copertina libroMusicista e filosofo, Giovanni Allevi ci offre in questo libro lezioni di saggezza.

Giovanni sta attraversando un periodo di crisi, che somatizza nell'incapacità di mantenersi in equilibrio su un piede solo. Si tratta di un'ansia e spesso di un'angoscia personali che tuttavia sono influenzate dal mondo circostante, violento, tutto rappresentazione ed esteriorità, sempre connesso, estroverso, assordante, che assedia gli individui da tutte le parti.

Egli avverte il bisogno di ripiegarsi su se stesso, di ritrovare un contatto con la propria anima e con la propria interiorità. Per ottenere ciò si isola e per stordire l’eccessiva razionalità e la smania di controllo si dedica alla corsa. Durante il tragitto quotidiano da runner incontra una lucertola con la quale ha un dialogo che gli restituisce l'equilibrio perduto. Capisce che e’ dall'asimmetria che origina il movimento, l'azione e la vita. Lo squilibrio, l'inquietudine, l'imprevedibilità, il deludere le aspettative, l'imperfezione vanno accettati perché generatori di energia creativa. Per sentirsi bene occorre coltivare il coraggio di andare controcorrente, di cantare fuori dal coro, oltre le certezze e le sovrastrutture consolidate.

La vita è movimento, non si accorda con la stasi. Occorre abbandonare il confronto con gli altri, fonte di insoddisfazione e di un mortificante senso si inadeguatezza, per accogliere in toto la nostra assoluta unicità. Corteggiare il Nulla.

“Solo chi annienta ogni presunzione, ogni rappresentazione del proprio io, del proprio ruolo nel mondo, riesce ad aprire il cuore alle forze sconosciute, per giungere a una comprensione che supera i limiti razionali”.
Per ritrovare il proprio equilibrio occorre perderlo, accettare la precaria instabilità dell'esistenza, lasciare che gli eventi seguano il proprio corso, accogliere le proprie paure, gli inevitabili errori e limiti, liberarsi dalla schiavitù della propria immagine pubblica, dai commenti e dalle aspettative degli altri.

Nato da un'esperienza autobiografica, il libro di Allevi oscilla tra Hermann Hesse e Coelho. Che non vuol dire sminuirlo. Anzi, si tratta di un prezioso manualetto tascabile di self-help, un vademecum in forma poetico-narrativa (l'unico registro espressivo che si accorda col linguaggio dell'anima, esclusa la musica e la pittura) utilissimo per affrontare le tempeste emotive che ci minacciano nell'epoca della "società dello spettacolo", fatta di apparenze e di ego ipertrofici.

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