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copertinaEURO 2016
SPECIALE   ITALIA

foto nazionale di calcio italiana 2016

I CONVOCATI

Italia

Portieri: 1 Gianluigi Buffon (Juventus), 12 Salvatore Sirigu (PSG), 13 Federico Marchetti (Lazio)

Difensori: 2 Mattia De Sciglio (Milan), 3 Giorgio Chiellini (Juventus), 4 Matteo Darmian (Manchester United), 5 Angelo Ogbonna (West Ham),15  Andrea Barzagli (Juventus), 19 Leonardo Bonucci (Juventus)

Centrocampisti: 6 Antonio Candreva (Lazio), 8 Alessandro Florenzi (Roma), 10 Thiago Motta (PSG), 14 Stefano Sturaro (Juventus), 16 Daniele De Rossi (Roma), 18 Marco Parolo (Lazio), 21 Federico Bernardeschi (Fiorentina), 22 Stephan El Shaarawy (Roma), 23 Emanuele Giaccherini (Bologna)

Attaccanti: 7 Simone Zaza (Juventus), 9 Graziano Pellè (Southampton), 11 Ciro Immobile (Torino), 17 Citadin Éder (Internazionale), 20 Lorenzo Insigne (Napoli)

CtAntonio Conte

IL GIRONE

Gruppo E: Belgio, ITALIA, Repubblica d'Irlanda, Svezia

LE PARTITE

13 giugno 2016, Lione, ore 21:00 Belgio - Italia 0-2
1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 18 Parolo, 16 De Rossi, 23 Giaccherini; 6 Candreva, 17 Eder , 9 Pellè, 4 Darmian.
Sostituzioni: Darmian (dal 58' De Sciglio), Eder (dal 75' Immobile), De Rossi (dal 78' Thiago Motta)
Marcatori: 32' Giaccherini (I); 92' Pellè (I)

         
17 giugno/2016, Tolosa, ore 15:00 Italia - Svezia 1-0
1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 18 Parolo, 16 De Rossi (10 Thiago Motta), 23 Giaccherini; 6 Candreva, 17 Eder, 9 Pellè, 8 Florenzi.
Sostituzioni: Pellè (dal 60' Zaza), De Rossi (dal 74' Thiago Motta), Florenzi (dall' 85' Sturaro)
Marcatore: 88' Eder (I)     

22 giugno 2016, Lille, ore 21:00 Italia - Irlanda 0-1
12 Sirigu; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 5 Ogbonna: 14 Sturaro, 10 Thiago Motta, 8 Florenzi; 21 Bernardeschi, 11 Immobile, 7 Zaza, 2 De Sciglio.
Sostituzioni: Bernardeschi (dal 60' Darmian), Immobile (dal 74' Insigne), De Sciglio (dall' 82' El Shaarawy)
Marcatore: 85' Brady (Ir)

LA CLASSIFICA FINALE DEL GIRONE

SQUADRA G V N P GF GS PUNTI
ITALIA 3 2 0 1 3 1 6
Belgio 3 2 0 1 4 2 6
Irlanda 3 1 1 1 2 4 4
Svezia 3 0 1 2 1 3 1

OTTAVI DI FINALE, 27 giugno 2016, Parigi, ore 18:00, Italia - Spagna 2-0
1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 18 Parolo, 16 De Rossi, 23 Giaccherini; 8 Florenzi, 17 Eder, 9 Pellè, 2 De Sciglio.
Sostituzioni: De Rossi (dal 54' Thiago Motta), Eder (dall'82' Insigne), Florenzi (dall'84' Darmian)
Marcatori: 33' Chiellini (I), 91' Pellè (I)

QUARTI DI FINALE, 2 luglio 2016, Bordeaux, ore 21:00, Germania - Italia 6-5 (dopo i calci di rigore, 1-1 alla fine dei tempi regolamentari e supplementari)
1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini ; 14 Sturaro, 18 Parolo, 23 Giaccherini; 8 Florenzi, 17 Eder , 9 Pellè, 2 De Sciglio.
Sostituzioni: Florenzi (dall'86' Darmian), Eder (dal 108' Insigne), Chiellini (dal 121' Zaza)
Marcatori: 65' Ozil (G), 78' Bonucci (I) (r.)

