logo sito

Murakami Haruki, L'arte di correre, Einaudi, 2009
(titolo originale: Hashiru koto ni tsuite kataru toki ni boku no kataru koto, 2007)

N
a
r
r
a
t
i
v
a

copertina libroSono quasi ventitre anni, da quando ho iniziato nell'autunno del 1982, che mi alleno con regolarità. Faccio jogging quasi ogni giorno, ogni anno partecipo almeno una volta a una maratona completa (finora ne ho contate ventitre) e a un gran numero di gare più brevi in ogni parte del mondo. Coprire a passo di corsa lunghe distanze è semplicemente consono al mio carattere, mi fa sentire felice. Fra tutte le forme di esercizio fisico cui mi sono dedicato, correre è probabilmente la più piacevole, quella più ricca di significato per me. E tenermi in allenamento per più di vent'anni, senza mai smettere, penso che abbia contribuito a formare e irrobustire sia il mio corpo che il mio spirito.
(pagina 11)
 

Raccolta di brani, scritti tra l'estate del 2005 e l'autunno del 2006, che hanno per oggetto le personali considerazioni dell'autore sull'esperienza della corsa a piedi, L'arte di correre del giapponese Murakami Haruki (Kobe 1949) venne pubblicato nel 2007. Il titolo originale giapponese richiama la raccolta di racconti Di cosa parlo quando parlo d'amore dello scrittore americano Raymond Carver, molto amato (e tradotto) da Murakami.

Disciplina, resistenza alla fatica, competizione tesa più a conoscere e superare i propri limiti che non gli avversari, allenamento e preparazione costanti sono le qualità richieste ad un maratoneta. Quegli epici e magici 42 chilometri e 195 metri, che costituiscono la gara olimpionica per eccellenza, diventano per Murakami una sfida da affrontare con lo spirito di un guerriero samurai. Oltre che attività utile a mantenersi in eccellente forma fisica, per Murakami correre diventa filosofia di vita, metodo, strumento di consapevolezza, abitudine all'impresa solitaria, metafora dell'esistenza e del lavoro stesso dello scrittore.
"Il mio modo di correre assomigliava a uno stato di meditazione".

La corsa a piedi - ci suggerisce l'autore - è un'abitudine che permette di entrare in sintonia con il proprio corpo, un mezzo per fortificare l'animo, un'occasione di riflessione e di introspezione. Indossati maglietta, scarpette e pantaloncini, Murakami corre per un quarto di secolo in mezzo mondo, da Atene a Boston, da Tokyo a New York. Nell'allenamento, pressoché quotidiano, non si separa mai dal suo walkman con cui ascolta musica jazz, ma soprattutto rock. I ritmi semplici dei Red Hot Chili Peppers, dei Gorillaz, dei Beck, dei Creedence Clearwater Revival e dei Beach Boys accompagnano le sue faticose ma piacevoli cavalcate sulle strade di mezzo mondo.

Superati i cinquant'anni, lo scrittore giapponese, pur senza abbandonare la maratona, si dedica con sempre maggior impegno al triathlon, una disciplina faticosissima che richiede agli atleti di affrontare una gara di nuoto di 1500 metri, seguita da una corsa in bicicletta di quaranta chilometri e da una corsa a piedi di diecimila metri.
Inutile sottolineare come sia proprio la corsa la prova più amata da Murakami.

ordina da IBS

ordina da inMondadori

| home |

| sport |

 

Pagina aggiornata il 21.07.13
Copyright 2000-2013 Valentino Sossella