MAMMA
Pronto... ciao mamma... sì tutto bene... sto benissimo, grazie... no, non lo tenevo spento... si vede che non c'è campo... ho capito... va bene... certo... sì, stai tranquilla... non preoccuparti... va bene... sì, te la saluto... ciao.
(G. Culicchia, Un'estate al mare)

[...] dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore; ma dalla madre, chi ti salva? Essa ha il vizio della santità... non si sazia mai di espiare la colpa d'averti fatto, e, finché è viva, non ti lascia vivere, col suo amore. E si capisce: lei, povera ragazza insignificante, non possiede niente altro che quella famosa colpa nel suo passato e nel suo futuro, tu, figlio malcapitato, sei l'unica espressione del suo destino, essa non ha nessun'altra cosa da amare. Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te! E se tu hai voglia di sottrarti a un simile sopruso, a una simile persecuzione, essa ti chiama Giuda! Precisamente, tu saresti un traditore, perché ti va di girare per le vie, alla conquista dell'universo, mentre che lei vorrebbe tenerti sempre con sé, nella sua dimora d'una camera e cucina!
[...] E mentre tu cresci, e ti fai bello, essa sfiorisce... Si sa che la fortuna non può impicciarsi con la miseria, così va la legge di natura! Però, lei, questa legge non la intende: e ti vorrebbe, suppongo, magari disgraziato peggio di lei, vecchio, imbruttito, magari mutilato o paralitico, pur di averti sempre vicino. Lei, per natura, non è libera, e vorrebbe che tu fossi asservito assieme a lei. Questo è il suo amore di madre!
Non riuscendo ad asservirti, intanto, si compiace del suo romanzo d'una madre martire e d'un figlio senza cuore. Tu, è naturale, non hai nessun gusto per un romanzo di tal genere, e te ne ridi: a te piacciono altri romanzi, altri cuori... Essa piange, e sempre più diventa noiosa, senile, funesta! Tutto, intorno a lei, è infestato dalle lagrime. E tu, si capisce, sempre più hai voglia di evitarla. Appena ti vede ricomparire, essa ti accusa... I suoi insulti sono supremi, di uno stile biblico. Il meno che può dirti è infame assassino; e non c'è giorno che non ti reciti questa litania! Vorrebbe, forse, con le sue accuse, ispirarti l'odio di te, e privarti di te stesso, per sostituire, lei, i tuoi orgogli e i tuoi vanti, usurpandoti, come una regina triste [...].
(E. Morante, L'isola di Arturo)

Quando ogni anno, per tanti anni, ritornavo in campagna a Vezzano Ligure, e arrivato a quella casa con fretta battevo tre volte, mia madre, che mi aspettava, subito apriva la finestra e la vedevo bianca, con quel sorriso che mi faceva d'un tratto innocente, udivo la sua voce che diceva il mio nome ed ero consolato di ogni cosa triste e minacciosa del mio tempo.
(M. Tobino, La brace dei Biassoli)

Parlavamo delle nostre case, di Strasburgo e di Torino, delle nostre letture, dei nostri studi. Delle nostre madri: come si somigliano tutte le madri! Anche sua madre lo rimproverava di non saper mai quanto denaro aveva in tasca; anche sua madre si sarebbe stupita se avesse potuto sapere che se l'era cavata, che giorno per giorno se la cavava.
(P. Levi, Se questo è un uomo)

Cucinare mi è sempre piaciuto. È stato il mio primo gesto di indipendenza dalla famiglia, quando ero ancora ragazzo: piatti saporiti tendenti al piccante, in contrasto con le pietanze smorte che prediligeva mia madre.
(R. Montanari, Strane cose, domani)

Di punto in bianco decise che da quel giorno in poi sua madre avrebbe dovuto portare i capelli corti, come fanno gli uomini. E tuttavia, anche così mutilata, Luce avrebbe pur sempre visto in lei la terrificante effigie rituale della dea Kali con in mano due teste, la lingua rossa fuori dalla bocca spalancata, quattro braccia, la collana di teschi.
(R. Matteucci, Cuore di mamma)

Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
(A. Gramsci)

Con profonda afflizione guardai l'orfanella:
"No, e tu devi essere giudiziosa. Non ti sarà dato conoscere le carezze materne, l'amore materno, nulla li sostituirà. Nel tuo cuore ci sarà una lacuna, non sperimenterai l'affetto migliore, più puro, l'unico affetto disinteressato del mondo. Tu, forse, lo proverai, ma nessuno lo proverà per te. che cos'è l'amore di un padre a confronto della pena materna dell'amore?"

(A. Herzen, Passato e pensieri)

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Pagina aggiornata il 30.09.14
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