copertina libroDa bene di lusso, come era considerato in epoche remote, oggi lo zucchero è entrato prepotentemente nelle nostre abitudini alimentari, in misura che oltrepassa di molto il nostro fabbisogno energetico. Esponendoci così al rischio di contrarre malattie come carie dentali, obesità, diabete, cardiopatie e persino tumori, tutte patologie in drammatico aumento nel mondo occidentale, ma non solo.
Va ricordato che un consumo eccessivo di zuccheri, associato ad un aumento del grasso viscerale, favorisce l'instaurasi di processi infiammatori pericolosi per la salute. E' quanto sostiene Charlotte Debeugny, una nutrizionista inglese con un master del British College of Nutrition and Health di Londra, esperta di alimentazione e dei suoi effetti sulla salute e il benessere e autrice del libro Come liberarsi per sempre dallo zucchero.

Per la verità, secondo la Debeugny, lo zucchero non va demonizzato: è un alimento come gli altri. Quello che sarebbe necessario è ridurne la quota introdotta giornalmente nel nostro organismo, che oggi ammonta in media a 15 cucchiaini: troppi!

Se è vero che il nostro corpo abbisogna di glucosio per un funzionamento ottimale, è anche vero che il glucosio si trova in molti alimenti salutari che non hanno zuccheri aggiunti, come cereali, ortaggi e frutta. Mentre, al contrario, sarebbe necessario limitare il consumo di torte, biscotti, caramelle, bevande, cioccolato, pasticcini, ma anche confezioni di cereali per la colazione, piatti pronti, salse e condimenti. Tutti prodotti che contengono zuccheri aggiunti, i più pericolosi, in quanto si tratta di zuccheri "nascosti", di cui non siamo consapevoli di abusare.

La Debeugny, nella sua trattazione, sfata alcuni miti. Per esempio il miele che, pur godendo di "buona stampa" e popolarità tra i consumatori, contiene in realtà una grande quantità di zuccheri. Stesso discorso per i succhi di frutta abitualmente in commercio. Privati delle fibre naturali, i succhi di frutta innalzano troppo rapidamente il tasso glicemico, sovraccaricano il fegato e apportano calorie non necessarie.

Alcuni studi confermano che lo zucchero crea dipendenza. E' noto infatti che gli zuccheri contribuiscono ad aumentare il livello di seroronina, l'"ormone del buonumore". Ma, oltre a non risolvere i problemi della vita quotidiana, gli zuccheri a rapido assorbimento consumati in eccesso sono gravenmente nocivi per la salute. Per cui sarebbe bene liberarsi da questa dipendenza, necessariamente per gradi.

Lo zucchero che tutti comunemente teniamo in cucina e consumiamo è il saccarosio, che è costituito da glucosio e fruttosio. Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte e contiene molecole di galattosio e glucosio.
In seguito all'introduzione di zuccheri nel nostro organismo, il pancreas secerne un ormone, l'insulina, che contribuisce a mantenere il livello di glucosio nel sangue costante, favorendone lo stoccaggio nelle cellule, da impiegare come fonte di energia. Più zuccheri introduciamo nell'organismo, più insulina il pancreas deve produrre per regolare il picco glicemico. Sottoposte a uno stress prolungato, le cellule del pancreas tendono a diventare sempre meno efficienti nella produzione di insulina, così come le cellule dellì'organismo possono manifestare una resistenza all'azione dell'ormone (resistenza insulinica). Infine troppi zuccheri introdotti rapidamente nell'organismo provocano un picco insulinemico che dopo poco tempo ci fa avvertire, malgrado le molte (troppe!) calorie introdotte, i morsi della fame. Va da sè che un eccessivo stoccaggio di zuccheri nelle cellule ci fa ingrassare.

La Debeugny ci fornisce preziosi consigli su come liberarci dalla schiavitù dello zucchero. Alla spicciolata: i formaggi più sono duri meno zuccheri contengono; gli yoghurt magri vanno bene, non però quelli che contengono zuccheri aggiunti; le uova non sono così pericolose nel determinare l'aumemto di colesterolo nel sangue, quanto le calorie in eccesso introdotte con gli zuccheri; occorre guardarsi dai carboidrati raffinati, come la farina bianca: "si scindono molto rapidamente in zuccheri semplici e provocano picchi glicemici"; molti alimenti privi di glutine contengono zuccheri aggiunti; i dolcificanti non risolvono che raramente la dipendenza da zucchero, anzi spesso stimolano la voglia di zucchero: vanno bene in caso di diabete, altrimenti vanno usati in piccole dosi, i migliori sono la stevia e lo xilitolo (che però è tossico per i cani!). Va bene invece una dieta a base di pane e cerali integrali, frutta (compresa la frutta a guscio) e soprattutto verdura.

Secondo la Debeugny non bisognerebbe fare la spesa quando si ha fame e quando si va di fretta. Sarebbe auspicabile prendere l'abitudine di leggere le etichette di ciascun prodotto alimantare acquistato, a caccia degli zuccheri nascosti (guardarsi da tutto ciò che finisce in -osio e -olo). Degno di lode è abituarsi a bere caffè e the senza zucchero, utilizzando magari un bastoncino di cannella per dolcificare il caffè. Anche annusare la vaniglia può liberarci dal bisogno di zucchero. Così come ricorrere alle spezie per insaporire gli alimenti.

Attenzione poi alla "fame nervosa": spesso lo stress e l'ansia inducono una falsa sensazione di fame. A volte per vincere una falsa sensazione di fame è sufficiente bere acqua. In ogni caso evitare merendine, snack e "cibo spazzatura" e preferire un frutto. Se possibile, non mangiare tra un pasto e l'altro. Per mantenere un metabolismo efficiente sarebbe una buona abitudine quella di rispettare un intervallo di 12 ore tra la cena e la colazione del giorno successivo. Alla fine, tuttavia, per evitare di essere eccessivamente integralisti, l'autrice ci concede qualche saltuaria trasgressione:

"occasionalmente, potete preparare una torta classica senza ridurre la quantità di zucchero e godervela senza sensi di colpa!"

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