Viviamo in un'epoca in cui la determinazione e la sicurezza di sé sono considerate qualità imprescindibili per il successo. Chi esita, chi riflette troppo a lungo, viene spesso guardato con sospetto e talvolta con disprezzo. Tuttavia, l'indecisione non deve necessariamente essere vista come un difetto. Al contrario, essa può rappresentare una virtù preziosa, una postura filosofica capace di arricchire la nostra esistenza.

L'indecisione, intesa come capacità di sospendere il giudizio e rimanere aperti alle possibilità, ci offre una prospettiva più autentica e profonda sulla realtà. Questo atteggiamento ci permette di cogliere la complessità del mondo e delle situazioni, evitando di chiuderci in visioni rigide e preconfezionate. L'indecisione può essere vista come una forma di resistenza alle risposte semplicistiche e definitive, una qualità che ci rende più sensibili e intelligenti.

La letteratura ci offre numerosi esempi di personaggi indecisi, figure che esprimono il disagio esistenziale e la critica della vita. Pensiamo a Karl Rossmann di America di Kafka, agli "inetti" di Svevo, al giovane Holden di Salinger, o al Meursault de Lo straniero di Camus. Questi personaggi non sono eroi nel senso tradizionale, ma figure complesse e autentiche, che mettono in discussione valori e convinzioni consolidate.

Anche la filosofia ha riconosciuto l'importanza dell'indecisione. Michel de Montaigne, ad esempio, ha fatto dell'incertezza una delle sue principali virtù. Nei suoi Essais, Montaigne esplora la fluttuazione delle opinioni, l'arte del dubbio, la capacità di abbracciare diverse prospettive senza lasciarsi persuadere completamente da nessuna. Il suo pensiero ondivago rappresenta un modello di apertura mentale, tolleranza e rispetto per le convinzioni altrui.

In un'epoca in cui la polarizzazione delle opinioni è sempre più marcata, il fanatismo e la cieca convinzione di essere nel giusto minacciano la convivenza civile. L'indecisione emerge quindi come un antidoto prezioso. Essa si avvicina alla tolleranza, alla mitezza e al rispetto per le diversità. Riconoscendo le ragioni degli altri e rifiutando il dogmatismo, l'indecisione promuove una visione del mondo più inclusiva e democratica.

Pensiamo, ad esempio, a personaggi letterari come Amleto, con il suo celebre dilemma "essere o non essere". Il tormento esistenziale di Amleto rappresenta l'incarnazione dell'indecisione, ma anche una riflessione profonda sulla condizione umana. Ulrich de L'uomo senza qualità di Musil, con la sua ricerca di senso in un mondo frammentato, è un altro esempio di come l'indecisione possa essere una forma di esplorazione e introspezione.

L'indecisione non deve essere vista solo come una mancanza di determinazione, ma come una qualità che ci invita a riflettere, a non accontentarci di risposte facili, a rimanere aperti al dialogo e alla comprensione delle ragioni altrui. In un mondo che premia la velocità e la certezza, l'indecisione ci ricorda l'importanza della lentezza, della riflessione e della complessità.

In conclusione, l'indecisione, lungi dall'essere un difetto da correggere, può essere una virtù da coltivare. Essa ci invita a vivere in modo più autentico e consapevole, abbracciando la ricchezza delle possibilità umane. L'indecisione ci insegna a essere più tolleranti, rispettosi e aperti al dialogo, promuovendo una convivenza civile basata sulla comprensione reciproca e sulla valorizzazione delle diversità.

Riferimenti bibliografici:
M. de Montaigne, Saggi, Milano, Adelphi, 1992
G. Zanchini, La libreria degli indecisi. Letture, che ci insegnano il coraggio di non scegliere, Milano, Mondadori, 2024