GIOVANI
La giovinezza parte una mattina incoronata di fiori come la flotta ateniese che salpa alla conquista della Sicilia. [la spedizione si concluse con una catastrofe, n.d.r.]
(F.R.Chateaubriand)

Mettiamoci a sedurre uomini, conquistare donne, guadagnare denaro, scrivere un libro. Passiamo attraverso le persone e le cose. [...] Dopotutto - ed è appunto il dopo che conta - si gode di più.
(G. Sissa, Sesso, droga e filosofia)

Si ripensa all'adolescenza, quando si avevano grandi velleità e si pensava che il mondo era nostro: ma potevamo acciuffare poco, perché troppo giovani.
(M. Luzi)

La timidezza favorisce l'introspezione, mentre l'adolescente ipersicuro tende alla superficialità e a coprire la propria paura con sostegni esteriori.
(V. Andreoli, Giovani)

"I giovani non hanno niente da dire, i vecchi si ripetono, la noia è reciproca". Letto non so dove.
(G. Bufalino, Il malpensante. Lunario dell'anno che fu)

Siate infine animosi e sinceri, abituatevi a dire il vostro parere anche al Padreterno, non fate razza coi critici, che sono i falsi preti dell'intelligenza e stanno di casa in un trogolo. Abbiate in mente non di piacere al vostro tempo, non di riscotere quattrini e battimani; ma d'esercitare l'animo e l'ingegno, d'ingrandirvi lo spirito, d'irradiare umanità, d'anticipare il futuro; questo e non altro sia il vostro scopo.
(B. Ricci, B. Rosai, D. Garrone, G. Contri, E. Persico, Il Rosai, 1930)

Dal 1969 al 1995, tranne due anni passati in un istituto i cui allievi erano selezionatissimi, la maggior parte dei miei studenti era composta da bambini e adolescenti, come fui io, con maggiore o minore difficoltà scolastica. I più gravi presentavano su per giù i miei stessi sintomi alla loro età: mancanza di fiducia in sé, rinuncia allo sforzo, incapacità di concentrazione, distrazione, mitomania, creazione di bande, a volte alcol, e anche droghe, leggere a sentir loro, l'occhio però un po' liquido, certe mattine...
(D. Pennac, Diario di scuola)

Quando incontri una ragazza tanto più giovane di te, all'inizio ti senti il più forte. Hai perfino l'impressione di essere sleale nel confronto, perché sai più cose, sei pieno di esperienza e cicatrici, e poi hai un tuo posto nel mondo che tutti ti riconoscono, hai la casa, la macchina, i soldi, il lavoro, il passato, mentre lei ti sembra un pulcino che vaga nell'aia senza meta, pigolando in cerca di protezione. Ma prima o poi ti accorgi che lei è molto più forte di te. C'è una potenza vitale così grande in un adolescente, in un ventenne, la voglia di rialzarsi e riprendere il cammino dopo una batosta, il senso di un futuro illimitato, riserve sconfinate di energia da poter spendere senza calcoli, senza tutta questa inutile, noiosa saggezza! Invece questo è invecchiare: giocare solo in difesa. Giocare per pareggiare e non per vincere.
(R. Montanari, Strane cose, domani)

Loro si sentivano diversi da tutti gli altri. I loro coetanei con la storia dei vent'anni, della spensieratezza, degli entusiasmi giovanili, li facevano sorridere di compassione. Cose insulse e inesistenti, retorica.
(M. Cancogni, Azorin e Mirò)

Ci vogliono molti anni per diventare giovani.
(P. Picasso)

È sospetto questo voler vivere sempre in gruppo, così nessuno diventa responsabile di quello che pensa e fa.
(E. Montale)

Quando i ragazzi scendono in piazza, gli uomini tornano a casa.
(C. Cattaneo)

I giovani italiani nel loro insieme costituiscono una piaga sociale forse ormai insanabile: sono o infelici o criminali (o criminaloidi) o estremistici o conformisti: e tutto in una misura sconosciuta fino a oggi.
(P.P. Pasolini, Lettere luterane)

Il verbo latino adolescere viene da una radice che indica il «portare a compimento qualcosa» e il participio passato di questo verbo latino è adultus . Per diventare adulti bisogna «adolescere» bene. Da adulti poi bisognerebbe mantenere ciò per cui l’adolescenza è fatta: per che cosa valga la pena giocarsi la vita futura, senza compromessi, con quella fame di verità, bellezza e autenticità che è la costante delle centinaia di ragazzi che ho incontrato in questi anni a diverse latitudini del nostro Paese.
(A. D'Avenia, La Stampa, 14 maggio 2012)

