Non credo che esista un altro spettacolo sportivo (la partita di calcio, ndr) capace, come questo, di offrire un riscontro alla varietà dell'esistenza, di specchiarla o piuttosto rappresentarla nei suoi andirivieni, nei suoi imprevisti, nei suoi rovesciamenti e contraccolpi; e persino nelle sue stasi e ripetizioni; al limite, nella sua monotonia.
(V. Sereni, Il fantasma nerazzurro in La tentazione della prosa)

Tutto quello che so della vita l'ho imparato dal calcio.
(A. Camus)

Il calcio non è colpire una palla, è lottare.
(G. Orwell)

Poco giova l'esercizio del corpo; ma la pietà giova a tutte le cose. 
(S. Paolo, Prima Epistola a Timoteo)

È un segno di una natura di tempra non fine il dedicarvi a cose che si riferiscono al corpo; il preoccuparsi eccessivamente ad esempio, della ginnastica, del mangiare, del bere, del camminare, del cavalcare. Tutte queste cose andrebbero praticate solo incidentalmente: ciò che ci deve stare veramente a cuore è la formazione dello spirito e del carattere. 
(Epitteto)

Perdere è un modo di apprendere. E vincere, un modo di dimenticare quel che si è appreso.
(C. Drummond de Andrade, Quando è giorno di partita)

Ray Sugar Robinson, Tunney e Cassius Clay sono stati i più grandi pugili del ventesimo secolo, ma dei tre il più intelligente, sobrio ed elegante fu Gene Tunney.
(G. Alvi, Gene Tunney pugile scientifico in Vite fuori del mondo)

I calciatori non hanno neanche il tempo di pensare. Hanno i procuratori e gli sponsor, maneggiano miliardi, vanno in tv, ma sono tutti molto ignoranti, di un'ignoranza incredibile
(don Setti, staff Fiorentina Calcio)

Il totaalvoetbal rispecchiava la mentalità di una città libera, piena di idee nuove, sessualmente emancipata, democratica. Il nostro calcio era ed è leggero, d'attacco, quanto quello del Feyenoord è fisico, difensivo, un po' operaio. E sa perché? È un problema di aria e terra. Amsterdam è sempre stata una città artistica, effervescente, mentre Rotterdam, completamente distrutta dopo la guerra, ha dovuto lavorare sodo e sgobbare per rimettersi in piedi. Andare a vedere l'Ajax è come andare al teatro, si applaude solo quando ne vale la pena.
(H. J. Gortzak)

Teppismo da stadio. [...] La discarica in cui si concentrano le infinite inquietudini provocate nelle pieghe della società italiana da una diffusa disoccupazione psicologica. Una disoccupazione che non riguarda il lavoro, ma l'animo e la mente. Dunque ancora più pericolosa.
(S. Vertone)

Amo il baseball. Sai bene che non deve significare nulla: è semplicemente bello da guardare.
(W. Allen)

Senza il pericolo la montagna non è montagna, ma è un gioco sterile. Posso far costruire una montagna artificiale anche in una grande sala, e lì fare degli allenamenti o delle gare. Questo si fa oggi, ed è una forma di abilità nell'arrampicarsi. Però non è quello che è l'alpinismo. All'alpinismo è necessaria la difficoltà, l'esposizione, l'essere fuori nella wilderness, in un ambiente selvaggio e desolato, e anche il rischio. Il fascino delle montagne è dato dal fatto che sono belle, grandi, pericolose.
(R. Messner)

C'è chi pensa che il calcio sia una questione di vita o di morte. Che vergogna! È più importante della vita e della morte.
(B. Shankly, allenatore del Liverpool)

"Testa giocatori buona solo per portare cappello"
(V. Boskov, allenatore di calcio)

- "Vinca il migliore"
- "Ciò... Speremo de no"
(N. Rocco, allenatore di calcio)

Giocare su un tavolo da pranzo o di cucina con le figurine che raffiguravano i calciatori, a inventare delle partite di calcio cartacee dove usavi come pallone un tappo di latta. È stata una cerimonia comune all'adolescenza di quelli che oggi hanno superato i cinquant'anni, o che ci sono molto vicini. [...] Era un modo per cominciare a balbettare la vita e quel che è della vita; tanto che per alcuni di noi il calcio, le sue metafore, i suoi accadimenti e la loro alternanza, a cominciare dall'alternarsi delle vittorie e delle sconfitte, sono rimasti come una pietra originaria e fondante, come un cominciamento a cercare un'identità, un'identità che fosse possibile e auspicabile a un ragazzino di quaranta o cinquant'anni fa.
(G. Mughini, Un sogno chiamato Juventus)

