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George Orwell, 1984, Mondadori, 1973
(titolo originale: Nineteen Eighty-Four, 1949)

 
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copertina libroNel 1984, un ipotetico futuro rispetto alla data in cui il libro fu concepito (1948), Orwell immagina il mondo diviso in tre superstati: Eurasia, Estasia e Oceania, che sono retti da sistemi politici molto simili.
La storia è ambientata a Londra.
L'Inghilterra è ormai soltanto una delle tante regioni che compongono l'Oceania, uno stato amministrato secondo i dettami del Socing (socialismo inglese).

I tre superstati mondiali hanno una struttura sociale piramidale, caratterizzata fondamentalmente da tre classi: Alta, Media e Bassa . In Oceania, al gradino più basso della scala sociale stanno i prolet (proletari), che conducono una vita durissima e a cui sono assegnati i lavori servili:

"Il partito insegnava che i prolet erano esseri inferiori che dovevano essere mantenuti in soggezione, come gli animali, costretti all'applicazioni di poche regole elementari"

"Nascevano e venivano allevati in catapecchie, venivano messi a lavorare a dodici anni, passavano attraverso un breve periodo di bellezza fisica e desiderio sessuale, si sposavano a venti, a trenta ripiegavano verso la vecchiaia, morivano infine, quasi tutti, a sessanta. Il pesante lavoro manuale, le cure della casa e dei bambini, le liti coi vicini, il cinema, il football, la birra, e soprattutto il gioco completavano l'orizzonte dei loro cervelli. Mantenere uno stretto controllo su di essi era facilissimo".

Il regime organizza il tempo libero dei prolet in modo da ottenere il loro più completo ottundimento mentale. Per i proletari il ministero della Verità produce

"stupidissimi giornaletti che non trattavano se non di qualche avvenimento sportivo, di cronaca nera e d'astrologia, qualche romanzetto da quattro soldi, certi filmetti pieni di cosce e seni nudi e canzonette sentimentali che venivano composte secondo un procedimento del tutto meccanico, per mezzo di una sorta di caleidoscopio che si chiamava versificatore".
Dovunque, in Oceania, campeggia la scritta:
IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA
posta sotto un cartellone raffigurante una faccia enorme con due baffi neri e gli occhi indagatori. Il volto inquisitorio del Grande Fratello non si limita a comparire sui manifesti, la sua presenza è pervasiva:
"Sui soldi, sui francobolli, sulle copertine dei libri, sulle bandiere, sui cartelloni e sui pacchetti di sigarette [...] da per tutto. Gli occhi avrebbero guardato sempre e la voce avrebbe risuonato sempre. Da svegli o mentre si dormiva, mentre si mangiava o beveva, dentro casa o fuori, nel bagno, a letto [...]non c'era modo di sfuggirle. Nulla si possedeva di proprio se non pochi centimetri cubi dentro il cranio".
Il Grande Fratello è il leader e il custode della Rivoluzione. In realtà è un essere immateriale, un simbolo, la personificazione del Partito.
Dappertutto, anche nelle stanze delle abitazioni private, vi sono dei teleschermi che diffondono trasmissioni di propaganda, mentre sono in grado, nello stesso tempo, di spiare e correggere i comportamenti delle persone.

Winston Smith,

"che aveva i suoi trentanove anni e un'ulcera varicosa sulla caviglia destra",
è impiegato al Ministero della Verità. Il suo compito è quello di riscrivere documenti del passato, secondo le nuove esigenze del Partito. La consegna implicita del Partito è che il passato, personale e collettivo, venga cancellato:
"Il passato [...] non era stato soltanto alterato, era stato propriamente distrutto".

Tutti i documenti vengono rivisti e la copia originale viene corretta a seconda della linea politica del regime:

"Tale processo di continua trasformazione era applicato non soltanto ai giornali, ma ai libri, ai periodici, agli opuscoli, ai manifesti, alle circolari, ai films, alle colonne sonore, alle illustrazioni, alle vignette umoristiche, alle fotografie [...] a qualsiasi genere di roba stampata e comunque documentata che potesse avere un significato politico o ideologico. Giorno per giorno, minuto per minuto, si può dire, il passato veniva messo al corrente".
In questo modo la menzogna si trasforma in verità. Per raggiungere meglio i suoi scopi, il regime ha perfezionato la Neolingua, la lingua ufficiale di Oceania, che non consiste tanto nell'inventare nuove parole, quanto nel cancellare centinaia di parole esistenti. Si distruggono le sfumature di significato, si riduce il vocabolario all'osso. In questo modo vengono inibite la possibilità di esercitare la critica e l'attività stessa di pensare.

Sulla facciata del Ministero della Verità sono scolpiti tre slogan, che riflettono la logica in vigore, chiamata bispensiero, capace di conciliare e annullare le contraddizioni:

LA GUERRA È PACE

LA LIBERTÀ È SCHIAVITU'

L'IGNORANZA È FORZA"

Il regime che domina in Oceania non è tanto interessato al contrasto della criminalità comune, che tra l'altro è trascurabile, quanto ai reati connessi all'esercizio del pensiero critico, in particolare si preoccupa di individuare, censurare e perseguitare i casi di dissenso, anche soltanto abbozzato, verso il sistema.
"Quella che soprattutto contava era la polizia del pensiero, la cosiddetta Psicopolizia".
Di più. Persino nell'intimità della famiglia non ci si può fidare, c'è da temere di essere denunciati. I figli sono educati a spiare i genitori. Per non destare sospetti, per non indurre nessuno a denunciarli, tutti devono mantenere nella conduzione della propria vita quotidiana un'espressione del volto impenetrabile, che non lasci trasparire emozioni o sentimenti.
In caso di psicoreato , la polizia procede agli arresti di notte. "La gente spariva". Prima o poi dell'arrestato e della sua esistenza non rimane traccia. "Vaporizzato" è la definizione usata.
I prigionieri di guerra, invece, sono di solito impiccati e ciò costituisce uno spettacolo popolare di grande attrazione anche per i bambini.