Il vostro tempo è limitato. Non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario.
(S. Jobs)

Rifiutavano il benessere economico come fonte di libertà e dignità dell'individuo. Rigettavano l'idea che l'istruzione dovesse istradarli verso il successo materiale. Rimettevano in discussione il matrimonio, il lavoro, la famiglia, la chiesa, il patriottismo, la democrazia liberale, la competizione. Sfidavano le autorità: la legge, la polizia, l'accademia, i politici, i capitalisti. Respingevano la morale sessuale tradizionale. In alternativa ai percorsi di carriera usuali esploravano forme di vita comunitarie. Opponevano alla cultura dell'alcol la cultura delle droghe.
(D. Yankelovich sulla gioventù americana degli anni Sessanta e Settanta)

[...] il mondo adulto fatto di carriera e promozioni mi pareva alieno e minaccioso. Avevo il sospetto, nonostante le prove contrarie, che non solo avrei potuto non farcela, ma che sarei potuto decisamente annegare. Forse ci siamo passati tutti. [...] Avevo ventiquattro anni allora, e i patti erano chiari: fingere di sapere tutto e non sapere niente; fingere di essere sicuri, e non esserlo mai. Io mi sentivo uno studente e non ero innamorato. Ma esisteva un mondo diverso, che mi pareva di poter controllare e tenere in ordine: quello della letteratura. Di quel mondo ero innamorato da sempre.
(M. Amis, Esperienza)

Sappiamo tutti che sono proprio le storture, le anomalie, le deviazioni dal solco già tracciato della normalità a esprimere solitamente i talenti più generativi dei nostri giovani.
(M. Recalcati, L'ora di lezione)

I teenager di oggi sono in larghissima parte vittime inconsapevoli delle buone intenzioni dei genitori - o agenti passivi della loro vanità, pegno delle loro insicurezze, delle loro ansie e della loro limitata immaginazione. Sono diventati oggetti da esibire in una corsa il cui traguardo è fare bella figura con i selezionatori delle università, e quindi pure con i vicini di casa, e perpetuare il privilegio. [...] Penso tuttavia che troppo spesso i loro privilegi vengano usati incautamente e servano a promuovere, senza volerlo, un narcisismo straripante, la convinzione di avere dei diritti di nascita, e un pensiero superficiale e/o robotizzato. L'empatia viene meno. La maturazione rallenta o si arresta completamente. L'indipendenza muore nella culla e il genitore ansioso si sente in obbligo ancora una volta di intercedere.
E, loro, i teenager sono perennemente stanchi. [...] Sono ipercompetitivi a scuola, e superimpegnati dopo.
(D. McCullough Jr., Ragazzi, non siete speciali)

A volte mi chiedo perché abbia passato più di cinquant'anni a New York, quando era l'Ovest, soprattutto il Sudovest, a incantarmi tanto. Adesso ho molti legami a New York - con i miei pazienti, i miei studenti, i miei amici e il mio analista -, ma questa città non mi ha mai toccato dentro come la California. Ho il sospetto che probabilmente la mia non sia solo nostalgia per il luogo in sé, ma per la gioventù, per un'epoca molto diversa, per la sensazione di essere innamorati e di poter dire "ho il futuro davanti a me".
(O. Sacks, In movimento)

[...] avevo paura di legarmi, perché la vita a venticinque anni non è ancora incominciata e le possibilità ti sembrano infinite e troppo esaltanti per sceglierne una sola.
(S. Vinci, Parla, mia paura)

I giovani di vent'anni non dovrebbero mai permettere che uno più anziano udisse le loro conversazioni. Esse rivelano una tale vuotaggine, avvolta in una tale frenesia d'imitazione, che quei disgraziati non possono illudere nemmeno sé stessi.
(R. Poulet, Contro la gioventù)

Ho sottolineato quanto sia importante liberare i giovani dal mito secondo il quale la loro vita e la loro felicità dipenderebbero dai desideri e dai programmi delle aziende o da un piccolo numero di individui particolari chiamati imprenditori.
(M. Yunus, Un mondo a tre zeri)

I giovani sono insopportabili e se li sopportiamo è solo perché ci ricordiamo di essere stati anche noi giovani.
(J.W. Goethe)

I giovani devono imparare a non dar fastidio e devono diventare adulti il più presto possibile.
(B. Croce)

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Pagina aggiornata il 19.10.19
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