a cura di Angelo Guglielmi, Il piacere della letteratura, Feltrinelli, 1981

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copertina libroDi Guglielmi mi capitato di apprezzare negli anni l'acutezza, l'intelligenza, la brillantezza un po' genialoide.

Un po' meno la cattiveria, a volte irrispettosa, verso il lavoro di narratori che forse avrebbero meritato maggiore considerazione. Mi riferisco alla rubrica sulla narrativa italiana che ha tenuto recentemente per L'Espresso.

Di cattiveria un po' gratuita ce n' anche in questo libro, specialmente nell'ultimo capitolo, intitolato L'Aeiuoismo, in cui scrittori come Bevilacqua, Citati, Montefoschi, Parise, Sermonti, Siciliano e Testori vengono accomunati dalla latitanza dei contenuti, dall'esprimere nei loro libri soltanto l'ovvio, a volte in modo paludato.

A parte ci, si tratta davvero di un bel volume, che fotografa bene la prosa italiana degli anni Settanta, con una consistente parte antologica, accompagnata per ogni autore da una breve scheda critica.

Un libro cui sono affezionato e che mi capita ancor oggi di sfogliare e leggere. Ha rappresentato per me, negli anni giovanili, una preziosa guida alla narrativa italiana contemporanea.

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Pagina aggiornata il 29.10.01
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