copertina libroAlice è una ventenne con velleità di scrittrice. Incontra Ezra Blazer, che è invece uno scrittore affermato e venerato. Nonostante la enorme differenza di età i due intrecciano una relazione romantica e sessuale. Trascorrono molto tempo insieme, mangiando, guardando partite di baseball e scopando. Talvolta parlano di vita e di letteratura. Lui ogni tanto le allunga cospicue somme di denaro.

Inizialmente il racconto mi è sembrato un po’ sciapo, poche le osservazioni che fanno sobbalzare il lettore, pochi i passaggi che vale la pena sottolineare, poche le epifanie. I personaggi sembrano mancare di profondità e di complessità, mentre il romanzo propone lo stereotipo dell’amante anziano e della giovane donna idealista.
Ogni anno lo scrittore affermato subisce la delusione della mancata assegnazione del Nobel. Malgrado il premio sia attribuito a scrittori altrettanto degni, l’autrice lascia intendere che si tratti di un‘ingiustizia.

Pur con tutta l’ammirazione che possiamo nutrire per Philip Roth (Ezra Blazer è una trasposizione letteraria del celebre scrittore statunitense con cui l’autrice ha davvero avuto una liaison), qui lo scrittore viene involontariamente rappresentato come un ricco, insopportabile, antipatico e vecchio satiro, protagonista di un melenso racconto “rosa”. Pieno di stent, dispositivi medici e di cicatrici chirurgiche, l’anziano scrittore scopa ancora con la frequenza di un pornoattore.

Nel prosieguo però il racconto della Halliday e del suo amore per l’anziano scrittore prende quota, si approfondisce. Ezra sviluppa un intenso legame, ricambiato, con la ragazza. I suoi disturbi peggiorano, le sue patologie lo conducono verso la fine. Lei lo assiste, anche se è sempre più disorientata, confusa, sconsolata. Lo ama, ma non ce la fa più a sopportare tutto quello che accade, il disfacimento progressivo di un uomo che per lei rappresenta una presenza importante. La figura di Alice si fa magnificamente e realisticamente enigmatica, mentre Ezra, in un momento di estrema vulnerabilità, le avanza una commovente richiesta di amore:

“Non lasciarmi. Non te ne andare. Voglio una compagna nella mia vita. Lo sai? Siamo solo all’inizio. Nessuno potrebbe mai amarti come ti amo io. Scegli questo. Scegli l’avventura. Questa è la disavventura. Questa è la vita”.

La seconda parte del libro racconta le vicende di una famiglia arabo-americana piuttosto singolare, ambientate in un Iraq massacrato dalle guerre. Amar, un giovane economista iracheno-americano viene ingiustamente trattenuto all'aeroporto di Heathrow per motivi di sicurezza.

I temi trattati dal racconto sono quelli della difficoltà a trovare la propria vera vocazione nella vita, l’incertezza nello stabilire relazioni soddisfacenti, le complessità logistiche di rapporti familiari sospesi tra l’America e il Medio-Oriente, gli orrori della guerra, i problemi di integrazione dovuti a pregiudizi, le critiche alla politica estera americana. In questa seconda parte, la scrittura della Halliday non è soltanto brillante, ma la sua prosa si distingue per una notevole abilità di scandaglio psicologico.

Asimmetria è un'opera narrativa che consiglierei con alcune riserve. Non posso definirla un capolavoro. Tuttavia, nonostante alcuni passaggi noiosi e la tentazione di abbandonare la lettura in diversi momenti, apprezzo l'autrice per la sua abilità nella narrazione e nell'approfondimento introspettivo. L'autrice dimostra una notevole capacità nel descrivere situazioni, anche le più comuni, evidenziando aspetti e dettagli originali.