copertina libroIl romanzo è il secondo di una trilogia iniziata con Il caso Mauritius (Der Fall Mauritius, 1928) e che termina con La terza esistenza di Joseph Kerkhoven, (Joseph Kerkhovens dritte Existenz, 1934), pubblicato postumo. Una trilogia che riscosse particolare successo e che fece di Wassermann (1873-1934), nelle prime decadi del secolo scorso, lo scrittore tedesco più acclamato dell'epoca.

Pubblicato nel 1931, Etzel Andergast può essere definito un romanzo psicologico. L'intreccio si divide in due parti. La prima vede come protagonisti un raffinato e poliedrico aristocratico, che da ufficiale dell'esercito prussiano diventa dirigente di una importantissima e grande azienda, Johann Irlen, e il suo medico curante, Joseph Kerkhoven, in apparenza un'umile medico generico, un uomo chiuso e taciturno, ritroso e modesto, che però nasconde una personalità piuttosto complessa e talenti in gran parte nascosti, che premono con urgenza per realizzarsi.

L'aristocratico Irlen ha contratto durante una spedizione in Africa una malattia parassitaria tropicale mortale, la tripanosomiasi, nota più comunemente come "malattia del sonno". Sceglie l'oscuro medico di provincia Kerkhoven come curante. In verità il rapporto terapeutico spesso si capovolge ed è il malato che cura il medico, nel senso che lo aiuta a estrinsecare la sua vera personalità.
La narrazione assume allora le caratteristiche del romanzo psicoanalitico, nel senso che emergono nel corso del racconto ricordi e dinamiche dell'infanzia, nevrosi, manifestazioni di follia, sogni, energie e intuizioni che si generano nell'inconscio, affinità elettive che portano le anime ad attrarsi o a respingersi. Insomma il clima culturale è quella della Vienna dell'inizio del secolo scorso: siamo dalle parti di Schnitzler e di Freud.

E a Vienna, in effetti, Wassermann visse a partire dal 1898 e di Arthur Schnitzler, (come di Thomas Mann e di Hugo von Hofmannsthal), divenne amico. I critici sottolineano, nella scrittura e nei temi trattati da Wassermann, l’influenza di Dostoevskij, con la minuziosa analisi dell’anima dell’uomo e dei motivi della sua sofferenza. C’è nelle pagine di Wassermann molta più concentrazione sull’attenta e complessa descrizione della psicologia dei personaggi che non sull’azione. Nel romanzo in questione si tocca il tema del Doppio, motivo ricorrente nella letteratura ottocentesca e novecentesca.

L'intreccio presenta molti altri personaggi ben caratterizzati psicologicamente, come la moglie italiana del dottor Kerkhoven, Nina, una ragazza solare e semplice, la quale si dimostra gelosa del tempo che il marito dedica a Irlen. Sospettata poi la relazione del coniuge con Marie, cede alla follia e finisce in manicomio.
Marie è Marie Bergmann, la nipote acquisita di Irlen, che nutre per la personalità dello zio aristocratico un'attrazione intensa e che finirà nel corso della vicenda per intrecciare una storia sentimentale con il dottor Kerkhoven, tradendo la fiducia del marito, il giovane e cerebrale professor Ernst Bergmann.
Infine la mamma di Irlen, una signora anziana rigida, altera, inflessibile custode delle tradizioni e dei valori morali della famiglia.

Nella seconda parte del romanzo, la cui vicenda si svolge a distanza di quattordici anni dalla prima, troviamo ancora per protagonista il dottor Kerkhoven che intanto è diventato professore, si è affermato ed è ormai un ricercatissimo professionista. È oberato dagli impegni di lavoro presso una clinica ed è considerato un taumaturgo. Fa capolino nella vicenda la figura di Etzel Andergast, un giovane universitario, dal carattere problematico, figlio di un magistrato. Il ragazzo, catturato dal fascino intellettuale di Kerkhoven, cerca con ogni pretesto di avvicinarlo per carpirgli i segreti che permettono al dottore di accedere alla parte più  profonda dell'anima dei suoi pazienti. Tra i due si sviluppa una relazione particolare. Spiritualmente anche Kerkhoven è attratto dall'intelligente, ombroso, freddo ed enigmatico giovane. Completano lo svolgimento della vicenda una serie di personaggi piuttosto variegata: sobillatori, rivoluzionari, benefattori e derelitti.
Etzel Andergast è anche uno dei principali personaggi del romanzo precedente di Wassermann, Il caso Mauritius, la cui trama verte su una intricata e controversa vicenda giudiziaria.

Kerkhoven è un medico "romantico" che, pur apprezzando le conquiste della medicina scientifica, è orientato verso una pratica clinica che faccia leva sull' interiorità, sulle potenti forze nascoste nella parte più intima e segreta dell'uomo, sulle potenze ctonie che dirigono dal profondo i destini umani. Egli ha un particolare fiuto per le diagnosi che travalica il metodo scientifico:

"l'uomo è una creatura indicibilmente misteriosa, non è possibile decifrarlo senza un talento da veggente ".
"I dottori, però, quante chiacchiere ridicole! Che immaginazione primitiva, nonostante fossero 'i vertici della Scienza' gli facevano venire in mente il detto di Molière: 'La medicina non è che è un gergo' ".

Come in ogni romanzo che si rispetti, oltre all'intreccio il lettore può apprezzare le idee espresse dall'autore, intuizioni improvvise che illuminano la pagina, frasi che colpiscono. Se molta attenzione pone l'autore nell’analisi psicologica dei suoi personaggi, in Etzel Andergast l'autore sottopone ad attento esame il vissuto della gioventù tedesca del primo dopoguerra.

 L'opera di Wassermann intendeva essere "lo specchio di un'epoca". L'acuta sensibilità e la scrittura vivace del romanziere tedesco rendono ancora attuali i suoi personaggi e contribuiscono, almeno in parte, a farci comprendere i problemi, i turbamenti e i labirinti psichici del presente.

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