Il calcio italiano, nella stagione 2023-24, ha visto fiorire un nuovo gruppo di giovani talenti pronti a conquistare la scena internazionale. Tra questi, quattro nomi spiccano in particolare: Marco Carnesecchi, Riccardo Calafiori, Tommaso Baldanzi e Gianluca Scamacca. Oltre al tecnico Thiago Motta, un allenatore capace di valorizzare i giovani talenti e di creare un gioco spettacolare.

foto calciatoreMarco Carnesecchi, il talento nato a Rimini, è diventato fulcro dell'Atalanta dopo un percorso che ricorda le gesta dei grandi del passato. Iniziata la sua avventura con la squadra bergamasca nella stagione 2018/19, Carnesecchi si è rapidamente imposto come protagonista, guadagnandosi un posto da titolare e dimostrando una maturità fuori dal comune. Il suo percorso, che lo ha visto passare per club come il Cesena, il Trapani e la Cremonese, è una testimonianza della capacità della Dea di coltivare i suoi talenti. Classe 2000, fisico asciutto, longilineo, alto un metro e novantuno, è abile e reattivo tra i pali. Già molto maturo a 24 anni, Carnesecchi dà molta sicurezza alla difesa. Non solo titolare nell'Under 21, ma anche una presenza costante nelle convocazioni della nazionale maggiore, Carnesecchi è destinato a continuare la tradizione dei grandi portieri italiani.

foto calciatoreRiccardo Calafiori, proveniente dalle giovanili della Roma, ha attirato l'attenzione fin dal suo esordio in prima squadra a soli 18 anni. Dopo un breve periodo al Genoa e una parentesi al Basilea, Calafiori si è imposto come elemento chiave nella difesa del Bologna, dimostrando versatilità e capacità di adattamento. Statuario, insuperabile di testa e negli anticipi, nella fase di impostazione si alza come mediano, spesso imposta e sale fino all’area avversaria dove sia col mancino sia di testa sa rendersi pericoloso. Il suo stile di gioco, sia difensivo che offensivo, lo rende un giocatore completo, già nel radar dei grandi club e della nazionale.

foto calciatoreTommaso Baldanzi, giovane talento dell'Empoli, incanta con il suo stile elegante e la tecnica sopraffina. Condotto da una straordinaria visione di gioco e una precisione nei passaggi degne dei migliori trequartisti, Baldanzi si è rapidamente affermato come protagonista, prima con l'Empoli e poi con la Roma. Mancino naturale, non disdegna le iniziative personali palla al piede e il tiro a giro sul palo lontano che esalta le folle. Il suo gioco ricorda quello di Antonio Cassano, ma Baldanzi ha tutte le carte in regola per scrivere la sua storia nel calcio italiano.

foto calciatoreGianluca Scamacca, potente attaccante dell'Atalanta, sta finalmente ottenendo la visibilità che merita. Dopo un percorso internazionale che lo ha visto passare per club come il PSV, il Sassuolo e il West Ham, Scamacca si è affermato come punto di riferimento nell'attacco della Dea, grazie anche all'allenatore Gianpiero Gasperini, che ne ha saputo esaltare le qualità. Le sue giocate da numero 9 moderno, capace di finalizzare e giocare di sponda, hanno contribuito al successo della squadra in Europa League e lo rendono una scelta naturale per la nazionale italiana.

foto calciatoreInfine, Thiago Motta, ex calciatore di fama internazionale, sta dimostrando di essere altrettanto talentuoso nel ruolo di allenatore. Dopo le esperienze da giocatore in club prestigiosi come il Barcellona e l'Inter, Motta, dopo una salvezza conquistata in Serie A alla guida dello Spezia, ha portato la sua visione moderna e innovativa del calcio al Bologna, conducendolo a risultati straordinari in campo nazionale e internazionale. Il suo approccio collettivo e avvincente al gioco ha conquistato i tifosi e gli addetti ai lavori, dimostrando che il calcio italiano ha ancora molto da offrire.
In sintesi, la tattica di gioco che propone Thiago Motta è la seguente: niente prime donne, difesa a quattro con un centrale che si sgancia al ruolo di mediano e spesso a quello di trequartista, centrocampo sempre in superiorità e senza ruoli, esterni d’attacco che si inseriscono o cercano la porta con soluzioni personali, il numero nove di movimento che fa il 10 e se serve fa anche il 4. Questo stile di gioco, basato sul collettivo, il possesso palla e il movimento continuo ha consentito al Bologna di raggiungere il quinto posto in classifica e la qualificazione in Champions League.
Tutto molto bello... citando il mitico Bruno Pizzul.

(Gigi Usai)