foto kafkaLa vita
Franz Kafka nasce a Praga il 13 luglio del 1883, figlio primogenito di Hermann Kafka (1852-1931), commerciante in chincaglierie e mercerie e di Julie Löwy (1852-1931), che proveniva da una famiglia di ricchi commercianti. Ebbe un fratello, Georg, che morì a quindici mesi, poi Heinrich, che muore a sei mesi. Le tre sorelle di Franz conosceranno un destino altrettanto tragico: moriranno nei campi di sterminio nazisti.
Dopo il Ginnasio-Liceo, Kafka nel 1901 si iscrive all'Università tedesca di Praga, prima a chimica, poi a legge; nel 1902 si iscrive nel semestre estivo di germanistica, per poi riprendere il corso di studi giuridici. Nello stesso anno conosce Max Brod (1884-1968)
Nel 1906 si laurea in legge. Esercita un anno di pratica legale presso il Tribunale di Praga, dopodiché, nell'ottobre del 1907, viene assunto dalle Assicurazioni Generali di Praga. Nel 1908 diventa funzionario dell'Istituto di Assicurazioni contro gli Infortuni sul Lavoro del Regno di Boemia, incarico che mantiene fino al pensionamento, avvenuto nel 1922.
Nel 1909 partecipa alle riunioni del Circolo dei giovani di tendenza socialista e antimilitarista. Nel 1912 Kafka conosce una berlinese, Felice Bauer, con cui si fidanzerà nel 1914. Nell'agosto del 1917 si manifestano i primi gravi sintomi della tubercolosi. Nello stesso anno, in dicembre, rompe la relazione con la Bauer. Nel 1919 si fidanza con Julie Wohryzek, ma anche questa relazione avrà vita breve. Nel 1920 inizia il carteggio con Milena Jesenskà, una scrittrice boema.
Tra il 1923 e il 1924 conosce l'ebrea polacca Dora Diamant, con la quale vivrà a Berlino fino al marzo del 1924, quando fa ritorno a Praga.
Asssitito da Dora Diamant e da un giovane medico conosciuto a Matliary, Robert Klopstock, nell'aprile del 1924 è ricoverato nel sanatorio Wiener Wald, quindi nella Clinica universitaria di Vienna e infine nel sanatorio Hoffman di Kierling, nei pressi di Vienna. Muore il 3 giugno del 1924.

Opere principali
America; Il processo; Il castello; La metamorfosi; Racconti; Lettera al padre; Lettere a Milena

Quando è ancora in vita, Kafka dà il consenso per la pubblicazione solo di alcuni lavori: le raccolte Betrachtung (Meditazione, 1913) e Der Landartz (Un medico di campagna, 1918) e i racconti Die Verwandlung (La metamorfosi, 1915), Das Urteil (La condanna, 1916) e Der Strafkolonie (Nella colonia penale, 1919). Dispone che tutto il resto della sua produzione, compresi i tre grandi romanzi Amerika (America, pubblicato nel 1927), Der Prozess (Il processo, pubblicato nel 1925) e Das Schloss (Il castello, pubblicato nel 1926), venga bruciato. Fortunatamente l’amico Max Brod, esecutore testamentario, disobbedirà, curando anzi l’edizione e la diffusion delle opere kafkiane.

Nonostante l’impegno di Brod, tuttavia, l’opera di Kafka rimane pressoché sconosciuta fino a dopo la seconda guerra mondiale. È soltanto a partire dal 1945 che la fama dello scrittore diventa internazionale, appassionando un largo pubblico e coinvolgendo la critica in una sfida interpretativa con l’ambiguità e il forte simbolismo dei suoi contenuti. Praghese di famiglia ebrea e di lingua tedesca, Kafka trasforma in letteratura i molteplici influssi che gli provengono dalle sue origini: il gusto per il magico e il misterioso caratteristico delle tradizioni di Praga; il senso di colpa e l’incubo della persecuzione tipici delle comunità ebraiche in un contesto cristiano; le tendenze al fantastico e all’irrazionale della Germania romantica. Tutto questo non basterebbe comunque a fare di Franz Kafka uno dei più grandi scrittori del Novecento, se egli non vi aggiungesse le sue personali ossessioni, le sue febbrili inquietudini e angosce private: il difficile rapporto col padre, la malattia che già da giovane lo mette a confronto con la morte (si ammala di tubercolosi a trentaquattro anni), l’amore tormentato per una giovane intellettuale, Milena Jesenka, documentato da un mirabile scambio epistolare, sono tutte esperienze di infelicità che lo scrittore oggettiva e universalizza nel contesto della crisi della civiltà europea e, più in generale, in una denuncia dell’incubo assurdo a cui si è ridotta la condizione umana.

