copertina libroIl libro Fuggire da sé. Una tentazione contemporanea affronta il tema della fuga da sé stessi come una tentazione sempre più diffusa nella società attuale. Nell'epoca tardo-moderna, caratterizzata da rapidità, adattabilità e competizione, diventa sempre più arduo conservare la propria autenticità. L'autore mette in risalto la necessità di rigenerarsi continuamente, adattarsi alle circostanze e costruire un'identità in perenne movimento. Tuttavia, questa sfida richiede risorse interiori costanti e può generare disagio e smarrimento.

L'autore del saggio in questione, David Le Breton, è un antropologo francese nato il 12 febbraio 1953 a Pontivy, in Bretagna. È stato professore di sociologia presso l'Università di Strasburgo dal 1991 al 2018.

L'identità rappresenta un concetto centrale, che ricorre più volte nel testo di Le Breton. L'identità è un concetto in crisi, capace oggi di alimentare l'incertezza sulla continuità di sé. La velocità della vita moderna, l'instabilità lavorativa e l'isolamento sociale ostacolano la creazione di legami significativi con gli altri, rendendo i rapporti superficiali e facoltativi. Le tecnologie consentono una presenza virtuale che distorce la percezione di sé.

Nonostante queste sfide, il libro evidenzia che ci sono momenti nella quotidianità in cui è possibile ritirarsi dalle pressioni della comunicazione sociale e concedersi pause di riposo e riflessione:

"Anche nel quotidiano ci sono momenti che consentono di ritirarsi dalle esigenze della comunicazione sociale quando ci abbandoniamo a fantasticare, meditare, leggere, ascoltare musica, dormire…"
L'autore introduce il concetto di "biancore", uno stato di assenza da sé stesso, un modo per alleviare la pressione e creare un rapporto meno intenso con gli altri. Tuttavia, la fatica di essere se stessi può portare a momenti di tristezza o esaurimento, in cui l'individuo perde il controllo della propria identità.

"Il biancore è la risposta che l'individuo dà alla sensazione di essere saturo, troppo carico. È la ricerca di un rapporto attenuato con gli altri e la resistenza da opporre agli imperativi di costruirsi un'identità nel contesto del’individualismo democratico delle nostre società. Tra il legame sociale e il nulla si delinea un territorio intermedio, una maniera di fare il morto per un breve momento. A volte, la depressione, il burn out, il venir meno del rapporto significativo con gli altri e con la propria vita spezzano il narcisismo, l'individuo perde la presa sul proprio corpo e, con sofferenza lo abbandona".
"Giace inerte nell' indifferenza delle cose, liberato dallo sforzo di essere se stesso e, talvolta ignora realmente chi è e dove si trova, non avverte più alcuna responsabilità nei confronti degli altri e della propria vita. Il mondo non lo riguarda più ed egli vagherà in una terra di nessuno della quale ha bisogno per riprendere il fiato, allentare le tensioni che lo attanagliano".

Il testo propone esempi di persone che hanno scelto di allontanarsi dalla società, come Emily Dickinson e Robert Walser. Questi individui hanno abbracciato l'isolamento come forma di fuga dal peso di essere se stessi. Vengono citati anche personaggi letterari come Bartleby e il protagonista di Un uomo che dorme di Georges Perec, che rappresentano l'incapacità di adattarsi pienamente al contesto sociale.

L'autore sostiene che l'identità è un processo in evoluzione, influenzato dagli eventi e dalle esperienze che plasmano la percezione di sé. Ogni individuo possiede una complessa trama di valori, rappresentazioni, modelli, ruoli, affetti e storie personali che contribuiscono alla costruzione dell'identità. Tuttavia, l'identità è relazionale e si manifesta in diverse sfumature a seconda dei contesti e degli interlocutori. Ognuno svolge vari ruoli nella società, mantenendo al tempo stesso un'unità di sé.

Il testo sottolinea anche che l'identità è influenzata dagli "io" sociali che gli altri percepiscono di noi. Ogni gruppo sociale rivela un aspetto differente dell'individuo, creando una molteplicità di identità:

"La nostra personalità sociale è una creazione del pensiero degli altri".
L'individuo vive in una costante negoziazione tra le diverse logiche di pensiero e azione, ma mantiene la propria identità nel tempo, seppur subendo cambiamenti. Ognuno ha a disposizione un vasto repertorio di personaggi che si adattano alle diverse situazioni, pur non avendo accesso a tutti contemporaneamente.

In sintesi, il libro analizza la tentazione di fuggire da sé stessi nella società contemporanea, mettendo in risalto le sfide nel costruire un'identità stabile in un mondo in rapida evoluzione. L'autore sottolinea l'importanza di trovare un equilibrio tra l'autonomia individuale e il legame sociale. Il testo invita a riflettere sul significato dell'identità e sulla complessità di essere se stessi in una realtà che richiede un costante adattamento.

Tutto questo Le Breton lo espone tramite una prosa affascinante ed evocativa che, ricca di preziosi rimandi letterari, seduce e avvince il lettore, catturando la sua attenzione e stimolando il suo pensiero e la sua immaginazione.

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