copertina libroL'entusiasmo per le conquiste della medicina tecnologica rischia di offuscare l'importanza della relazione nell'assistenza dei pazienti. Mentre proprio sulla relazione si basa invece un nuovo modello assistenziale denominato CBR.

Negli ultimi decenni si è capito che lavorare in team produce migliori risultati che il semplice lavoro di gruppo. Il team non somma, ma moltiplica, grazie alla collaborazione di tutti i suoi componenti, la capacità di fronteggiare le situazioni più complesse. Un team ben affiatato supera in efficacia le performance, pur se eccezionali, del singolo operatore. All'interno del team un ruolo importante va attribuito alla comunicazione, che deve essere contrassegnata da fluidità, dal dialogo e dal sostegno reciproco.

In ambito sanitario, il team di cura si compone di tutti coloro che ruotano attorno al paziente. Il team è caratterizzato da un nuovo modo di relazionarsi, non più rigidamente gerarchico nel rapporto tra medico e infermiere, ma molto più paritario, nel rispetto delle competenze di ciascuno. D'altronde l'infermiere, essendo l'operatore che sta a più diretto contatto con il malato, incide profondamente sul processo di assistenza e di cura e sui suoi esiti, come documentato da varie ricerche scientifiche.

La professione di infermiere poggia su due basi: il caring e l'healing, il curare e il guarire. La pratica infermieristica si esprime attraverso l'assunzione di sei ruoli fondamentali:  sentinella, guaritore, guida, maestro, collaboratore, leader. Il futuro dell'infermieristica dovrà rifarsi a un modello che enfatizza un pensiero e una pratica olistica ed empatica, stigmatizzando qualsiasi stile di leadership autoritario per concentrarsi sulla fiducia e sul miglioramento continuo.

Il modello CBR mette in rilievo l'aspetto umano e relazionale delle cure:

"Cure infermieristiche professionali prevedono il passaggio da una concezione burocratica, industriale, per compiti dell'assistenza infermieristica a una olistica, personalizzata, basata su principi, centrata sul paziente e la sua famiglia, sui loro bisogni, aspettative, timori.
Il sistema di erogazione di cure infermieristiche più confacente al modello CBR è quello denominato 'primary nursing' con la costituzione di un infermiere referente che mantiene un rapporto privilegiato con ogni singolo paziente ed è responsabile del suo piano di cure".

I modelli di assistenza basati sul caring (come il CBR), incidono positivamente su costi e risultati, oltre che creare un ambiente fisico e psicologico più gradevole per pazienti e operatori.

Che il lavoro degli infermieri incida sugli esiti delle cure sanitarie è assodato. Interessanti sono gli sforzi compiuti negli ultimi decenni per misurare tali outcome, circoscrivendo le aree più sensibili dell'assistenza infermieristica. Il National Center for Nursing Quality (NCNQ), per certificare l'assistenza di qualità e individuare gli "ospedali magnete", concentra la propria attenzione dai dati riguardanti:
- cadute degli assistiti/clienti/ospiti;
- ulcere da pressione;
- soddisfazione degli assistiti/clienti/ ospiti (per le cure infermieristiche in generale, per le cure infermieristiche ricevute, per l’educazione di assistiti/clienti/ospiti e per la gestione del dolore);
- soddisfazione del personale infermieristico;
-
skill mix fra infermieri, assistenti di cura e personale ausiliario;
- numero di ore di assistenza infermieristica erogata al giorno per ciascun assistito/cliente/ospite. (ANCC, 2003)

Nel 2004, Il National Quality Forum ha individuato invece come indicatori significativi su cui orientare l'attenzione: gli eventi avversi, la prevalenza della contenzione fisica, la consulenza per la disassuefazione dal fumo, indicatori della dotazione di personale infermieristico e il turnover volontario.

La misurazione dei risultati - sottolinea l'interessante e innovativo testo della Koloroutis - è fondamentale per migliorare la nostra pratica. E il profluvio di dati che la nostra epoca informatizzata ci fornisce, ci facilita il lavoro.

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