I COMMENTI

Belgio-ITALIA 0-2
Al via gli Europei 2016, in Francia, ultimo regalo del fu presidente UEFA Platini, alla sua Nazione.
Girone particolare per l’Italia, che non è testa di serie e dovrà vedersela con Belgio, Svezia e Irlanda. A detta di molti, è la Nazionale meno forte degli ultimi 40 anni, causa molti infortuni di giocatori importanti e convocazioni quantomeno discutibili. Di conseguenza è una nazionale che non deluderà, visti i precedenti in cui non partiva favorita ed era criticata.
Ma sarà, come al solito, il campo a parlare, quindi si parte affrontando il Belgio, magicamente primo nel ranking europeo, grazie al fascino che emanano presso gli addetti ai lavori che stilano queste classifiche alcuni suoi giovani ed interessanti talenti,. Bella squadra, niente da dire, ma l’osannato Belgio non ha mai vinto niente (a parte un bel piazzamento nell'Europeo del 1980) e probabilmente non vincerà niente per i prossimi 400 anni.
Si parte, mister Conte mette in campo il suo collaudato 3-3-4, modulo innovativo e camaleontico, con Candreva e Darmian che coprono entrambe le fasce facendo entrambe le fasi, copertura e attacco, ma la garanzia sta nei tre difensori Barzagli, Bonucci e Chiellini, davanti al Capitano Superman Buffon.
Wilmots replica col 4-2-3-1 Puntando sulla fantasia di Hazard e De Bruyne che dovrebbero ispirare il puntero Lukaku.
Dieci minuti di studio, poi Nainggolan che scalda le mani a Buffon, con una bordata da fuori. Belgio pimpante e veloce, ma un'Italia che regge bene e punge di rimessa, soprattutto con Candreva e Giaccherini. Alla mezz’ora Bonucci si traveste da Pirlo e tira fuori dal cilindro un lancio millimetrico che pesca Giaccherini, partito da dietro i difensori avversari. Il piccolo fantasista aggancia, divinamente, col sinistro e calcia di interno destro battendo Courtois.
Vantaggio meritato e si sfiora il raddoppio con Candreva da fuori e Pellè che spreca da due passi. Il Belgio ferito, ci prova nel finale di tempo e si ripresenta ancora più agguerrito ad inizio ripresa. Partita molto più piacevole, ben giocata da entrambe le squadre a viso aperto. Prima Lukaku fallisce un’ottima occasione per pareggiare, poi è Courtois a salvare, miracolosamente, su un colpo di testa di Pellè.
Fase finale con i belgi all’arrembaggio, entrano Mertens, Carrasco e Origi, per un 4-2-4 dove Hazard sale in cattedra e porta a spasso mezza squadra italiana, Conte sceglie De Sciglio, Thiago Motta e Immobile come forze fresche. Origi la manda alta di poco e Immobile se la vede mandare in angolo da un mostruoso Courtois. Il Belgio manca il pari in mischia e Pellè chiude la partita, sforbiciando uno splendido cross di Candreva.
Un’ottima prestazione dell’Italia, che senza prime donne e fuoriclasse, punta sulla grande orchestra del gruppo. Solo lodi e incoraggiamenti dopo questo esordio europeo.

