È dovere del medico analizzare attentamente le cose sgradevoli e avere a che fare con le cose ripugnanti.
(Ippocrate)

Curare a volte, alleviare spesso, confortare sempre.
(E. Trudeau)

Un grande dottore uccide più gente di un grande generale.
(Leibniz)

I sani sono malati che non sanno di esserlo.
(J. Romains, Knock o il trionfo della medicina)

[I medici] imparano a nostro rischio e pericolo e fanno esperienze a furia di ammazzare. Per di più se la prendono con il malato rigettando la colpa sulla sua intemperanza, tanto che chi è rimasto vittima viene messo sotto accusa.
(Plinio il Vecchio, Naturalis historia)

Non c'è medico che non sia anche filosofo.
(Galeno)

La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione favorevole è fuggevole, il tentativo ingannevole, la decisione difficile.
(Ippocrate)

L'arte della medicina consiste nel distrarre il malato mentre la natura lo guarisce.
(Voltaire)

In un congresso medico (dove accademico non mangia accademico) non echeggiano verità in contrasto con antichi dogmi sbandierati da venerabili maestri.
(E. Djalma Vitali)

Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.
(K. Kraus)

Lo stato passa un tipo di medicina, quella scientifica, che bene o male funziona nella maggioranza dei casi. Onestamente, non ci sembra che gli si possa chiedere altro.
(G.M. Pace)

La Medicina dei giorni nostri è molto spesso ingiusta perché tende ad abbandonare coloro che hanno più bisogno di aiuto.
(S. Garattini)

La Medicina spesso "non si prende cura" del paziente quando non può più "guarire"; in tal modo è specchio della società utilitaristica ed egoistica in cui vive.
(S. Garattini)

Un medico, diversamente da un politico o da un attore, viene giudicato soltanto dal suo paziente e dai suoi più prossimi colleghi, cioè a porte chiuse, da uomo a uomo.
(M. Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

Sono a così ferrea dieta che non mi lasciano neanche leccare un francobollo.
(F. Scott Fitzgerald, I taccuini)

Non è compito della medicina sollevarci dal peso della sofferenza che deriva dal non saper dare un significato al decadimento del nostro corpo e alla sua morte finale. Non è compito della medicina dire quando la nostra vita non vale più la pena di essere vissuta e quando la fatica di vivere è troppo grande per essere sopportata. [...] La medicina dovrebbe cercare di alleviare la sofferenza umana, ma solo quella sofferenza che è prodotta dalla malattia e dalla morte come fenomeni biologici, non la sofferenza che proviene dall'angoscia o dalla disperazione della condizione umana. 
(D. Callahan)

[...] sempre o quasi rinchiuso in manicomio, mia vita di relazione coi matti, le infermiere e le suore, i medici presso che tutti chiusi e ottusi, in quella situazione come potevo trovar conforto solo con la bellezza di Lucca? cibarmi soltanto delle sue strade? delle sue chiese? delle sue mura?
(M. Tobino, Gli ultimi giorni di Magliano)

I protocolli terapeutici sono ormai comuni, una volta che il paziente è stato etichettato con una diagnosi. Il paziente si imbarca in un programma prefissato di cura che ha lo stesso grado di personalizzazione riservato alle automobili nell'autolavaggio.
(P. Wall, Perché proviamo dolore)

Che cos'è il cuore se non una molla e che cosa sono i nervi se non altrettanti fili e che cosa le giunture se non altrettante ruote che danno movimento all'intero corpo?
(T. Hobbes, Leviatano)

Però le parole non sono sufficienti a nascondere la verità che si cela dietro uno sguardo. Sono gli sguardi dei medici onesti e non fanfaroni, che lavorano moltissimo e si prestano poco ai riflettori della pubblicità, a dire la verità. Medici premurosi nelle cure, attenti, delicati, sensibili, ma dai cui occhi traspare sempre un sentimento di attonita fatalità. Sono sgomenti, sconcertati, carichi di rammarico tutte le volte che devono comunicare qualche cattiva notizia (cioè quasi sempre). Rattristati per se stessi e per i loro pazienti, sono i primi a dolersi per il decorso di una malattia volubile, stramba, perfida. Dicono che non c'è una logica lineare, una progressione uniforme e che i tumori sono pazzi, imprevedibili [...].
(P. Battista, La fine del giorno)

