copertina libroAldo Carotenuto (1933-2005) è stato un analista junghiano molto noto durante gli ultimi decenni del secolo scorso. Gran parte dei suoi insegnamenti vengono ritenuti validi ancor oggi e i suoi libri continuano ad essere ristampati e letti da una vasta platea di persone. Oltre alla validità dei concetti espressi, si tratta di testi stilisticamente pregevoli che contaminano la psicologia con l’arte, la letteratura e la cultura classica, in particolare la mitologia greca e latina.

Ma se c’è un argomento in cui Carotenuto eccelle è nella disamina dell'amore-passione, esperienza umana che costituisce il filo conduttore di molte sue opere. L’amore romantico, erotico, passionale viene analizzato dallo psicoanalista napoletano in tutte le sue molteplici, forse infinite, sfaccettature.

Un tema collegato all’amore-passione, molto dibattuto da Carotenuto, è il tradimento, una circostanza della vita di coppia tanto critica quanto frequente. Esaminando il tradimento, lo psicologo junghiano ne svela le conseguenze devastanti per la psiche del tradito/a, ma ne sottolinea anche le connotazioni positive e vivificanti per il traditore e per la coppia. In particolare per la vita amorosa della donna, il tradimento agito assume non di rado le caratteristiche di un rinnovamento della vita psichica. Dunque Carotenuto si produce in “Quasi un’apologia del tradimento”, come recita il sottotitolo del suo ormai famoso libro Amare tradire.

Si diceva della donna: Carotenuto è affascinato dalla psicologia femminile, cui ha dedicato numerosi saggi, come appunto L’anima delle donne, di cui tratta la presente recensione. L’amore al femminile, sul versante dell’infedeltà viene filtrato e illustrato attraverso le figure di Arianna, Giunone, Medea e Didone.

Maschile e femminile contengono sfumature misteriose, ineffabili. Maschile e femminile si intrecciano nella nostra vita interiore. L'anima rappresenta il femminile nell'inconscio dell’uomo, l’animus rappresenta il maschile in quello della donna.
Carotenuto paragona maschile e femminile allo Yin e allo Yang. Ne definisce quindi i contorni.

Una virtù femminile è la curiosità, rappresentata da Pandora, mentre l’amore coniugale e il sacrificio sono esemplificate da Alcesti.
Artemide (Diana per i Romani) rappresenta l’indipendenza e la libertà. Allo stesso modo di Atena (Minerva), autonoma e saggia. Entrambe sono figure femminili votate alla castità e che quindi si precludono l’incontro col maschile.

Carotenuto sottolinea l’assoluta importanza della dimensione relazionale, e del rapporto uomo-donna in particolare, per consentire all’individuo di vivere una vita realizzata, piena, completa. La sua visione dell’esistenza, incentrata sui sentimenti, le emozioni e le relazioni sembra derivare direttamente dal Romanticismo.

Secondo Carotenuto la donna, per ragioni di psicologia dello sviluppo, è molto più portata alla dimensione relazionale rispetto all’uomo, in questo ambito molto più superficiale.

Ritornando alle varie figure del femminile, l’autore menziona Afrodite (Venere), la dea della bellezza ed espressione dell’amore sensuale. Afrodite è però molto di più. Rappresenta la seduzione, il potere femminile sull’uomo, la capacità di costruirsi una vita indipendente dal maschile. Afrodite mostra anche un suo lato distruttivo.

Un altro volto del femminile è rappresentato da Persefone (Kore), la bellissima figlia di Demetra. Soltanto attraverso il doloroso rapimento messo in atto da Ade, Persefone esce dalla sua ingenua e inconsapevole visione della vita per trasformarsi, conoscere la propria dimensione interiore e maturare psicologicamente.
Il mito di Demetra (Cerere) rappresenta la forza, la tenacia e la determinazione declinate al femminile.
Altri volti del femminile vengono evocati dall’autore attraverso le figure di Dafne, Antigone, Ifigenia e Cassandra e attraverso la fiaba di Amore e Psiche.

Apollo e Dioniso rappresentano due aspetti diversi della nostra personalità, la razionalità e la follia. Dioniso non va trascurato ed è il dio che ci permette di “lasciarci andare”, di innovare, di operare scelte disapprovate dal collettivo, di ritrovare la gioia di vivere, di tollerare l’errore, di liberarsi dai sensi di colpa opprimenti.

Il resto del pregevole saggio di Carotenuto tratta molti altri temi :il valore della sofferenza per lo sviluppo psichico, il ruolo della fortuna nella vita, la necessità per realizzarsi di liberarsi dei pregiudizi e delle prescrizioni del collettivo, il potere della speranza, la fede in un aiuto esterno nelle difficoltà, il dolore psicologico che comporta per la donna l’aborto. La tesi dell’autore sono corroborate da numerose citazioni tratte dalla letteratura specialistica e dai grandi libri.