copertina libroNato a Budapest nel 1930, appartenente ad una agiata famiglia ebrea perseguitata dal nazismo e costretta ad emigrare in Inghilterra, George Soros è personalità enigmatica e controversa. Grande esperto di mercati finanziari, è considerato da molta stampa uno speculatore senza scrupoli, mentre i partiti nazionalisti europei lo considerano responsabile della crisi dei migranti che ha colpito nell’ultimo decennio i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Italia in testa.

In questo libro, che raccoglie testi redatti in varie occasioni, Soros si difende dalle accuse e ritiene, sulla questione migranti, l’Italia vittima, oltre che dell'emergenza climatica e del sottosviluppo africano, del trattato di Dublino, che va rivisto al più presto. Quanto poi alle imponenti ricchezze accumulate tramite le sue iniziative sui mercati finanziari, Soros afferma di essersi presto accorto che una vita tesa ad accumulare denaro non è di per sé fonte di soddisfazioni. Restituisce significato all'esistenza, invece, cercare di aiutare chi ne ha bisogno. Ed infatti egli impiega quanto guadagnato sui mercati azionari in opere di filantropia in tutto il mondo, a favore delle popolazioni povere del globo e degli studenti bisognosi. Ha donato 14 miliardi di dollari per promuovere i diritti umani. Ha fondato la Open Society Foundation e un’università internazionale, la Central European University (CEU), che dal 1991 promuove la specializzazione in scienze sociali e studi umanistici.

Avversario di Trump, Putin, Xi Jinping e Orban, Soros avversa ogni Stato mafioso o totalitario. Egli è a favore della cosiddetta società aperta, termine coniato dal filosofo francese Henri Bergson e sviluppato dal mentore di Soros, il filosofo Karl Popper. Secondo le tesi di Popper, fatte proprie da Soros, mentre le società chiuse sono legate ad ideologie che affermano di possedere la verità assoluta, “le società aperte riconoscono che individui diversi hanno opinioni e interessi diversi; esse introducono leggi fatte dall'uomo per permettere la convivenza pacifica”. Nazismo e comunismo sono esempi di società chiuse.

Soros si propone di intervenire, tramite la sua fondazione per aprire le società chiuse, rafforzare le società aperte e promuovere il pensiero critico. Il finanziere naturalizzato statunitense si dichiara poi contrario al fondamentalismo economico oggi dominante che, basato su assunti teorici smentiti dagli avvenimenti, sta peggiorando la qualità di vita delle persone anche nei paesi occidentali. Vede inoltre un pericolo per le nostra democrazie la possibile sinergia tra giganti del Web e regimi totalitari.

Avverso alle politiche di austerity, il magnate ungherese giudica l’Unione europea in crisi, prossima a una possibile implosione, determinata, oltre che da politiche fallimentari e dalla mancanza di una leadership autorevole e lungimirante, dal progetto stesso di una moneta unica, l’euro. L’euro si è rivelata da subito una valuta incompleta: è stata creata una banca centrale, ma non una tesoreria comune, esponendo i Paesi membri, impossibilitati a stampare moneta, al rischio di bancarotta sui loro titoli governativi.

La parte più interessante del libro è tuttavia, a mio avviso, quella finale in cui Soros espone dettagliatamente la sua “filosofia della riflessività”, ispirata alle idee di Knight, Popper e Heisenberg. Si tratta di una teoria suggestiva che insiste sui concetti di rischio, incertezza, fallibilità, probabilità, conflitto, indeterminazione umana, retroazione.

Soros insiste infine sulle caratteristiche del metodo scientifico e opera una distinzione tra scienze naturali e sociali. L’economia, per esempio, non può giungere a risultati comparabili a quelli delle scienze fisiche. Essa è una scienza sociale, in quanto non è soltanto una disciplina conoscitiva, ma anche manipolativa. Premesso che nessuno, nemmeno gli scienziati, detiene la verità assoluta e immodificabile, esiste un continuum tra scienze dure come la fisica e le scienze sociali (per esempio, al centro di tale ipotetica linea Soros colloca la biologia).

Ispirato a valori di libertà e di sviluppo umano, il libro del novantenne finanziere e filantropo costituisce una testimonianza utile a riflettere sul mondo contemporaneo.