ITALIA - Svezia 1-0
Seconda partita per l’Italia a Euro 2016, questa volta di fronte c’è la Svezia, o meglio, Ibrahimovic con altri 10 compagni. La gara sulla carta è agevole per gli azzurri, ma la paura di perdere blocca entrambe le squadre, facendo scivolare il primo tempo in modo noioso.
Conte conferma il 3-3-4 con Florenzi esterno sinistro; i tre dietro confermano di essere un muro invalicabile, su cui va a sbattere anche Ibra. La Svezia è poca cosa, ma anche l’Italia non è trascendentale. Bonucci non sente più il Pirlo dentro che lo ispira e sbaglia ogni lancio lungo. Pellè, gigante fra i giganti, è completamente fuori posto, lento e impacciato, sbaglia anche le cose elementari. Nulla da segnalare e si va al riposo.
La ripresa inizia nello stesso modo, ma dopo dieci minuti gli svedesi lasciano un po' di campo e l’Italia trova spazi per portarsi in avanti, soprattutto sulle fasce, con Candreva e Florenzi. Il laziale lascia partire degli ottimi cross da destra, ma nessuno viene raggiunto dagli attaccanti, mentre il romanista prova alcuni inserimenti da sinistra, ma non viene mai servito bene.
La Svezia riparte veloce, cross da sinistra, Ibra sbuca sul secondo palo e di piatto, ad un metro dalla porta, la spara altra Era fuorigioco, ma errore colossale per il Dio del calcio, come lui ama definirsi.
Dentro Zaza al posto di Pellè e subito la mobilità del nuovo entrato apre nuovi spazi. Al 74' De Rossi lascia il posto a Thiago Motta, ma il cambio non convince.
 L'ex giocatore di Barcellona, Genoa, Inter e Paris SG si rivela statico e poco incisivo e di fatto non entra in nessuna azione significativa.
Dentro anche Sturaro per Florenzi, ma tutto sembra concludersi col pareggio a reti bianche. Poi, quando meno te lo aspetti, un'improvvisa fiammata azzurra: rimessa di Chiellini, sponda di testa di Zaza per Eder, che in velocità infila i difensori e lascia partire un destro a giro, che si insacca. Uno a zero.
Portiamo a casa anche questa e si vola agli ottavi.

ITALIA - Irlanda 0-1
L'Italia, già qualificata agli ottavi, si appresta ad affrontare la Repubblica d’Irlanda, nell’ultima partita del girone E. Gli irlandesi sono più motivati in quanto, con una vittoria, accederebbero agli ottavi come miglior terza. Perciò, mentre l'Irlanda fa scendere in campo i titolari, il ct italiano Conte schiera chi ha giocato poco o niente, ad interpretare il solito 3-3-4.
La voglia delle seconde linee italiane di mettersi in mostra sul grande palcoscenico europeo non prevale sulla voglia degli irlandesi di passare il turno. Infatti i primi 45 minuti sono un monologo dei verdi britannici nella metà campo degli azzurri.
Prima Hendrick da fuori poi Murphy, che si vede negato il gol da una paratona di Sirigu, mettono in evidenza il gioco e la supremazia della loro squadra. L’Italia invece è il nulla assoluto, innumerevoli errori, anche banali, nessun gioco di squadra e, soprattutto, nessun tiro in porta.
Il secondo tempo si svolge sulla falsariga del primo. L’Irlanda pecca solo nel non avere un finalizzatore decente della sua intensa e ottima mole di gioco, mentre gli italiani danno segni di vita soltanto in un'occasione con Zaza e, soprattutto, con un palo del nuovo entrato Insigne, che forse meriterebbe maggiore considerazione.
Purtroppo è tutto un fuoco di paglia. Infatti, nel finale, Brady corona la sua ottima prestazione con un colpo di testa che manda la palla alle spalle di Sirigu.
Scoppia la gioia irlandese, in campo e sugli spalti, per una storica qualificazione agli ottavi, alla quale si associano anche gli italiani, pensando già, con un po' di giustificata apprensione, al prossimo incontro con la Spagna.

