copertina libroSi tratta dell’autobiografia dello psichiatra statunitense Irvin D. Yalom, di famiglia ebrea emigrata dalla Russia a Ellis Island nel secolo scorso. Il resoconto autobiografico non procede sempre in modo lineare, ma i ricordi della propria vita riaffiorano nella mente dell’autore durante le sedute psicoterapeutiche che intrattiene con i suoi pazienti. Nonostante Yalom sia un uomo di scienza (insegna psichiatria alla Stanford University), la narrazione delle sue vicende esistenziali si avvicina molto a quella di un romanzo. Sembra di stare in un racconto di Saul Bellow. E a Saul Bellow, Nobel per la letteratura nel 1976,  l'autore si riferisce esplicitamente a pagina 243 del libro.

Un ambiente umile quello in cui cresce il piccolo Irvin. Situato sopra la bottega di famiglia, l'appartamento dove vivono gli Yalom è molto povero, piccolo e modesto. Durante l'adolescenza Irvin è “il figlio problematico e insicuro di un droghiere immigrato”. Studia per entrare a medicina. Gli ostacoli e le pressioni lo spingono ad applicarsi in modo forsennato e ciò lo rende ansioso e insonne. Una circostanza favorevole è l'incontro con Marilyn, una ragazza di soli quindici anni, che sfocerà in un matrimonio felice. Irvin prova tuttavia il timore di non essere all'altezza delle aspettative della fidanzata e di perderla. Manifesta la passione precoce per la letteratura, per i romanzi, per Dickens e Dostoevskij e poi per il pensiero filosofico. Passione, quella umanistico-letteraria che sopravanza persino quella per le scienze. Ed è proprio l'interesse per la letteratura ad indurlo a specializzarsi in psichiatria.

Dopo la laurea in medicina e i lunghi e faticosi anni come interno in ospedale il giovane Yalom elabora progressivamente le proprie convinzioni nell'ambito della psichiatria, mediando tra la psicoanalisi, che non lo convince del tutto e una psichiatria con basi più filosofiche, esistenzialista, umanistica, che si rifà alla grande tradizione letteraria, filosofica e clinica: Kierkegaard, Schopenhauer, Nietzsche, Tolstoj, Hesse, Kafka, Sartre, Camus, Binswanger, Minkowski, Horney, Fromm, May.

Durante la propria vita lavorativa, Yalom incontra persone straordinarie per qualità morali, cultura e umanità. Incontri descritti nel libro. Conosce personalmente Gregory Bateson, entrato nella storia della psicologia e della psichiatria.

"Quello che volevo davvero era una vita di insegnamento e di ricerca". Obiettivo che raggiunge a Stanford. Timido per temperamento, paradossalmente Yalom diventa un riconosciuto esperto nel guidare gruppi terapeutici. Più tardi si trasferisce un anno a Londra alla Tavistock Clinic. Esperienza deludente per quanto riguarda la terapia di gruppo. Incontra l'eminente psicologo John Bowlby e l'antipsichiatra Ronald Laing, che sembrava spesso frastornato dall' LSD.

Entra in analisi con Charles Rycroft, già analista personale di Laing. Conosce "due geni": Alex Comfort, un sessuologo "dalla mente enciclopedica", autore di numerosi bestseller e il biologo molecolare premio Nobel Josh Lederberg.

Ritornato in California si accorge di poter guadagnare molto facendo il conferenziere. Trascorre un breve periodo a Vienna, la patria dell'amato Freud. Yalom "per quanto sia critico nei confronti dell'analisi freudiana ortodossa contemporanea" prova "un grande rispetto per la creatività e il coraggio di Freud", il fondatore di tutta la psicoterapia moderna. Durante il soggiorno a Vienna, ricco di esperienze culturali ed artistiche, incontra lo psicologo dei lager Viktor Frankl, scoprendo un uomo piuttosto autoritario e bisognoso di lodi. Yalom nel frattempo passa dalla redazione di manuali per addetti ai lavori ad opere più divulgative, narrative, che gli permettono do insegnare psicoterapia attraverso il registro narrativo, sua vecchia passione. Via via fonda il suo lavoro pratico e didattico non più sulla medicina, ma sull'umanesimo.

Si accosta alla filosofia orientale e alla meditazione, intraprendendo un viaggio in India. Cerca di comprendere, con scarso successo, la cultura giapponese, che si rivela impermeabile alla sua terapia di gruppo. Prova varie droghe. Matura ulteriormente la propria vocazione di narratore e scrive i suoi famosi romanzi, che mischiano letteratura e medicina, filosofia e pratica clinica.

Un libro, quello di Yalom, destinato ad assurgere a dignità di piccolo classico. Le vicende narrate riguardano ciascuno di noi. I nodi esistenziali che l’autore si trova a dover affrontare sono simili ai nostri e mentre leggiamo le sue vicissitudini, finiamo col leggere e interpretare noi stessi. I suoi timori, i suoi sentimenti, le difficoltà relazionali, gli inciampi, gli scacchi subiti assomigliano incredibilmente a quelli che tutti gli esseri umani sperimentano nel corso della vita. Nel complesso una bella vita, forse anche fortunata, quella di Yalom. Un libro genuino - la sua autobiografia - dove umanità, verità e saggezza si fondono mirabilmente.

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I libri di Irvin D. Yalom