copertina libroIl nostro Sistema Sanitario Nazionale è ottimo. Le statistiche e le classifiche internazionali lo testimoniano. Eppure ancora molto si può fare per migliorarlo. La popolazione che invecchia e le risorse economiche che scarseggiano chiamano politici e amministratori a nuove sfide.

La visione della nostra sanità è ancora eccessivamente ospedalocentrica e orientata alla cura dell’acuzie, mentre poco rispetto alle necessità si fa per i malati cronici, per gli anziani, i non autosufficienti, i disabili. In pratica l’assistenza territoriale è eccessivamente trascurata, sottofinanziata, sottodimensionata. L’introduzione di nuovi modelli organizzativi in sanità porterebbe a un’ottimizzazione nell’uso delle risorse e a risultati ancora più soddisfacenti per i cittadini.

Si parla molto di sistemi-salute sostenibili: ecco, portare l'assistenza più vicina al cittadino, negli ambulatori dei medici di medicina generale, nei servizi territoriali, al domicilio delle persone, produrrebbe senz’altro esiti vantaggiosi con un miglior rapporto costi-benefici. Nel quadro di questa auspicabile riorganizzazione dei servizi, la figura dell’infermiere riveste un ruolo chiave come trade union tra il malato e gli altri professionisti della salute, come operatore capace di portare capillarmente vicino alle persone che ne hanno bisogno tecniche, procedure, processi scientificamente fondati, in grado di migliorare la qualità della vita a costi sostenibili, come professionista in grado di accrescere l'empowerment degli utenti e la loro capacità di self-care. Inoltre l’infermiere può svolgere il ruolo di consulente e di ricercatore.

Ben vengano perciò testi come quello che qui presentiamo, ricchi di spunti innovativi, di una visione dell'assistenza in campo sanitario fuori dai binari consueti, manuali che fanno il punto sullo stato dell’arte, introducendo concetti che, se non del tutto nuovi, hanno ancora scarsa diffusione nel panorama sanitario nazionale.

Nel volume si dà particolare enfasi al fatto che spesso le cure domiciliari coinvolgono pazienti con problemi complessi, che un tempo si potevano curare soltanto in ambiente intensivo. Oggi, grazie anche al progresso tecnologico, molti pazienti con malattie gravi o con polipatologie possono essere assistiti al domicilio. Tecnologie user-friendly ci vengono in aiuto non solo nel sostenere le funzioni vitali ma, per esempio, nel monitoraggio sempre più importante dei parametri fisiologici. Controllo che oggi potrebbe (può) anche essere eseguito a distanza grazie alla telemedicina, branca che sicuramente nei prossimi decenni rivoluzionerà l’intero settore dell'assistenza in ambito sanitario, con risparmi finanziari considerevoli.

Nel libro si parla poi della necessità di mantenere una continuità e coerenza di cure fra i vari setting, in primis fra ospedale e territorio e dell’opportunità di occuparsi non soltanto della persona che soffre, ma anche dei suoi familiari, del nucleo che lo supporta, dei caregiver.

Ci si diffonde sul ruolo dell’infermiere nella promozione di un’efficace educazione sanitaria, utilissima ai fini della prevenzione delle malattie e delle loro complicanze, nella valutazione dei bisogni, nei team interprofessionali non più gerarchicamente piramidali, nel case management. Si fa riferimento a nuovi strumenti e modelli assistenziali come i PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale), il PAI (Pianio Assistenziale Integrato), il primary nursing (con l’istituzione dell’infermiere primary o “di riferimento”) e l'ospedalizzazione a domicilio e in comunità.

Il volume, in sintesi, propone una visione rigorosa e olistica dell'assistenza territoriale.

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