L'anestesista "rianimatore" è "contemporaneamente internista, fisiologo, farmacologo, biochimico e ingegnere elettronico": un tecnologo della medicina, uno specialista che forse meglio di altri conosce la fisiologia del circolo e del respiro, l'importanza di certe costanti biochimiche e di certe funzioni metaboliche, l'efficacia della terapia intensiva, farmacologica ed elettromeccanica, e l'uso appropriato di apparecchi e congegni molto complessi. È un medico nuovo, in grado non solo di far vivere un individuo in condizioni di morte apparente - immoto, insensibile, incosciente, ibernato, collassato e con cuore esangue -, ma anche di strappare alla morte un individuo in imminente pericolo di vita; è un medico militante alle frontiere della scienza, nella terra di nessuno, o di tutti, situata tra la vita e la morte.
(G. Cosmacini, La vita nelle mani. Storia della chirurgia)

Una compressa colorata e squadrata è più efficace di una bianca e rotonda. I colori sono stati studiati a fondo: il rosso è associato alla potenza, il verde e l'azzurro alla calma. Le capsule che contengono granuli colorati sono superiori a qualsiasi compressa. Come tutti sanno, quando i medici fanno sul serio prescrivono iniezioni. Una siringa di soluzione fisiologica è meglio di qualsiasi pillola. Quando i medici fanno molto sul serio, prescrivono iniezioni endovenose, e un'endovenosa di soluzione fisiologica batte un'intramuscolare. Un celebre docente di medicina diceva ai suoi studenti di dare ai pazienti una compressa tenendola con le pinze e di spiegare che era troppo potente per essere presa con le dita.
(P. Wall, Perché proviamo dolore)

La vita di una persona non è una somma di sintomi o di dati di laboratorio.
(M. Montello)

Emblematicamente, al vecchio barelliere impegnato nel pronto soccorso sul campo di battaglia, si è sostituito il medic (nome con cui in lingua inglese si designa il "paramedico"), che durante le guerre di Corea e del Vietnam ha contribuito a un ulteriore incremento della sopravvivenza dei feriti grazie all'intervento tempestivo, al trattamento precoce, al trasporto in elicottero, fornendo un modello operativo da trasferire nel campo civile, nel pronto intervento in casi di calamità, di incidenti della strada, di infortuni sul lavoro. Un solo esempio: le amputazioni d'arto nei traumi vascolari sono passate dal 50% della Seconda guerra mondiale al 13% della guerra del Vietnam e all'1-2% dell'attuale patologia traumatica da causa bellica.
(G. Cosmacini, La vita nelle mani. Storia della chirurgia)

[...] Insomma, ci dicono i nuovi medici, siamo stufi d'incarnare agli occhi dei degenti l'idea dell'angelo consolatore. Il malato ha bisogno di benaltro che del buffetto sulla guancia. Di diagnosi corrette, di terapie adeguate, di queste sì ha bisogno. 
Abbiamo così un terapeuta d'umore né gaio né triste, di temperamento né pessimista né ottimista, incline a tagliar corto sulle narrazioni sintomatologiche del paziente, più attento a vetrini, lastre, reperti. Difficile cavargli parola di bocca, le spiegazioni ch'egli dà, ma di rado, sono misteriosofiche: sicché, in pratica non capisci se stai migliorando o avvicinandoti rapidamente all'epilogo.
(G. Ghirotti, Il lungo viaggio nel tunnel della malattia)

