MORTE
Il più terribile dei mali dunque, la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c'è, e quando essa sopravviene noi non siamo più. Essa non ha alcun significato né per i viventi né per i morti, perché per gli uni non è niente, e quanto agli altri, essi non sono più. 
(Epicuro, Epistola III, a Meneceo, in Opere)

Più che dalla morte in se stessa, siamo spaventati da ciò che l'accompagna.
(Seneca)

Tra breve avrai dimenticato tutto, tra breve tutti ti avranno dimenticato.
(Marco Aurelio)

La morte è un mostro che caccia dal gran teatro uno spettatore attento, prima della fine di una rappresentazione che lo interessa infinitamente.
(G. Casanova, Storia della mia vita)

Spero che la morte mi colga mentre sono intento a leggere o scrivere, o, se a Dio piacerà, mentre prego e piango.
(Petrarca, Lettera al Boccaccio)

Due cose belle ha il mondo: amore e morte.
(G. Leopardi, Consalvo)

La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.
(G. Leopardi, Operette morali)

Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: /  ed è subito sera.
(S. Quasimodo, Ed è subito sera)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
(C. Pavese)

Morire a cinquant'anni, che vergogna!
(E. Petrolini)

Noi moriamo con quelli che muoiono:
ecco, essi partono e noi andiamo con loro.
Noi nasciamo con i morti:
ecco, essi tornano e ci portano con loro.
(T.S. Eliot, Quattro quartetti)

Reclamo la morte. Voglio morire perché sono stupendamente maturo per la morte. Che fortuna non diventare vecchio.
(P. Drieu La Rochelle)

Pentimenti sul passato, noja del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.
(U. Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis)

Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.
(L. Sciascia, Una storia semplice)

Il diritto di vivere, inteso come fonte di tutti i diritti, in determinate circostanze include anche il diritto di morire.
(H. Jonas, Il diritto di morire)

Mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente e mai sono stati così soli.
(N. Elias, La solitudine del morente)

Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno creduto meglio, per essere felici, di non pensarci.
(B. Pascal, Pensieri)

Se non sapete morire, non preoccupatevene; la natura vi istruirà sul momento, in modo completo e sufficiente; essa compirà a puntino questa operazione per voi; non datevene voi la briga.
(Montaigne, Saggi)

Gli uomini temono la morte, così come i bambini hanno paura del buio [...] quando invece, in molti casi, il sopraggiungere della morte è meno doloroso della tortura di un arto, dato che la maggior parte degli organi vitali non sono affatto i più sensibili al dolore. [...] I gemiti e le convulsioni, il pallore del volto, le lacrime degli amici, il lutto, le esequie e tutte queste cose, fanno sì che la morte ci appaia come qualcosa di terribile.
(F. Bacone, Saggi)

Adesso lo so. Lo so con certezza assoluta. So che morirò con un libro in mano. Sarà la mia estrema unzione.
(F. Ferrarotti, Leggere, leggersi)

Mi consola il fatto che, quando sarò morto, sarò l'unico a non saperlo.
(G. Moneta)

Tutti moriamo perdendo piscio e sangue, cacandoci addosso come neonati, soffocando nel nostro muco.
(P. Auster, Il libro delle illusioni)

Filosofare è prepararsi a morire
(Platone)

Un uomo libero, a niente pensa meno che alla morte; e la sua sapienza è meditazione, non già della morte, bensì della vita
(B. Spinoza, Etica)

"Se non ci fosse, nulla ci tratterrebbe dal comportarci da cannibali. Ma infondi a un uomo il timore della morte e vedrai quale mirabile purga esso sia".
(T. Sharpe, Il bastardo primordiale)

I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
(G. Bufalino, Il malpensante. Lunario dell'anno che fu)

Io, nella mia felicità naturale, scansavo tutti i miei pensieri dalla morte, come da una impossibile figura di vizi orrendi: ibrida, astrusa, piena di male e di vergogna. Ma nello stesso tempo, quanto più odiavo la morte, tanto più mi divertivo e mi esaltavo a far prove di audacia: anzi, nessun gioco mi piaceva abbastanza, se non c'era il fascino del rischio. E così, ero cresciuto in questa contraddizione: di amare la prodezza, odiando la morte. Può darsi, tuttavia, che non fosse una contraddizione.
(E. Morante, L'isola di Arturo)

Stat sua cuique dies.
traduzione: A ognuno è fissato il suo giorno.
(Virgilio, Eneide)

L'arte del rinnovamento è, spesso, la morte.
(R. Bolaño, Tra parentesi)

Sono fortemente contrario alla morte.
(W. Allen)

Siamo nati per vivere, non per morire.
(papa Giovanni XXIII)

Spero che l'uscita sia allegra, e di non tornare mai più.
(F. Kahlo)

Non tanti giorni dopo i medici mi fecero sapere che erano intenzionati a dimissionarla. La sua permanenza in clinica non aveva più senso. Forse pensavano che è meglio che gli esseri umani muoiano a casa propria.
(E. Rasy, L'estranea)

Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.
(P. Crepet, Non siamo capaci di ascoltarli)

"Un pover'uomo per morire deve adempiere a un sacco di formalità, come se stesse partendo per un viaggio all'estero."
(A. Oz, Michael mio)

"Beato lui" pensò il Principe mentre si passava la lozione sulle basette. "Beato lui, se ne strafotte ora di figlie, doti e carriere politiche." Questa effimera identificazione con un defunto ignoto fu sufficiente a calmarlo. "Finché c'è morte c'è speranza" pensò.
(G. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)

Lo si può dire, anche se la frase sembra assurda: la morte non è una tragedia. È una tragedia la paura della morte. Chi non la teme, è stato detto, muore una volta sola; chi la teme muore tutti i giorni.
(P. Ottone, Le regole del gioco)

Ora a settantasei anni, davanti a quella lapide, sapeva invece che i morti muoiono completamente e che non si può più donar loro qualcosa, né con i rimorsi, né con il dolore, né con l'amore.
(M. Szabó, La ballata di Iza)

Quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui.
(A. Baricco, Mr Gwyn)

Emarginato e solo in ospedale, il malato morente non lo è meno in famiglia, nella realtà spesso ostile di oggi. Il vero problema non è una questione di luoghi, ma di persone. Il problema può essere risolto solo da una società tecnologicamente avanzata, ma anche e soprattutto accogliente e fraterna, dove ogni uomo possa vivere con pienezza il tempo del proprio morire, sperimentando una vita che termini dolcemente, amorevolmente assistito.
(G. Cosmacini, C. Rugarli, Introduzione alla medicina)

Malinconica e triste che possa sembrare la morte, sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe se l'uomo non potesse morire mai, chiuso nella carcere che è la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo votale che egli come individuo possiede solo nei confini della sua individualità, a cui è assegnato un compito che si esaurisce. [...] la morte sopravverrà a metterci a riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può fare altro che interromperci, come noi non passiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare.
(B. Croce, Soliloquio)

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