copertina libroNato nel 1980 a Brighton, specializzato in ostetricia e ginecologia, Adam Kay ha lavorato in passato per il NHS (il servizio sanitario nazionale inglese). Attualmente fa l’attore e scrive testi e sceneggiature per radio, tv e teatro.

Kay è particolarmente critico nei confronti dei tagli al sistema sanitario compiuti negli ultimi decenni, che hanno ridotto risorse e organici all’osso.

Anche se spesso funestato da ansiogeni pasti in compagnia dei parenti, Natale è un giorno libero dal lavoro per tutti, tranne che per gli operatori sanitari, per i quali il Natale è un giorno lavorativo come tutti gli altri. Anzi, talvolta con un carico di lavoro maggiore, per fronteggiare urgenze ed emergenze, più frequenti proprio durante il periodo natalizio, propiziate da un clima di allegria forzata e di festeggiamenti obbligati.

“ [...] Il solstizio d’inverno porta con sé una dose di dramma ospedaliero superiore alla norma .L’influenza stagionale e la polmonite tengono occupate le equipe in pneumologia, mentre i norovirus e le intossicazioni alimentari sono gli ospiti d’onore del reparto di gastroenterologia. Gli endocrinologi trascinano i pazienti fuori dal coma diabetico [...] e i reparti di ortopedia pullulano di anziani che, dopo rovinose cadute su lastre di ghiaccio, si sono sbriciolati i femori come fossero pacchetti di biscotti.
Il pronto soccorso è più affollato di un allevamento di tacchini, grazie a occhi neri causati da tappi di champagne partiti nella direzione sbagliata, avambracci paffuti ustionati da teglie roventi, e bambini che si fracassano le ossa lanciandosi giù per le scale.[...] ossa di tacchino incastrate nella trachea, [...] dita amputate, [...] incidenti per guida in stato di ebbrezza, [...] significativo aumento degli oggetti che rimangono incastrati in vari orifizi senza trovare una via d’uscita. [...] l’abbandono dei nonni [...]”
.

Per un motivo o per l’altro, Kay trascorre sei Natali consecutivi al lavoro. E gli operatori che sfuggono il turno a Natale, non possono evitare comunque, salvo rare eccezioni, Santo Stefano e Capodanno.
Armato del complesso dell’eroe, l’autore cerca di districarsi al meglio nella frenetica attività ospedaliera, che talvolta assomiglia a una bolgia infernale.

Ironico, spesso comico, il libro strappa un mezzo sorriso in mezzo a tante tragedie e descrive con acume la realtà delle corsie ospedaliere fatta di dolore, liquidi, escrezioni e deiezioni corporee, situazioni imbarazzanti, attese deluse, imprevisti, ruoli ed orari da rispettare, diagnosi infauste da comunicare, turni apocalittici, emergenze, nascite, decessi.

“Questo lavoro ti dà molto, nonostante tutto ciò che toglie: i Natali, la vita sociale, i momenti in famiglia”.
Ad un certo punto della sua esistenza, Kay non ce la fa più e abbandona il lavoro di medico, gettando i genitori nello sconforto.

Il libro si conclude con un’esortazione dell’autore a ricordarsi delle centinaia di migliaia di dipendenti del sistema sanitario nazionale che passano il loro Natale al lavoro e a recapitare loro un qualche riconoscimento o espressione di gratitudine.

Di turno la notte di Natale è uscito in Gran Bretagna nell’ottobre 2019.

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