Un giorno, facendo un'inchiesta sui medici, così come su chiunque altro, un cretino ha scoperto una realtà non molto edificante. Ha dimostrato che i medici bevono, si drogano, si deprimono, scopano male, giocano d'azzardo alle corse o al casinò, picchiano i familiari, trascurano i figli, e quando non ne possono più della loro vita del cazzo sapendo meglio degli altri quali orrori ha in serbo la vita, si ammazzano. E tutto ciò, statisticamente, più spesso di quanto succeda all'individuo medio della "popolazione generale".
(M. Winckler, La malattia di Sachs)

Ogni posto letto ospedaliero finisce per essere occupato da un paziente.
(
M. Roemer, esperto di servizi sanitari pubblici)

Lo Stato spende miliardi per formare un buon chirurgo e poi questo non solo gli lavora part-time, ma va a fargli concorrenza nelle case di cura private.
(U. Veronesi, ministro della Sanità)

I medici sarebbero in grado di studiare le cause di tutte le malattie umane e invece non studiano mai nulla, ma continuano a mantenere sempre e in ogni caso quell'atteggiamento di stupore dovuto alla loro pigrizia e alla loro assoluta mancanza d'interesse nei riguardi di tutte le malattie.
(T. Bernhard, La fornace)

A mano a mano che in medicina è venuto crescendo il peso della tecnologia, si è delineato un crescente interesse per l'inserimento della letteratura, delle arti e del sapere umanistico in genere nella formazione dei nuovi medici. La tecnologia minaccia di oscurare l'importanza del rapporto medico-paziente e la considerazione del malato come persona, con il risultato che, mentre l'efficacia dell'atto medico aumenta, non aumenta parallelamente la soddisfazione dei pazienti.
(V. Cagli, Malattie come racconti)

Dove entra il denaro, muore l'etica.
(G. Arosio, medico)

Stavo bene. Per voler star meglio sono qui.
(epitaffio su una tomba, citato da F. Redi)

In primo luogo determinerò quel che ritengo l'arte medica sia: liberare interamente i malati dalla sofferenza, mitigare la violenza delle malattie, non intervenire sui malati già sopraffatti dal male.
(anonimo, Sull'arte, trattato del V secolo a.C.)

Lavorare al Pronto soccorso è come prendere lezioni di misantropia.
(I. McEwan, Sabato)

L'onniscienza sulla vita e la morte non rientra nelle prerogative del medico. [...] un medico non dovrebbe mai dare per perso a priori un paziente. [...] l'esito di una malattia è sempre incerto, ed è in questa incertezza che si nasconde la vera speranza.
(J. Groopman, Anatomia della speranza. Come reagire davanti alla malattia)

[Presso gli Egizi] l'arte della medicina si esercita nel modo seguente: ognuno è medico di una sola malattia e non di più. Ogni luogo è perciò pieno di medici, perché ci sono i medici degli occhi, quelli della testa, dei denti, quelli delle malattie intestinali e quelli delle malattie incerte.
(Erodoto, Storie)

Moltissimi farmaci, un buon 50%, sono inutili: privi di efficacia, vecchi, ma ancora su mercato. Si potrebbero tranquillamente abolire senza che nulla cambi. Anzi, probabilmente migliorerebbe la salute pubblica. Moltissimi medicinali, poi, sono prodotti e venduti senza una base scientifica.
(S. Garattini, intervista a "Il Tempo", 4 febbraio 2002)

Specialista è colui che sa sempre di più, di cose che valgono sempre di meno, fino a sapere tutto di niente.
(M. Twain)

Il calore che si irradia dalla mano, applicato ai malati, è altamente salutare.
(Ippocrate)

Lo stesso spirito dipende così strettamente dal temperamento e dalla disposizione di tutti gli organi del corpo che, se è possibile trovare qualche mezzo che renda gli uomini migliori e più saggi di quanto non siano stati fino a oggi, credo che occorra cercarlo nella medicina.
(Cartesio, Discorso sul metodo)

Una persona sana è quella che non ha avuto una diagnosi adeguata.
(anonimo)