[...] spettatori che si vendicano dell'inutilità della vita col sarcasmo, le insolenze, le risa sguaiate, le pernacchie.
(M. Cancogni, Il Mister)

La vita non è, e non è mai stata, una vittoria in casa per 2-0 contro i primi in classifica con la pancia piena di patatine fritte.
(N. Horbny, Febbre a 90')

Il calcio, la ginnastica artistica, la pallavolo, l'atletica leggera, il tennis da tavolo, i tuffi. Gli sport amati e praticati. Il sapore delle palestre e dei campi sportivi, dove vince chi vale di più. La stretta di mano all'atleta che ti ha battuto o che hai battuto. L'amore mio smodato per lo sport, per la contesa leale, per la sfida in cui dai il meglio di te stesso. Il rispetto per l'avversario che hai davanti, ciò che lo sport t'insegna come nessun'altra cosa. Imparai nelle palestre e sui campi dello sport agonistico infinitamente di più che non al liceo classico.
(G. Mughini, La mia generazione)

A questo sport io mi sottraggo, e nemmeno lo guardo. Giocatori che si mettono a correre solo se sono inquadrati da un regista durante le “notturne” di coppa, gente che si vende per un gelato o un frigorifero, altra gente che non si sacrifica per scudetti o traguardi, ma per usare scudetti e traguardi a fini monetari, non sono i “miei” sportivi. Li ho salutati senza rancore, e non possiamo più rivolgerci un fraterno “tu”, ma un vecchio e più pulito “lei”.
(G. Arpino)

Non avevo avuto mai voglia di esercitare uno sport, anzi ho sempre odiato lo sport e tuttora lo odio. È sempre stata attribuita allo sport, in ogni epoca e soprattutto da ogni governo, un'importanza grandissima, per la buona ragione che lo sport intrattiene e obnubila e rimbecillisce le masse, e in primo luogo le dittature sanno bene perché sono sempre e in ogni caso favorevoli allo sport. Chi è per lo sport ha le masse al suo fianco, chi è per la cultura ha le masse contro, diceva mio nonno, e per questo tutti i governi sono sempre per lo sport e contro la cultura.
(T. Bernhard, L'origine)

Ho speso quasi tutti i miei soldi in alcol, donne e macchine veloci. Gli altri, li ho sprecati.
(G. Best, calciatore)

E certo non c'è gloria maggiore per l'uomo , fino a che vive / di quella che si procura con le mani e coi piedi.
(Omero, Odissea, VIII, 147-148)

L'esercizio fisico è una bubbola. Se sei sano, non ne hai bisogno; se sei malato non ne puoi fare.
(H. Ford)

Bisogna essere i migliori e superare gli altri.
(Omero)

A nome di tutti gli atleti giuro che parteciperemo a questi Giochi olimpici rispettandone fedelmente le regole, gareggiando senza fare ricorso al doping né ad altre sostanze chimiche, attenendoci al vero spirito sportivo, per la gloria dei Giochi e l'onore della nostra squadra.
(il giuramento olimpico)

[ Il calcio è] il regno della lealtà umana esercitata all'aria aperta.
(A. Gramsci)

[Il Fantacalcio]: il delirio di una civiltà completamente fottuta nel cervello.
(T. Scarpa, Kamikaze d'Occidente)

Avete giocato al pallone e siete stato sobrio.
(Voltaire, Zadig)

Il calciatore deve creare bellezza e armonia ogni volta che scende in campo.
(S. Samsonov, Un fuoriclasse vero)

Correndo sulla pista rossa, fra le corsie disegnate a calce, mi sentivo pervaso di uno spirito olimpico e mi veniva da pensare che forse l'antica Grecia era quello soltanto: lunghi pomeriggi passati a gareggiare, l'odore della sabbia, il battito del fiato, le grida, il sole, il vento. era una cosa pulita, l'atletica. Aveva delle regole comprensibili, aveva i suoi riti. si poteva vincere, ma era bella anche l'onestà del perdere. Invece nella vita vera, fuori dal cancello, era obbligatorio vincere.
(D. Marani, Il compagno di scuola)

Strano ciclista: "Sono scontento di essere arrivato primo".
(G. Bufalino, Il malpensante. Lunario dell'anno che fu)

Se tu guardassi, seduto in mezzo agli spettatori, le prodezze di quegli uomini, la bellezza dei corpi, la robustezza mirabile, le prove straordinarie, la forza imbattibile, il coraggio , l'emulazione, lo spirito indomabile, l'impegno inesauribile profuso per la vittoria, non cesseresti di lodare, di acclamare, di applaudire.
(Luciano, II secolo d.C.)

