Enzo Romeo, Diagonale imparabile all'ultimo chilometro, Laruffa Editore, 2010

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copertinaI nomi contengono più cose di qualunque biografia, ci rammenta Manlio Cancogni in un suo romanzo. E di nomi, in questo Diagonale imparabile, ce ne sono tanti, nomi di atleti, di calciatori, di ciclisti.
I nomi sono evocativi, fanno vibrare gli animi, suscitano emozioni e ricordi. Specialmente quando sono collegati, come accade qui, a una narrazione sapiente.

E così, mentre il lettore si aspetterebbe una prosa giornalistica informata, ma senza sussulti, i dieci capitoli in cui si articola l'ultima fatica di Enzo Romeo, responsabile della Redazione Esteri del Tg2 Rai, si trasformano ben presto, magicamente, sotto i propri occhi, in dieci racconti di eccellente qualità letteraria, dove le imprese sportive dei campioni si mescolano alle vicende personali e autobiografiche dell'autore e un po' anche alle nostre.

Talvolta i personaggi ritratti sono originali e bizzarri, come Harald Bohr, calciatore professionista e nazionale danese che abbandona l'erba dei campi di gioco per la matematica o come Rafael de Fonseca, trasformatosi da guizzante e promettente ala dello Sporting Lisbona in frate certosino.
Talaltra la competizione sportiva costituisce il pretesto per restituirci il ritratto vivo di un poeta, come nel caso di Alfonso Gatto, inviato dalla Gazzetta dello Sport al seguito del Giro d'Italia, forse il capitolo più bello del libro. 
D'altronde, i riferimenti letterari non finiscono qui: tutto un capitolo è dedicato, per esempio, alle liriche "calcistiche " del triestino Umberto Saba, sulla cui figura l'autore si sofferma con una competenza che non ha nulla da invidiare a quella del critico di professione.
Ancora, vediamo nelle pagine di Romeo lo sport tramutarsi in strumento di riscatto, come nel commovente racconto sui ragazzi di Nairobi che, coniugando calcio e solidarietà, riescono ad uscire dalla miseria economica e morale delle bidonville in cui sono cresciuti.

Quasi sempre i racconti riuniti nel volume si trasformano in apologo, diventano una sorta di storiella zen, alludono a qualcosa che va oltre la competizione sportiva, assumendo un senso che investe la nostra vita e i valori che la orientano.
Lo sport, così come lo descrive Romeo, possiede una sua nobiltà, educa al rispetto di un codice etico. Diversi racconti ci mostrano l'alternarsi spesso imprevedibile e cieco di fortune e destini, in questo metafora efficace delle nostre stesse esistenze.

Il giornalista e scrittore calabrese, che rivendica una certa nostalgia per il il calcio pane e salame, estraneo alle logiche matematiche e utilitaristiche dei giorni nostri, ci propone dunque con vivace partecipazione partite e sentimenti, passioni e memorie, l'eterno ed avvincente mito di Davide che sconfigge Golia, una storia documentatissima ed emozionante del ciclismo. 
Ma il libro ci narra anche (e soprattutto) la possibilità, il sogno, la favola, il miracolo che spesso fanno breccia nella rigida, opaca e quadrata consistenza del reale. E Dio sa quanto noi italiani di storie e prospettive simili abbiamo bisogno oggi per uscire dal gorgo civile, morale ed economico in cui siamo precipitati.

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Pagina aggiornata il 08.11.10
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