La ricerca della salute è diventata essa stessa il fattore patogeno prevalente.
(I. Illich)

La medicina è una scienza sociale e la politica non è altro che medicina su larga scala.
(R. Virchow)

- Parli con un medico durante il giorno?
- Sì - . Brad rise, e per la prima volta sembrò proprio lui. - Non serve a niente. È gentile. Ti dice di farti coraggio e che andrà tutto bene.
(P. Roth, Everyman)

Le malattie non si curano con i discorsi ma con i farmaci: non si diventa contadini o marinai coi discorsi ma con la pratica.
(Cornelio Celso, De re medica)

Quello che io chiamo "star bene", la serenità, insomma, è invece saper accettare ciò che si è e ciò che si ha. Sentirsi adeguati significa percepirsi sicuri e ben inseriti. Se io continuo a dire: "Voglio di più", perché la mia Punto non regge il confronto con la Bmw del vicino, o abitare in periferia è troppo poco prestigioso rispetto ai miei sogni di gloria, mi metto in una situazione di non adattamento cronico. Sono molti gli stimoli sociali che ci distolgono dai nostri desideri più autentici, impedendo la serenità. È il principio base su cui si regge il trionfo della società dell'inutile. Guai a invidiare le cose: è del proprio equilibrio, invece, che bisogna essere molto gelosi.
(V. Andreoli, E vivremo per sempre liberi dall'ansia)

Cercare di vivere serenamente è un investimento anche sulla buona salute dei propri organi. La voglia di vivere è in sé una terapia per una miglior vita. Bisogna fare l'amore, andare in vacanza, saper mandare al diavolo il datore di lavoro quando esagera, trovare sempre il modo e il tempo di fare qualcosa che ci dia piacere.
(V. Andreoli, E vivremo per sempre liberi dall'ansia)

Si fa strada la tendenza a medicalizzare anche situazioni che non sono lontane dalla normalità, un'operazione già riuscita per il controllo della colesterolemia, della glicemia e dell'ipertensione. Infatti se si abbassano i livelli di normalità finiremo tutti per aver bisogno di farmaci, una situazione ideale per chi li vende.
(S. Garattini, L'Espresso, 6 marzo 2008)

Gli interventi chirurgici sono di due specie: quelli che salvano il paziente e quelli che lo uccidono.
(Albucasis)

L'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più [...] comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica.
(L. Scarrafia, Osservatore Romano, 3 settembre 2008)

L'ospedale è percepito molto spesso più come un luogo di violenza e disumanità che come uno spazio in cui regna la sensibilità per gli aspetti più delicati e più intimi dell'estrema vulnerabilità umana.
(E. Hirsch, filosofo)

Il successo in medicina non è facile. Richiede volontà, attenzione ai dettagli e creatività.
(A. Gawande, Con cura)

L'avvocato credette a una delle solite paure nell'avvicinarsi del primo parto, ma nullameno chiamò il suo vecchio medico, buon diavolo assolutamente incolto, cui la lunga pratica aveva tuttavia insegnato qualche cosa.
(A. Oriani, Gelosia)

La regola in apparenza più semplice e sensata da seguire, per un medico, è "Lottare sempre", cercare sempre qualcosa in più da fare. Una regola che mi è congeniale. È il modo migliore di evitare l'errore peggiore, quello di arrenderci con qualcuno che avremmo potuto aiutare.
[...] Nell'incertezza, peccare di accanimento può essere saggio. Ma bisogna essere pronti a riconoscere quando accanirsi è puro egoismo, debolezza; essere pronti a riconoscere che l'accanimento può arrecare danno.

