofi, conoscitori come nessun altro del cuore umano: Leopardi, Pascal, Holderlin, Nietzsche, Emily Dickinson, Thomas Mann, Kostantinos Kavafis, Rilke, Etty Hillesum, Trakl, Montale, André Gide, Antonia Pozzi, Simone Weil.
Se la medicina è la più umana delle scienze e se il bravo medico deve essere anche un po' filosofo, Borgna è il dottore da cui tutti aspiriamo di essere curati.

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