ITALIA - Spagna 2-0
Spagna – Italia
1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 18 Parolo, 16 De Rossi (10 Thiago Motta), 23 Giaccherini; 8 Florenzi (4 Darmian), 17 Eder (20 Insigne), 9 Pelle, 2 De Sciglio.
Italia, Spagna ottavo di finale dell’europeo 2016, ha un sapore di finale anticipata, ma soprattutto ha un sapore di rivincita degli italiani, per quella che fu la finale dell’Europeo di quattro anni fa, persa quattro a zero.
Spalti gremiti, tensione e concentrazione in campo. Mister Conte conferma dieci undicesimi dei protagonisti delle prime due vittorie. Candreva è infortunato e il 3-3-4 viene reso maggiormente elastico con De Sciglio in copertura a sinistra, Florenzi stantuffo a destra e Giaccherini più terza punta che interno.
Del Bosque schiera il solito 4-3-3 di possesso, si parte e subito la Spagna si riversa in avanti, ma la musica è cambiata, gli azzurri coprono meravigliosamente bene il campo, chiudono ogni spiraglio, recuperano palla e ripartono in velocità. Florenzi scappa sulla fascia, crossa e Pellè di testa dà la sveglia a De Gea, che para agilmente. Poco dopo, azione simile, ma stavolta è il palo a fermare l’incornata di Pellè.
Spagna che ci prova, ma il loro tiki taka è ormai vecchio, lento e prevedibile. Dieci anni fa è stata una bellissima e spettacolare innovazione tattica, ma in nazionale si è evoluto male, è stato portato all’estremo, con la presunzione di entrare col pallone nella porta avversaria: solo fraseggio, senza cross, tiri da lontano e guizzi imprevedibili. La loro forza è diventata il loro limite. Non sanno fare altro e quando vengono imbrigliati, diventano innocui.
De Rossi mostruoso, detta legge a centrocampo. I tre dietro non fanno mai entrare gli spagnoli in area. Si mette in campo l’italica essenza del calcio, dove ogni ripartenza crea il panico. Giaccherini in rovesciata prende il palo; Pellè, maestoso, gioca da boa centrale, facendo salire la squadra e agendo di sponda per Eder e Giaccherini che corrono come indemoniati.
De Sciglio crossa da sinistra e il modello Sergio Ramos per poco non la manda nella sua porta. Pellè si guadagna una punizione ai trenta metri: batte Eder di potenza, De Gea respinge, ma Chiellini è li e manda dentro l’uno a zero.
Nella ripresa cambia poco, solo qualche nuovo interprete, spagnoli tutti nella metà campo italiana a fare possesso sterile. Pellè lancia sulla corsa il buon Eder, che dopo trenta metri di fuga, la spara su De Gea. Don Andres Iniesta (sempre sia lodato!), predica nel buio ed è anche l’unico a provare qualcosa di diverso: al settantesimo scarica una sassata dal limite che impegna Buffon, ma il portierone azzurro si supera d’istinto su Piquè ed evita il pareggio.
Entra Insigne e getta ancor più nel panico la retroguardia spagnola con ripartenze micidiali palla al piede. Su una di queste fa un bellissimo cambio di gioco da sinistra a destra, dove Darmian, larghissimo, arpiona e crossa per Pellè, che da centro area insacca di potenza il due a zero, che ci regala un bellissimo e meritato quarto di finale contro la Germania.