(A. Gawande, Con cura)

Un medico che non sia stato almeno una volta malato, non può essere un buon medico.
(C.G. Jung)

La Medicina è la mia sposa, ma il vero amore lo faccio con la Letteratura.
(A. Cechov)

Non vorrei chiedere troppo tempo al mio medico. Vorrei soltanto che riflettesse per cinque minuti sulla mia situazione [...] che penetrasse la mia anima e osservasse la mia carne per giungere a capire la mia malattia [...] Quando prescrive analisi del sangue e radiografie ossee, vorrei invece che analizzasse attentamente me, oltre la mia prostata, cercando a tentoni il mio spirito. Senza questo percorso, non sono nient’altro che la mia malattia.
(A. Broyard)

Nella facoltà di medicina serve un nuovo esame per chi deve curare le persone: serve un esame di umanità.
(G. Bonadonna, oncologo)

Compito della medicina non è il produrre la salute, bensì solamente il favorirla al massimo grado.
(Aristotele, Retorica)

La forza di volontà può garantire la guarigione, mentre il dubbio è sicura causa di insuccesso. Il carattere del medico può produrre nel paziente un effetto pari o superiore di tutti i rimedi impiegati.
(Paracelso)

Ogni uomo che ha passato i trent'anni deve essere il medico di se stesso.
(Tiberio, imperatore romano)

L'ematologo Jean Bernard definiva l'atto medico un insieme di scienza, arte e magia.
(U. Veronesi, Una carezza per guarire)

Non si mangia mai abbastanza poco.
(sempre attuale principio dietologico ricordato da G. Bonadonna, La cura possibile)

Un giorno ci si ammala gravemente, i medici riescono a salvarti, ma non a farti riavere; trascorri ancora qualche tempo fra letto e poltrona, sofferente; poi la crisi e la morte. Così fu per la moglie di Mirò.
(M. Cancogni, Azorin e Mirò)

Don Fabrizio pensò a una medicina scoperta da poco negli Stati Uniti d'America che permetteva di non soffrire durante le operazioni più crudeli, di rimanere sereni fra le sventure. Morfina lo avevano chiamato questo rozzo surrogato chimico dello stoicismo pagano, della rassegnazione cristiana.
(G. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)

Il compito del medico generico richiede non solo sapere scientifico e abilità tecniche, ma saggezza, compassione e pazienza, la capacità di fornire conforto umano e di rassicurare, una sensibilità per i problemi emotivi del paziente e abilità terapeutiche nel trattare gli aspetti psicologici dell'infermità. Questi atteggiamenti e abilità sono di solito trascurati negli attuali programmi di medicina, in cui come essenza della cura medica si presentano l'identificazione e il trattamento di una specifica malattia.
(F. Capra, Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente)

La medicina formula diagnosi sempre un po' tardive anche se precoci, procede per tentativi, si nasconde dietro un linguaggio per cui il corpo è il fantasma attraversato dalla quotidianità dei camici bianchi nei reparti.
(G. Falco, L'ubicazione del bene)

Praticamente tutti i progressi della scienza medica nel XX secolo, dagli antibiotici ai vaccini, dai farmaci antidepressivi ai trapianti, sono stati ottenuti, direttamente o indirettamente, grazie all'uso di animali in esperimenti di laboratorio.
(American Medical Association, 1988)

Ci sono medici bravissimi che provano un senso di colpa a prendere in mano un romanzo, sia pure un classico, quando sul loro tavolo restano ancora non sfogliate numerose riviste mediche. E poi, nel poco tempo libero, si deve pur vivere, divertirsi con amici e familiari, praticare qualche sport. Ma vorremmo commentare che interessarsi di letteratura e di arte in generale, porsi dei problemi intelligenti, è pur sempre vivere e non si vede perché i medici vi debbano rinunciare. Facendolo, degraderebbero la loro nobile professione a mero esercizio tecnico.
Pensiamo che la lettura di classici possa anche insegnare ai medici qualcosa di attinente direttamente alla loro attività.
(G. Cosmacini, C. Rugarli, Introduzione alla medicina)