Era tutto teso come quando era terzino della squadra del Grosseto e avanzavano gli attaccanti avversari.
(M. Tobino, Una giornata con Dufenne)

[...] Pareva tutto facile dalla tribuna; ma quando uno aveva la palla tra i piedi, in corsa, già c'era da pensare a controllarla, e poi difenderla, e poi metterla al posto giusto. Ma sì!, loro non capivano niente. Non avevano mai giocato, loro, erano rimasti tutta la settimana seduti in ufficio a farsi marcire il fegato, e adesso, alla domenica, dovevano vincere, dovevano tornare a casa soddisfatti, poter affermare: abbiamo vinto! [...] avrebbero dovuto sputare sangue, morire, tutte le volte, pur di vincere: rincorrere tutte le palle inutili, invece di tenere la birra per l'occasione buona. Rincorrere le palle perse! [...] "Quante volte crede, signor presidente [...] quante volte crede che uno scattista corra i cento metri in un giorno?" [...] "Ecco, consideri che fare il centravanti sia come correre i cento metri, ma con un pallone fra i piedi".
(G. Clerici, Quando viene il lunedì)

"Che tu possa incontrare la vittoria e la sconfitta, e trattare queste due bugiarde con lo stesso viso".
(R. Kipling, iscrizione sulla porta d'ingresso al Centre Court di Wimbledon)

Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo.
(P.P. Pasolini)

L'importante non è vincere ma partecipare con impegno, nella vita come nello sport.
(P. de Coubertin)

Palleggi, palleggi in un pomeriggio d'estate. Quel bambino concentrato, solo col suo pallone, era capace di passare ore, pur di superare il numero di tocchi che si era prefissato. Non allegro, ma assorto, pienamente consacrato al mio compito. Una buona approssimazione alla felicità. Forse per questo ho cominciato a scrivere poesie.
(V. Magrelli, Addio al calcio)

Strada facendo la conversazione cadde sullo sport. Nessuno dei due ne faceva: non andavano mai né a una partita di calcio né a un incontro di pugilato. Ma lo sport di una volta, quando loro erano bambini, era un'altra cosa. Si misero a parlarne. Parlarono dei temi andati, delle prime corse ciclistiche, dei primi assi del volante, dei grandi campioni della boxe e d'incontri rimasti famosi. Una folla di nomi sbocciò sulle loro labbra.
Molti credevano d'averli dimenticati da un pezzo, ma bastava pronunciarne uno perché questo risuscitasse altri compagni dall'oblio in cui giacevano. I loro animi vibravano, a ogni nome che cadeva nel silenzio della strada, e a un tratto trasalirono. Avevano pronunciato lo stesso nome [...]. I nomi contenevano più cose di qualunque biografia, fosse la più esatta e informata del mondo; i nomi facevano parte di "quelle cose segrete" di cui ciascuno di loro credeva d'essere il solo depositario.
(M. Cancogni, Azorin e Mirò)

Ho sempre sostenuto che colpire i pali sia più bello che segnare una rete.
(V. Magrelli, Addio al calcio)

Il calcio è uno dei pochi argomenti che mi faccia dimenticare le donne, cioè la loro assenza, il vuoto, il bianco che più bianco non si può.
(A. Banda, Scusi, Prof, ho sbagliato romanzo)

Non esiste punteggio, né squadre, né partite. Gli stadi non sono che cantieri in demolizione. Oggi ogni cosa avviene solo negli studi della radio e della televisione. La falsa eccitazione degli speaker non vi ha mai fatto sospettare che sia tutta una finzione? L'ultima partita di calcio è stata giocata il 24 giugno 1937. Da quella data, il calcio, come tutta la vasta gamma degli sport, è un genere drammatico, orchestrato da un uomo, solo in uno studio, o interpretato da attori in divisa da gioco davanti al cameraman [...]. La pubblicità in eccesso è il contrassegno dei tempi moderni.
(J.L. Borges,  A. Bioy Casares, Cronache di Bustos Domecq)

"Quando andavo a scuola a Holon, il mio professore di ginnastica, Yehian Peled, mi chiamava sempre 'Ganz il polentone' perché ero piuttosto lento. Ero molto bravo in inglese e in matematica, ma in educazione fisica ero proprio Ganza il polentone. Tutti abbiamo i nostri punti deboli. [...]"
(A. Oz, Michael mio)

L'uomo è interamente uomo soltanto quando gioca.
(F. Schiller)