Germania - ITALIA 6-5 (dopo i tempi supplementari e i calci di rigore)
Scontro fra titani ai quarti di Euro 2016, Italia – Germania è una sfida storica, che da molto tempo appassiona generazioni di tifosi, cui ha sempre regalato partite spettacolari e indimenticabili.
Entrambe le rappresentative nazionali vantano quattro vittorie ai Mondiali. Ma, mentre i tedeschi sono gli attuali campioni in carica, l'Italia raramente è stata considerata debole come ora. Con accortezza, tuttavia, i tedeschi sembrano non peccare di presunzione e non compiono perciò l'errore di sottovalutare in partenza la nostra squadra, memori, forse, delle disfatte nelle precedenti competizioni ufficiali.
Conte, in piena emergenza, mette in campo il meglio che ha a disposizione: Parolo funge da regista al posto di De Rossi, con Sturaro interno; il resto sono gli stessi che han battuto la Spagna. Low schiera un 4-4-2 prudente e concreto con Gomez ariete e Muller seconda punta.
Com’era prevedibile, la Germania fa la partita. Gli azzurri, consapevoli dei propri limiti, agiscono in copertura e, come modus operandi collaudato, sfruttano le ripartenze in velocità. Disposti in campo in maniera impeccabile, arginano la spinta tedesca agevolmente. Ci provano Gomez, di testa, e Muller, sfruttando un rimpallo, ma nulla di pericoloso.
L'Italia vive di folate improvvise e su una di queste arriva al tiro Sturaro, dopo una mischia in area. Lo juventino inquadra lo specchio, ma Boateng devia in angolo.
Pellè svolge alla perfezione il solito ed encomiabile lavoro di boa, sulla trequarti avversaria: svetta di testa, controlla o spizzica ogni palla che viene mandata avanti dalla difesa italiana. Questo lavoro permette all’Italia di stare corta. In più Eder, Florenzi e Giaccherini usufruiscono di ottime sponde dall’ariete azzurro.
Giccherini non si ferma mai e nel suo ruolo ibrido fra la mezz’ala, il trequartista e l’attaccante esterno, è sempre una spina nel fianco degli avversari.
Nella ripresa, l’Italia si fa più audace, spinge, ma lascia più spazi. Florenzi, prima salva miracolosamente, di tacco, su un tiro di Muller, poi sbaglia in copertura e favorisce Gomez, il quale serve Hector che s’inserisce e la mette al centro, rimpallo su Ozil che insacca.
L'Italia ferita, ma non doma, alza il baricentro e propone buone trame offensive. Eder non è un fenomeno, ma corre e si danna l’anima. Dopo una ripartenza tedesca, che vede Chiellini anticipare Gomez e Buffon salvare strepitosamente l’autogol, Boateng si traveste da pallavolista e mura una palla proveniente da calcio d’angolo. È rigore, che Bonucci trasforma con freddezza.
Chi andrà sul due a uno, porterà a casa questo quarto di finale. Subentrano quindi la paura di esporsi e anche la stanchezza. I supplementari saranno lenti e noiosi. Saranno i rigori a decidere tutto, con le porte difese da Buffon e Neuer, giudicati all'unanimità dalla critica come i portieri più forti del pianeta. Ne serviranno nove per risolvere questa battaglia. Decisivi gli errori di Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian, mentre per la Germania falliscono dagli undici metri Muller, Ozil e Schweinsteiger. Non sbaglia però l'ultimo penalty Hector, che porta in semifinale i tedeschi.
L’avventura dell’Italia in questi Europei è stata bella e inaspettatamente lunga. In pochi credevano nei quarti di finale e vedere gli azzurri arrivarci con la voglia, la grinta, il cuore e la passione, ha entusiasmato i tifosi veri, quelli che non gioiscono solo per le vittorie, ma che si esaltano anche per le battaglie combattute onorevolmente e per il raggiungimento di traguardi magari piccoli, ma inaspettati e non pronosticati come questo.
Purtroppo pure nelle favole esiste il capitolo triste. In questo caso riguarda il trattamento riservato a Zaza e Pellè da parte di pseudo tifosi esagitati e incompetenti e di pseudo giornalisti e blogger a caccia di quei click da polemica gossippara, che altrimenti non otterrebbero mai, in quanto incapaci di scrivere qualcosa di sensato.
I due ragazzi son stati messi alla gogna per aver sbagliato i rispettivi rigori e per un presunto comportamento poco rispettoso verso l’avversario. Falsità e cattiverie gratuite, specificamente italiane, tipiche di chi non sa dire: “grazie ragazzi, per ciò che avete fatto e che quel rigore non cancellerà”. Si può essere delusi e arrabbiati, ci può stare lo sfottò, ma non gli insulti e le offese alle persone e alle famiglie. Non c’entrano niente col calcio. Bisogna arrivarci a vestire la maglia azzurra, ad essere titolari in un Europeo, a contribuire al raggiungimento dei quarti di finale, a tirare un rigore contro il colosso di due metri che difende la porta dei campioni del mondo. Bisogna arrivarci, poi si può parlare e giudicare.

           
(pagine curate da Gigi Usai)