Ma tutte queste colossali ricerche, tutta la mobilitazione di tanti ingenti fondi, tutte queste équipe agguerrite, questi stuoli di Nobel, questi brillanti team, queste squadre, queste forze d'assalto, queste legioni di ricercatori, questi scienziati impegnati da decenni negli studi e nella clinica, ci vuole tutto questo esercito di ingegni in marcia per approdare alla saggia esortazione di mangiare più sano, farsi una corsetta e buttare le sigarette nel water?
(P. Battista, La fine del giorno)

È compito del medico spiegare quello che si fa, indicarne le possibilità e i limiti, presentarsi a chi cerca soccorso non come il depositario di un sapere arcano, ma come una persona che fa del suo meglio.
Di fronte ai grandi temi della vita e della morte, della salute e della sofferenza, occorre che sia chiaro a tutti che la medicina ha enormemente allargato i suoi orizzonti, ma non ha eliminato le asperità e le complicazioni dell’esistenza. La vita resta problematica, il medico, con tutti i suoi strumenti diagnostici e terapeutici, è solo un uomo che si occupa di altri uomini.
(G. Cosmacini, C. Rugarli, Introduzione alla medicina)

Un medico di civili virtù, benché di mediocre sapere, è sempre preferito a un medico dotto, i cui costumi non siano puri.
(galateo medico)

Si chiama Medico colui che possiede questa scienza [la medicina] con l'intelletto ed è in grado di esercitarla. Due cose infatti si richiedono al Medico: primo, che sia addottrinato nella scienza medica; secondo, che abbia un suo vivo genio per poter esercitare questa scienza in favore dei malati, perché non basta al Medico saper tutto, ma deve anche possedere la predetta facoltà, per esercitare una medicina affabile a vantaggio dei malati.
(H. Boerhaave, Methodus discendi medicinam, 1727)

Quell'imbecille era un grande clinico.
(M. Proust, Recherche)

Trascorse molto tempo, prima che capissi che il modo di comportarsi di un medico è altrettanto, se non addirittura più importante di quello che sa. E non immaginavo di sicuro che le mie critiche a proposito della medicina avrebbero finito col concentrarsi quasi completamente sugli atteggiamenti emotivi dei medici, e non sulla loro preparazione scientifica.
(M. Crichton, Viaggi)

I medici, studenti a vita, devono avere l’umiltà di imparare da tutti, dai colleghi e soprattutto dai malati. Essi, i malati, narrandoci la propria malattia, ci insegnano la medicina, soprattutto quella di oggi.
(L. Bonomo)

Un medico ha bisogno della cultura umanistica come di quella scientifica; egli può avere la scienza di Harvey e l’arte di Sydenham, eppure gli possono mancare quelle qualità del cuore e della mente che tanto contano nella vita.
(W. Osler)

[...] Tutti questi casi sollevano il problema dello statuto epistemologico della medicina, che non è improntato all'assoluta incontrovertibilità, ma inevitabilmente probabilistico e statistico. Tale consapevolezza della controvertibilità del sapere medico si è spesso accompagnata a una messa in discussione della medicina ufficiale e a un recupero delle medicine alternative, in particolare nella seconda metà del '900.
(F. Turoldo, Breve storia della bioetica)

È letale per un chirurgo sentirsi in empatia con il paziente durante l'intervento. Dev'essere un esercizio tecnico. Bisogna oggettivare la persona. Se pensi a cosa potrebbe accadere a quest'essere umano così simile a te diventi incapace di operare.
(J.R. Doty, La bottega di magia)

Consideriamo quindi la salute come un'armonia, come la giusta misura, così come la vedevano i Greci.
(H.G. Gadamer, Dove si nasconde la salute)

Il metodo per conoscere la natura del corpo è quello di conoscere la natura dell'intero. Il corollario medico è che bisogna procedere alla terapia delle parti non senza aver cura del tutto. Il procedimento prioritario del metodo è quello olistico, sintetico, trattandosi di ricondurre la parte al tutto, l'organo al soma, il soma alla persona, la persona alle sue concrete condizioni di esistenza. Procedere in senso inverso non ha minor rilevanza, ma viene dopo, trattandosi di ricondurre (ridurre) il tutto alla parte, le situazioni di vita all'uomo, l'uomo al suo corpo, il corpo a questo o quell'organo: è il procedimento riduzionistico, analitico, complementare ma non primario, importante ma non esclusivo, costituente l'altra metà del metodo clinico.
(G. Cosmacini, "Lo sguardo al corpo nel pensiero medico", in I classici e la scienza)