Il gioco risveglia la creatività, acuisce i sensi e aguzza l'ingegno, forma il carattere ed educa alla responsabilità; insegna ad affrontare vittorie, sconfitte e frustrazioni, e insegna anche che è necessario sottostare a un'autorità. Inoltre richiede la massima serietà, ma dona anche la più felice spensieratezza; esercita la disciplina e la collaborazione, risveglia il senso dell'ordine, permette di familiarizzare con la forza del Caso, reca ore di svago e rende liberi, perché non serve a nessuno scopo esterno. Non esiste nessun'altra situazione in cui un bambino o un adolescente possano sperimentare con maggiore immediatezza il modo in cui fortuna e felicità interagiscono tra di loro.
(B. Bueb, Elogio della disciplina)

Il metodo del successo consiste in larga misura nel sollevamento della polvere. È come certe ali al gioco del calcio, in serie C, che ai margini del campo, vicino alla bandierina, dribblano se medesime sei, sette volte, e mandano in visibilio il pubblico sprovveduto. Il gol non viene, ma intanto l'ala ha svolto, come suol dirsi, larga mole di lavoro.
(L. Bianciardi, La vita agra)

Mi sento di affermare che il tennis è lo sport più bello che esista e anche il più impegnativo. Richiede controllo sul proprio corpo, coordinazione naturale, prontezza, assoluta velocità, resistenza e quello strano miscuglio di prudenza e abbandono che chiamiamo coraggio. Richiede anche intelligenza.
(D.F. Wallace, "L'abilità professionistica del tennista Michael Joyce come paradigma di una serie di cose tipo la scelta, la libertà, i limiti, la gioia, l'assurdità e la completezza dell'essere umano" in Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più))

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio.
(J.L. Borges)

"L'ultima cosa che mi sarei atteso nella vita era di vedere giocare Niccolai via satellite".
(M. Scopigno, allenatore di Comunardo Niccolai, stopper del Cagliari )

Con la mia lenza di seta e l'amo leggero fra miriadi di increspature io vago e trovo libertà.
(Li Yu, Canzone del pescatore)

Nel tennis i meccanismi motori traducono la storia personale e il carattere in colpi e caratteristiche di gioco. Un metodico tenderà a giocare in modo metodico, mentre chi ha estro nella vita lo tirerà fuori anche in campo.
(J. McPhee, "Livelli di gioco" in Tennis)

Umberto, mezz'ala prossima alla diserzione calcistica, nella sua infuocata discussione davanti alla sala mensa nel cuore del sistema, a Milano, alla Bocconi, aveva anticipato un disagio esistenziale diffuso. Lo sport, lo sport di massa e soprattutto il calcio, come "oppio dei popoli", moderna religione con i suoi riti e con la sua capacità di distogliere le "masse popolari" dalla lotta per le proprie "condizioni di vita".
(N. Dalla Chiesa, La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3)

Per uno che fa sport, vincere è il massimo. Ma non c'è solo la vittoria, nello sport, anche se volentieri e spesso, intossicati dalla mentalità delle curve, ce ne dimentichiamo. C'è l'onestà, la pulizia, il rispetto delle regole del gioco e dell'avversario [...].
(G. Mura, "Le scelte di Cabrini" in Non gioco più, me ne vado)

Il calcio può essere usato come metafora di qualsiasi aspetto della vita individuale e sociale: catenaccio, contropiede, zona Cesarini, gol beffa, marcatura a uomo o a zona, bomber, gol fantasma, regista, aletta, papera,  svarione, fuorigioco sono parole che passano dal campo verde a quello meno preciso dell'esistenza, nella speranza che quanto appare chiaro dagli spalti o sotto l'occhio oggettivo delle telecamere possa chiarire qualcosa anche nei nostri giorni confusi. L'insegnante maschio con buone cognizioni calcistiche in classe ha vita più facile. [...] Quanti studenti ho conquistato dimostrandomi ferratissimo sulle questioni del calcio.
(M. Lodoli, "L'utilità delle matafore calcistiche a scuola" in Vento forte tra i banchi)

La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni.
(P. Mennea)

Dieci anni di tutto questo, dieci anni di folla: bastava facessi un errore, un minimo errore soltanto, perché l'intera tragedia del vivere, dell'essere vivi, entrasse nella gola della folla e muggisse il suo dolore come un animale mutilato. Il grido, la rabbia della folla, echeggiò in alto e riempì la valle.
(D. Storey, Il campione)

La grande forza di un pugile sta tutta nel suo orgoglio.
(N. Algren, Notti di Chicago)

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.
(P. Neruda)