Sarebbe sbagliato cercare un'interpretazione univoca alle allucinanti allegorie kafkiane: esse valgono per quello che sono, cioè traduzioni in immagini rappresentabili, in situazioni dicibili, di stati di coscienza e percezioni psichiche che di norma sono sigillati nel profondo dell’inconscio, liberi di manifestarsi solo attraverso la dimensione ambigua e deformata del sogno. Ecco perché la narrativa di Kafka si distingue per il suo carattere onirico: proprio come accade nei sogni, situazioni assurde e prive di motivazioni logiche vengono presentate come se fossero del tutto  razionali, determinando un universo bloccato in cui l’uomo si aggira smarrito e cieco come un topo in trappola.

Il giovane, timido e solitario scrittore praghese, insomma, coglie e traduce in immagini di profonda suggestione il dramma dell’uomo contemporaneo, lo smarrimento del senso della vita e la sua trasformazione in un universo incomprensibile e minaccioso, dove tutti siamo chiamati a pagare colpe ignote di cui siamo responsabili per il solo fatto di esistere

Uno dei primi racconti scritti da Kafka, Das Urteil (La sentenza, 1912), contiene già quello che è il tema a lui attribuibile per eccellenza: la condanna per una colpa sconosciuta. Si tratta della storia del giovane Georg Bendemann che, aspramente quanto ingiustamente rimproverato dal padre fino alla grottesca condanna a morte, finirà per gettarsi nel fiume.
Nel racconto si delinea il difficile rapporto con la figura paterna, di cui Kafka dà un quadro lucido e a tratti spietato in Brief an den Vater (Lettera al padre), scritta nel 1919 ma mai consegnata.
Pur ammirando il vigore e la visione del mondo del padre, l'autore si dichiara estraneo alla realtà borghese, utilitaristica e pratica; sentendosi irrimediabilmente escluso dalla sicurezza che dalla stessa deriva, le contrappone la propria vocazione artistica, per superare l'incertezza e l'inquietudine causategli dall’incomprensione paterna.

Lo stesso senso di estraneità, non solo nei confronti del padre ma dell’intera famiglia, viene espresso nel racconto più famoso, Die Verwandlung (La metamorfosi, 1912), storia di un uomo, Gregor Samsa, che un mattino, al risveglio, si ritrova trasformato in insetto. È la grottesca manifestazione di un’esistenza che, già umiliata dall’indifferenza familiare, deve fare i conti con una vera ostilità nel momento in cui Gregor diventa insetto, scomoda presenza da eliminare. Ferito dal padre, il ragazzo si lascerà morire di fame e la famiglia potrà riprendere la routine quotidiana proprie solo quando la domestica getterà il cadavere di Gregor nella spazzatura.

La medesima atmosfera angosciosa domina anche i successivi racconti, In der Strafkolonie (Nella colonia penale, 1919), nel quale una mostruosa macchina di morte uccide il suo stesso inventore, e Der Landartz (Il medico di campagna, 1919), dove una normale visita a un paziente si trasforma in un tormentoso incubo. Da ricordare infine Der Hungerkünstler (Un digiunatore, 1924) e Der Bau (La tana, 1924), due lavori composti dall'autore nell’ultimo anno di vita: nel primo, la figura del digiunatore che si esibisce in un circo diviene metafora della condizione dell’artista, nella sua anelante ricerca metafisica estraneo alla vita e al mondo che lo circonda; il secondo è la narrazione in prima persona di un animale che, ossessionato dal terrore di un attacco da parte di un immaginario mostro, spinge all’infinito la costruzione della propria tana

 Alle atmosfere inquietanti e ossessive fanno da contrappeso la precisione e la scrupolosità della lingua, che tende a una descrizione oggettiva degli avvenimenti e degli ambienti, tanto da parlare di “realismo magico”: da una parte, i fatti inspiegabili vengono descritti come appartenenti alla realtà quotidiana; dall'altra, la quotidianità può assumere caratteri onirici che sfociano facilmente nell’incubo.

Riferimenti bibliografici:
Storia della letteratura tedesca (in Cd Rom), Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso SpA, 2000

I libri di Franz Kafka