Adesso che stiamo arrivando alla possibilità di modificare i nostri geni, invecchiare è diventato anacronistico.
(A. Silverstein, La conquista della morte. Perché potremmo essere l'ultima generazione che muore)

Ogni medico si porta dentro un piccolo cimitero, dove di quando in quando va a pregare... un luogo di amarezza e di rimpianto dove cercare una spiegazione ai suoi fallimenti.
(R. Leriche, La philosophie de la chirurgie)

La IBM valuta che ci vorrebbero 160 ore di lettura ogni settimana perché un medico umano possa rimanere al passo con le nuove pubblicazioni importanti.
(E. Brinjolfsson, A. McAfee, La nuova rivoluzione delle macchine)

Il medico che dà sollievo prende il posto del prete che dà la salvezza.
(A. Finkielkraut, Noi, i moderni)

La salute è il primo bene e il fondamento di tutti gli altri beni in questa vita.
(Cartesio)

Le più belle parole della lingua non sono "ti amo", ma "è benigno".
(W. Allen)

Non esiste una malattia che hai o non hai - esclusa forse la morte improvvisa e la rabbia. Per tutte le altre malattie puoi essere un po' o molto ammalato.
(G. Rose)

[...] le società moderne sono ormai pervase dalla tendenza a trasformare interamente in "patologie" le normali difficoltà incontrate dagli uomini nella vita, cosicché la terapia viene a configurarsi come "l'ultima forma oggi attiva di ideologia del dominio". [...] nel corso del Novecento si è sempre più affermata la convinzione che ogni disadattamento, defaillance esistenziale o disagio personale siano da intendersi come forma di patologia della psiche. E, oggi, tanto i manuali psicopatologici come il DSM IV, quanto la cultura diffusa da rotocalco (sovente però confortata da medici e psicologi che sui rotocalchi scrivono), tendono a far credere che ogniqualvolta si stia "male" ipso facto sia sia "malati" e che, di conseguenza, sia necessario "un terapeuta" che ci "guarisca".
(N. Pollastri, Il pensiero e la vita)

Oggi screening e medicina preventiva paiono offrire la possibilità di rinviare quasi indefinitamente la morte. Eppure, con il passare del tempo, è emerso che ogni intervento produce un danno oltre che un beneficio e, in un numero crescente di situazioni, i danni cominciano a pesare più dei benefici
(I. Heath, Contro il mercato della salute)

Dopo un po' ti abitui a basarti soprattutto sulla prima impressione. Entri nella stanza e pensi: malato seriamente o no. Chi fa parte della seconda categoria va spedito a casa il più presto possibile. I malati bisogna tenerli d'occhio. Prelievi di sangue, radiografie, somministrazione di liquidi. Devi stare all'erta, perché varcando la porta della loro camera hai sentito squillare un campanellino d'allarme. Anche le infermiere si affidano all'intuito, e quando le senti dire: - Non mi piace l'aspetto di quel bambino, - se sei furbo gli dedichi la massima attenzione. È una cosa che impari a fare oppure no. A volte mi illudo di avere imparato. Altre proprio no.
(F. Huyler, Il sangue degli altri. Storie di Pronto Soccorso)

Quante persone malate sono ferite dalle parole troppo violente, troppo dure, troppo inumane, che i medici rivolgono loro.
(E. Borgna, L'ascolto gentile)

Bisogna andare al capezzale del malato. È solo lì che si può imparare qualcosa della malattia.
(T. Sydenham)

La ricerca medica ha fatto tali e tanti passi avanti che quasi quasi non ci sono più persone sane.
(A. Huxley)