Alla Juve vincere non è importante. È l'unica cosa che conta.
(G. Boniperti)

Non priverei mai nessuno dell'esperienza istruttiva di perdere.
(A. Agassi, Open)

[...] voi che saziate le vostre piccole anime/ con gli stupidi in flanella del cricket e gli idioti fangosi del football.
(R. Kipling)

Lo sport, il calcio, sono una palestra di vita: alimentano la passione, la costanza, lo spirito di sacrifico, la collaborazione, il rispetto, l'educazione, la dignità, il coraggio, la volontà, l'attenzione, la perspicacia, l'intuizione, la cultura in generale compresa quella della sconfitta, che rispecchia la capacità di sapersi realizzare attraverso l'impegno e il lavoro e non solo attraverso la vittoria. Il calcio dovrebbe trasmettere tutti questi valori ad una società in crisi morale. Sono valori, questi, che creano il gruppo, la squadra. Perché senza etica non c'è squadra, e se non c'è squadra di conseguenza non c'è gioco e non c'è divertimento. E non si raggiungono risultati a livello internazionale.
(A. Sacchi, Calcio totale)

Una vittoria non è così piacevole quant'è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente.
(A. Agassi, Open)

La dimensione mediatica del calcio condiziona i comportamenti pubblici. Di molti giocatori ci arriva un'immagine distorta. La cultura e la formazione non sono il loro punto di forza.
(M.A. Violan, Coaching Guardiola)

Gli inglesi cercavano di far saltare il dispositivo avversario con lunghi lanci in verticale, che si affidavano alla velocità degli uomini di punta; nel continente si praticava il gioco di attacco in linea, con frequenti passaggi laterali, in attesa dell'occasione propizia per le azioni di sfondamento, mediante il dribbling e la stretta triangolazione.
[...] Il calcio sudamericano era un gioco senza l'originaria anima del football inteso come prova di coraggio, di combattimento, di resistenza all'avversario, di sfida alle intemperie, di sopportazione silenziosa del dolore. Era più vicino all'agonismo come festa. Il calcio d'oltre Atlantico non sopportava la pioggia, né i parastinchi. Ne guadagnò la tecnica individuale, che si spingeva fino al virtuosismo, e ne risultava un gioco d'insieme più lezioso, ma ricco di affascinanti figurazioni.

(A. Papa, G. Panico, Storia sociale del calcio in Italia. Dai club dei pionieri alla nazione sportiva (1887-1945))

...arrivare secondo al Tour dietro Eddy Merckx sarà mica uguale che dietro Van Poppel, bisogna sapersi inchinare... era Merckx!
(M. Mari, Rondini sul filo)

Le carenze culturali di molti giornalisti sportivi sono impressionanti. E in realtà, è da questo fattore che deriva in buona parte la scarsa qualità del prodotto. È manodopera a basso costo e facilmente sostituibile che serve per riempire spazi e nutrire le masse. [...] si può essere ignoranti e avere uno stipendio nel campo dei media. È così.
(M.A. Violan, Coaching Guardiola)

[...] il primo venuto, in funzione delle sue capacità personali, può diventare qualcuno o restare nell'anonimato . [...] Allo stadio nessuno vive di rendita o di eredità.
(A. Ehrenberg, Le culte de la performance)

Io conto sul calcio per impedirvi d'infilare le vostre ambizioni in un portafoglio, per impedirvi di fermarvi a un impiego come unica tappa della vostra vita. Guardatevi attorno, il mondo è grande e aperto alle vostre energie! Se un giorno diventerete grandi commercianti, giornalisti famosi, esploratori coraggiosi, industriali competenti, il negozio che aprirete, l'agenzia di stampa che fonderete, il prodotto perfezionato che lancerete sul mercato saranno altrettante vittorie per la Francia [...] Per imprese simili bisogna esser uomini d'iniziativa, buoni giocatori di calcio, che non hanno paura di prendere colpi, sempre agili, rapidi nelle decisioni, capaci di mantenere il sangue freddo; bisogna essere self governed, esercitare cioè il governo di se stessi. [...] vorrei che aveste l'ambizione di scoprire un'America, di colonizzare Tonkino e di conquistare Tumbuctu. Il calcio è la premessa di tutte queste cose. Bisogna metterlo in un unico pacchetto, perché il calcio fa parte di uno stesso identico programma, insegna a "impegnarsi ad andare oltre.
(P. de Coubertin, Pédagogie sportive)

Possiede la velocità di Bicicli, il palleggio di Corso, la forza di Lindskog, il dribbling di Sivori, il tiro di Altafini.
(H. Herrera su Luisito Suarez)