In Oceania, dunque, il passato viene falsificato. La scienza con le sue verità logiche ed oggettive, è tenuta in sospetto; la solitudine è tenuta in sospetto. Il sesso, l'erotismo e l'amore passionale e romantico sono ostacolati, perché considerati forze potenzialmente eversive.
Una burocrazia soffocante blocca per anni semplici deliberazioni, anche solo per piccole riparazioni negli edifici. Tranne che per la elite del Partito l'esistenza è misera e squallida. Il cibo non ha gusto, ogni bene di prima necessità scarseggia. Fiorisce il mercato nero. Nel mentre, la propaganda di regime diffonde statistiche fasulle e incontrollabili che raccontano di un continuo incremento della produzione e della qualità della vita, in modo da tranquillizzare le masse e sopire ogni possibile rivolta.

Tuttavia Winston Smith avverte una oscura inquietudine, una indecifrabile insoddisfazione. Brandelli confusi di ricordi della sua vita passata gli affiorano alla coscienza.

Un giorno Julia, una ragazza bruna di 26 anni, consegna a Winston un bigliettino con su scritto "ti amo". I due intrecciano una relazione sentimentale di nascosto. Winston capisce che anche la ragazza, pur con una sensibilità diversa dalla sua, è contro il Partito del Grande Fratello. Insieme incontrano O' Brien, un alto funzionario che, manifestando la propria avversione alla dittatura esistente, li fa entrare in una organizzazione clandestina di Resistenza, chiamata Fratellanza, guidata dal nemico del Grande Fratello, da colui cui sono principalmente indirizzati i Due Minuti d'Odio, Emmanuel Goldstein.

Purtroppo tutto si rivela una trappola per incastrare Winston e Julia. Un teleschermo, nascosto dietro una stampa, nella stanza sopra il negozio del vecchio signor Charrington, dove Winston e Julia si incontrano, intercetta la ribellione dei due ai dettami del Partito. " [...] Uomini giganteschi, in uniforme nera, con scarpe chiodate ai piedi ed enormi sfollagente stretti nelle mani" (p. 248), arrestano Julia e Winston, dopo averli picchiati. Il signor Charrington si rivela essere un membro della Psicopolizia.

Condotto in carcere, Winston viene interrogato e torturato da quello stesso O' Brien, che lo aveva convinto ad entrare in clandestinità per combattere il sistema. O' Brien in verità non è un dissenziente, ma un alto funzionario del Partito Interno. Winston deve confessargli i suoi orrendi crimini e pentirsi. Soltanto allora potrà essere fucilato.

Durante gli interrogatori, che vengono condotti usando la tortura, O' Brien spiega a Winston che la finalità del Partito non è il buon governo, ma la conquista e il mantenimento del Potere.

"Il partito ricerca il potere esclusivamente per i suoi propri fini. Il bene degli altri non ci interessa affatto; ci interessa soltanto il potere. Né la ricchezza, nè il lusso, né una vita lunga, né la felicità hanno un vero interesse per noi; ci interessa soltanto il potere, il potere puro".

"[...] Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento. [...] Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato , man mano che si perfezionerà. il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il progresso della sofferenza. Le civiltà del passato pretendevano di essere fondate sull'amore e sulla giustizia. La nostra è fondata sull'odio".

"Le spiate, gli appostamenti, i tradimenti, gli arresti, le torture, le esecuzioni, le sparizioni non avranno mai fine. Sarà un mondo di terrore e di trionfo".

Winston viene condotto nella famigerata "stanza 101", "la cosa peggiore del mondo", dove l'ennesima tortura lo induce a sconfessare e tradire l'ultimo barlume di individualità e di umanità: il suo amore per Julia.
Ridotto a una larva umana ben pasciuta, Winston Smith, l'ultimo uomo, affoga nell'incoscienza dell'alcol.

1984 è un romanzo che appartiene al genere antiutopistico. Fu pubblicato nel 1949. George Orwell (pseudonimo di Erich Blair, 1903-1950), riprende in 1984 temi già sviluppati ne La fattoria degli animali.
Paladino della libertà, forte anche delle proprie esperienze personali, Orwell è preoccupato dal diffondersi nel Novecento di pericolosi totalitarismi di massa: il fascismo, il nazismo e il comunismo. E teme un futuro perfezionamento di tali totalitarismi, dove la manipolazione delle menti degli individui e l'annientamento di ogni brandello di umanità vengano condotti in modo sistematico e scientifico. Dove ogni possibilità di rivolta venga soffocata dal terrore e dall'incapacità di pensare in modo critico.
Secoli di civiltà, ci avverte Orwell, possono essere cancellati in pochi anni e il concetto stesso di uomo potrebbe divenire rapidamente obsoleto. "[...] siamo noi a creare la natura umana. Gli uomini sono infinitamente malleabili", afferma infatti profeticamente e cinicamente l'inesorabile O'Brien, nel finale del romanzo.

In tal senso, 1984 costituisce sì la descrizione di un incubo, ma soprattutto un monito e un vaccino contro l'affermarsi di ogni futuro autoritarismo.

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Pagina aggiornata il 11.07.13
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