copertina libroErnesto Sebastian ha quarantatré anni. Ricopre la carica di giudice istruttore e, nonostante ne avesse le qualità, non ha mai voluto fare carriera, accontentandosi della posizione raggiunta. Un giorno si trova a dover interrogare un uomo accusato di aver ucciso una prostituta, Clementina Feichtinger. Durante il primo colloquio con l'imputato, si rende conto che egli è un suo vecchio compagno di scuola. Si tratta di Francesco Giuseppe Adler.

Più o meno nello stesso periodo Sebastian è invitato a partecipare a una rimpatriata con ex studenti liceali per celebrare l'anniversario dell'esame di maturità. Partecipa di malavoglia alla festa. Non supporta i vecchi amici. Alcuni conducono esistenze davvero mediocri.
Naturalmente nella schiera di chi “sbarcava miseramente il suo lunario, senza speranza di miglioramento” figura Komarek, “lo scarto della classe, il peggiore scolaro del corso” che, tuttavia, a parte le misere condizioni economiche, ha mantenuto una sua fierezza di figlio del popolo. A fianco di Komarek, a sorpresa, Sebastian riconosce Roberto Fischer, lo scolaro-modello, il primo della classe, colui che aveva la risposta pronta a tutte le domande dei maestri e di cui Sebastian ammirava segretamente “l’intelligenza”, l'”acutezza di spirito” e la “capacità di attenzione”.
Altri, apparentemente più fortunati, pur essendosi fatti strada nella vita, risultano uomini comunque privi di vero talento: Carlo Schulof, narciso esibizionista dalla parlantina sciolta, è un attore e regista di teatro, Burda fa l'insegnante, il ricco e viziato Fritz Ressl ha ereditato le industrie e i patrimoni di famiglia, il noioso avvocato Faltin sommerge gli ospiti con una marea di informazioni “in tutti i campi della vita umana”.

La separazione fra vincitori e vinti è in gran parte determinata dall’origine familiare e dalla ricchezza della famiglia di appartenenza. Lo stesso Sebastian si trova ad esercitare un ruolo che continua la prestigiosa tradizione familiare: il suo severo padre era Presidente del Tribunale Supremo.

All'anniversario della maturità partecipa pure il vecchio e mite Wojwode, professore di geografia e storia, ormai male in arnese e che tende ad assopirsi durante i festeggiamenti.
“La classe 1902 del Ginnasio San Nicola non ha prodotto spiriti molto eminenti”, si ritrova a pensare Sebastian durante la cena.

La ricorrenza richiama alla mente del magistrato i ricordi della giovinezza e del suo ex compagno ora indagato per omicidio. I ricordi rievocati sono tanti. Molto turbato da tutta la vicenda, il giudice mette febbrilmente per iscritto la storia della sua falsa amicizia con Adler. Adler era in verità il più brillante di tutti, il più intelligente, il più originale e ricco d’ingegno. Purtroppo l’ingenuità, l’innocenza e l’eccessiva sensibilità lo avevano esposto alle cattiverie e alle volgari burle dei coetanei, che forse per vendicarsi della sua superiorità intellettuale, lo manipolavano e bullizzavano. E Sebastian era forse quello che aveva esercitato la maggiore violenza sul povero Adler, per invidia, cattiveria o per vendicarsi di un presunto torto subito.

Il Consigliere di Corte d’appello dottor Ernesto Sebastian, roso dal senso di colpa, si accinge ad affrontare un altro interrogatorio con Adler. Arriva ad abbracciare l’imputato, implorando perdono e lasciandolo in tal modo sconcertato. Ma più tardi si accorge che l’Adler che ha di fronte non è quell’Adler suo antico compagno di ginnasio. C’è stato un equivoco: l’Adler condotto al suo cospetto è soltanto un omonimo. Sebastian può riprendersi e tornare alla sua consueta e tranquilla esistenza. L’incubo è finito. Il giudice può definitivamente rinchiudere in un cassetto della scrivania quella storia, scritta in fretta e furia, che documentava la sua “colpa giovanile”.

La vicenda è ambientata in una cittadina di un Impero, quello austro-ungarico, ormai in via di dissoluzione. Franz Werfel (Praga 1890 - Beverly Hills, California, 1945), poeta e scrittore tedesco appartenente alla corrente letteraria conosciuta come “espressionismo”, portò a termine questo suo romanzo, che ha per oggetto una “formazione troncata”, nel 1928.
I temi cui accenna il testo di Werfel sono quelli del Doppio, dell'imperscrutabilità dei destini umani, che sembrano riservare la sorte più dolorosa proprio ai suoi elementi più geniali, del difficile processo di crescita e di maturazione degli individui, della superficialità della vita collettiva e dell'ambivalenza che investe persino i rapporti di amicizia.

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